Ha il sapore di un addio quello che Torben Kuhlmann scrive nell’introduzione ad Amelia. L’avventuroso volo di un’arvicola intorno al mondo un ampio libro illustrato che esce nel 2024, esattamente 10 anni dopo Lindberg che aprì la carriera dell’autore illustratore tedesco [qui trovate l’intervista che mi rilasciò!].
«Sono stati dieci anni avventurosi. […] questo decennale, il 2024, è una splendida occasione per ritornare ai primordi della serie e narrare un capitolo ancora sconosciuto della storia topesca dell’aviazione»
La “serie dei topi avventurieri” si era aperta infatti con l’alter ego di Lindberg, protagonista della prima trasvolata atlantica in solitaria, e chiude (?) il cerchio con una piccola arvicola, alter ego, di Amelia Earhart, aviatrice e fervida sostenitrice delle imprese femminili in volo. Alla prima storia, Kuhlmann fece seguire diverse avventure in cui il canovaccio del topo come figura di grandi esploratori e scienziati è risultato vincente. A rendere particolari questi libri non è, però, solo l’infingimento narrativo che maschera la biografia in un’avventura “topesca”, quanto la struttura, che prevede una narrazione ampia da racconto lungo, ma avvicendata da numerose illustrazioni che interrompono e proseguono quasi autonomamente la narrazione scritta, come in un albo illustrato. In ogni caso, dunque, si ha tra le mani una lettura lunga (oltre le 100 pagine!), ma più che ampiamente illustrata. Al centro di questo ultimo volume c’è una piccola arvicola che coltiva il sogno impossibile di strapparsi dalle tane sotterranee per vedere il mondo da un aereo e fare il giro del mondo. Il percorso riscrive in falsa riga le battaglie e i sogni della pioniera dell’aviazione femminile Amelia Earhart, anche se la piccola arvicola - a differenza di Amelia che probabilmente precipitò nel Pacifico ad un soffio dall’impresa - coronerà il suo obiettivo, nonostante gli oppositori e le sventure. La trama non mostra un intreccio complesso e ha un andamento sequenziale, pur nella ricchezza di episodi. Non ci sono grandi colpi di scena, ma il fascino della scrittura sta nell’intrecciarsi di “motivi meccanici” e ingegnose trovate tecnologiche. Le illustrazioni di Kuhlmann sono il vero valore aggiunto: cartoline, ampi scorci, ingranaggi, disegni tecnici… Il risultato è un albo lungo con un testo corposo che farà la felicità di primi lettori appassionati di motori e meccanica ma senza escludere tra questi, il pubblico femminile.