In prossimità della Giornata della Memoria, sento importante sottolineare due aspetti che rendano significativo l’affrontare questa giornata con i ragazzi.

Da una parte credo che sia necessario non trasformare l’occasione del 27 gennaio in una trattazione indifferenziata dell’ingiustizia o della guerra, ma preservarne il valore storico attraverso una documentazione pertinente e specifica. Questo significa essere precisi nel raccontare il nazismo e il destino degli ebrei in Europa e la peculiarità degli avvenimenti in Italia.

Ugualmente è necessario dosare e riflettere sulla necessità (o meno) di affrontare questo argomento con i più piccoli. A questo riguardo, sono illuminanti le riflessioni di Roberta Favia che si è dedicata per anni allo studio della didattica della Shoah e che sull’argomento ha scritto articoli precisi e molto utili.

Solo a partire da una riflessione storica, si può, in un secondo momento, trasformare l’osservazione in una riflessione personale e filosofica che intenda indagare che cosa significhi oggi, per i ragazzi contemporanei, questo evento e ragionare sulle implicazioni e il lascito nel presente.

In particolare mi sembra pressante far emergere il peso e la concezione di “potere” che dovrebbe essere sempre un equivalente di “servizio”, ma che nella storia ha mostrato i lati più mostruosi, quando si è trasformato in egocentrismo autocelebrante.

Il primo libro di oggi, Un tram per la vita, è un romanzo che la cui lettura può essere condivisa, a mio avviso, a partire dagli ultimi anni della scuola primaria, racconta la storia vera di Emanuele Di Porto trasformata in romanzo da Tea Ranno. La vicenda era già stata raccontata efficacemente in un albo illustrato scritto e illustrato da Isabella Labate: Il bambino del tram. L’anno successivo, nel 2023, l’autrice siracusana Tea Ranno ha avuto l’occasione di contattare personalmente il protagonista della vicenda e di scrivere questo romanzo che racconta la sua storia. 

Emanuele si trova nel ghetto di Roma quel fatidico 16 ottobre 1943, quando una retata tedesca porta via sua mamma, uscita per andare ad avvisare il marito dell’arrivo dei tedeschi. Emanuele, per salvare la madre, si intromette e viene caricato nel camion insieme a lei, ma la disperazione materna e una provvidenziale distrazione degli ufficiali gli permette di fuggire. La madre lo scaraventa giù dal camion ed Emanuele riesce a sopravvivere per i successivi tre giorni, rifugiandosi su un tram della Circolare romana dove bigliettai e conducenti si prendono cura di lui. 

«Arrivo al capolinea di Monte Savello, il tram sta per partire, salgo, mi accosto all’uomo che stacca i biglietti. “So’ ebreo” gli dico in un sussurro “i tedechi me stanno a cerca’”. Lui non perde tempo manco a guardarmi, mi dice solo: “Vie’ qua, vicino a me. Nun te mòve!” E così faccio. E il tram parte, e di mia madre e degli altri non so più niente»

Si crea una piccola reta di salvataggio, ad ogni cambio turno: lo nascondono, lo difendono, mentono dichiarandosi i suoi parenti, gli procurano del cibo, lo coprono finché Emanuele riconosciuto da uno dei suoi cugini può ricongiungersi, ai suoi fratelli e al padre. La vicenda va avanti e segue Emanuele ben oltre quei giorni trascorsi sul tram, tuttavia, la grande verità che emerge già dalle prime battute è che prima di essere ebrei o non ebrei, i personaggi di questa vicenda sono unicamente romani, come bene documentano i dialoghi in dialetto. Nel contesto drammatico di quei giorni, l’autrice non risparmia di testimoniare l’ottusità di alcuni e il coraggio di altri, senza creare polarizzazioni (ebrei vs cattolici), ma mostrando come sia l’umanità o la disumanità a fare la differenza tra coloro che scelsero di utilizzare il potere – che un’ideologia malata aveva dato loro su altre persone – a favore del bene e chi no. In alcuni scambi dialogici emerge la facile etichetta dietro cui alcuni si nascondevano (“cattolici”), ma lo stesso Emanuele ricorda come non fosse una questione di “cattolici contro ebrei” perché lui stesso fu protetto, nascosto, difeso e aiutato da tanti cattolici che, pur nella paura della persecuzione, scelsero di fare ciò che era giusto. La vicenda di Emanuele continua oltre i tre giorni trascorsi sul tram, raccontando la traballante vita che pian piano lui e la sua famiglia cercarono di ritagliarsi negli ultimi anni delle persecuzioni e poi dopo la liberazione degli alleati. Il romanzo si chiude nella amara consapevolezza del non ritorno della madre Virginia che da quel camion, su cui fu caricata, fu condotta direttamente ad Auschwitz dove morì. Il romanzo è però innervato di speranza e di testimonianze di come il bene a volte si costruisca in piccole scelte, come quella di far finta di essere il nonno di un bimbetto ebreo, come quella di passare un portachiavi del Papa in mano a una ragazza fuggitiva, come quella di offrire un piatto di spaghetti a un bambino affamato… gesti d’amore umani che fecero la differenza.

In una documentazione storica essenziale, la storia di Emanuele raggiunge con limpidezza il pubblico dei ragazzi. L’autrice riesce a mantenere un’apprezzabile levità nel racconto, alternando discorsi diretti e piccoli episodi, all’interno di una trama solida che si sviluppa e che lascia anche ampi spazi ai pensieri alle riflessioni di Emanuele, che costituiscono il cuore dei ricordi del protagonista.

Se il primo libro risponde ad un bisogno storico, Può succedere ancora? di Jesper Lundvist e Fideli Sundvist è un volume di tipo divulgativo e desidera aprire la riflessione, a partire dall’esperienza europea dell’Olocausto, sull’incidenza dell’Olocausto sulla contemporaneità, come suggerisce il titolo. Il libro è scritto non da uno storico, ma da uno scrittore che pur affidandosi alla supervisione di uno storico, decide di raccontare il proprio punto di vista e i propri pensieri sull’argomento. Il libro procede, documentando in modo lineare ed equilibrato gli eventi storici che portarono all’affermazione del nazionalsocialismo in Germania, al colpo di Stato e alla successiva presa del potere di Hitler con tutte le conseguenze che questo evento portò con sé. La storia è interrotta in varie tappe da domande che l’autore rivolge direttamente ai lettori, cercando in qualche modo di correlare quello che è successo allora con la contemporaneità. 

«Perché i leader degli altri Paesi non tentarono di fermare Hitler prima? Cosa avrebbero dovuto fare invece di aspettare?»

«I nazisti erano estremamente crudeli. In che modo sono crudeli tra di loro le persone al giorno d’oggi? Cosa possiamo fare al riguardo?»

Alle domande storiche il testo risponde («perché Hitler non venne fermato.»), mentre le interlocuzioni personali rimangono aperte, per animare un ipotetico dibattito. Data questa impostazione aperta, credo che il libro non possa essere dato in mano ai ragazzi senza una mediazione adulta, risulta però un manuale interessantissimo che può essere utilizzato come punto di partenza per una riflessione condivisa tra ragazzi e adulti, nella prospettiva di una indagine storica correlata al sé. Perché la discussione non scada in semplicistici e reattivi pensieri è, infatti, necessario che la consapevolezza storica sia guidata da un adulto che aiuti nel discernimento e nella comprensione delle categorie storiche.

Le illustrazioni di Fideli Sundqvist, come collage, supportano il percorso narrativo con pertinenza ed efficacia.

Su questo volume – che ho trovato molto interessante – mi permetto però una osservazione, perché nella ricerca di una neutralità nella descrizioni dei fatti, vi è un riferimento grossolano che può diventare fraintendimento ermeneutico. L’autore infatti accomuna sotto l’etichetta di “fantasie” sia i pensieri (anche disumani) che diedero vita all’ideologia nazista sia i credo religiosi (il riferimento è negli esempi al cristianesimo e all’induismo): questo a mio avviso non è corretto, poiché la “fantasia”, così come la intende l’autore, non ha niente a che fare con la dimensione spirituale dell’uomo.

Un volume stimolante che prova un approccio diverso all’argomento della Shoah.

Un tram per la vita Tea Ranno 160 pagine Anno 2023 Prezzo 10,50€ ISBN 9788817185035 Editore Il battello a vapore
Può succedere ancora? Jesper Lundqvist - Fideli Sundqvist 144 pagine Anno 2026 Prezzo 22,00€ ISBN 9791280104731 Editore Uovonero
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *