Torna su Scaffale Basso, un’autrice protagonista di una delle prime recensioni di Scaffale Basso. Sto parlando di Tor Freeman, autrice e illustratrice inglese, che avevo incontrato nell’albo illustrato Olivia e il gran segreto, dove una spiritosa gattina arancione era alle prese con la promessa di tener chiusa la bocca. Dopo 11 anni Tor Freeman torna alla ribalta con un libro a fumetti, nominato recentemente nelle selezioni del premio Orbil, per la fascia kids. Il libro in questione è I misteri di Strambopoli un libro che, fin dalla copertina, sembra alludere a misteriosi investigazioni, orrorifiche situazioni comunicate dalla tremolante titolazione e finanche omicidi, come suggerisce il sangue colante… Nulla di più lontano dalla realtà. Infatti, all’interno di questo libro in copertina rigida, sono raccolti 5 casi che certo hanno un loro nucleo di mistero, che fa partire dell’innesco di ogni l’investigazione, ma che sono in realtà improntati all’umorismo, all’allegria e alla spiritosaggine.
Il fumetto si rivolge ai primi lettori come suggeriscono alcune scelte formali precise. Le gabbie che contengono le vignette sono regolari con un ritmo costante; i balloon sono stampati chiaramente con font maiuscola e sfondi bianchi; l’assenza di didascalie affida la narrazione al discorso diretto in modo scorrevole e sintetico.
Al centro appunto abbiamo due investigatori una ispettrice capo poliziotta (topo?) a cui si affianca un poliziotto semplice (gatto) di nome Sid. La prima è intuitiva, osservatrice e calma, il secondo, invece, è spiritoso ed entusiasta.
I due vengono chiamati non solo a risolvere i misteri, ma anche a intervenire in operazioni più semplici, come ad esempio mantenere l’ordine pubblico o tenere lontani i curiosi da una scoperta scientifica, e queste vicende si intrecciano con la loro vita quotidiana: Sid aiuterà il capo ad affrontare la sua paura per i dentisti e insieme, ad esempio, andranno a teatro…
La narrazione, dunque, è molto variegata perché se nel primo episodio c’è da risolvere una infestazione di fantasmi, nel secondo invece c’è da morire dal ridere tra bruchi fanatici e leader distruttori di mondi!
Nel terzo episodio l’impensabile irrompe, quando quello che sembrava un fossile di Pterodattilo si rivela essere un dinosauro in carne ed ossa (!) e dopo la vittoria contro la paura del dentista, nel quarto episodio, il volume si chiude con un’investigazione nell’ambito del mondo teatrale con la ricerca dello stalker anonimo che sta perseguitando un grande cantante.
Gli episodi sono autoconclusivi e autonomi, ma il sottile filo delle vicende personali unisce gli episodi in una sequenza più scorrevole.
Lo sviluppo delle singole narrazioni è semplice: tutto è affidato al discorso diretto che si anima di battute e che prepara il lettore a colpi di scena che vi sorprenderanno.
«“Mi dica: su una scala che va da zero all’agonia, quanto dolore vuole?” “Cosa? Zero!! Dio!” “Ahah, tranquilla, facevo solo un po’ di sano humour ortodontico”»
Il dentista tra l’altro nasconde un’insana passione per le bibite gassate e le caramelle gommose…
L’avanzamento della trama è affidato ai dialoghi tra i due poliziotti che mettono in comune intuizioni e osservazioni e che permettano al lettore di seguire facilmente tutto lo sviluppo della vicenda. Anche le illustrazioni favoriscono la comprensione dei bambini perché le sequenze sono cronologicamente molto ravvicinate e ciò che va ricostruito nella lettura de “lo spazio bianco” tra le vignette è poco impegnativo. Non va poi sottovalutata la capacità della Freeman di orientare espressioni, sguardi e gesti in modo eloquente, permettendo ai lettori di intuire la sotto trama suggerita dalle immagini.
Il perturbante irrompe solo in casi molto isolati, come nei sogni che la capo poliziotto fa mentre le viene estratto un dente, mentre per il resto le avventure sono commisurate ai loro lettori, con brividi che si sciolgono in sonore risate.
Sid risulta, poi, spiritosissimo nel suo candore ed è spesso lui la chiave della risoluzione dei casi. Incaponitosi, ad esempio, nell’indossare il tweed per andare in campagna, riuscirà ad immobilizzare con nonchalance lo spirito «pungigliuomo», che nessuno era riuscito ad abbracciare. Esilaranti le battute che riguardano il libro di poesie del papà di Sid, che sarà la chiave di volta e che farà smettere di piangere lo spirito piagnone della casa infestata.
Questo carattere umoristico viene amplificato dall’appendice che riporta alcuni degli elementi chiave delle indagini: la poesia che ha fatto ridere lo spirito, le fotografie dello pterodattilo, il cruciverba di Sid e poi il molare estratto al capo…
Un’ottima proposta, anche in vista dell’estate, come prima lettura per la fascia della primaria (1°-2° anno).