Arriva in Italia Quando Findus era piccolo, il sesto volume della serie dedicata a Pettson e a Findus (qui per recuperare la prima, la seconda, la terza, la quarta e la quinta avventura!) e ho apprezzato come, all’interno di uno schema illustrativo e narrativo ricorrente, Sven Nordqvist sia riuscito a variare la trama, scegliendo di raccontarci un antefatto, ovvero l’arrivo di Findus in casa di Pettson. Questa strategia è molto importante nelle serie che, da una parte, confortano il lettore nella proposizione di un canovaccio ricorrente, ma che, alla lunga, rischiano di diventare prevedibili e noiose, se l’autore non ha la capacità di creare un buon livello di aspettativa e originalità. Dopo volumi dedicati ad improbabili guai tra inverni ed estati, galline e volpi, la storia si sposta nel passato e accompagna il lettore a conoscere i fatti che hanno portato un piccolissimo e adorabile Findus nella casa dell’amabile e pacato Pettson.
Questa scelta dà una scossa all’avanzare della serie e riesce particolarmente affascinante agli occhi di un bambino, poiché il “da dove vengo?” è una delle grandi domande dell’infanzia. Che questa, poi, possa declinarsi nell’esplorazione di un personaggio amato… risulta doppiamente incuriosente!
A parte il primo “scioglimento” emotivo di fronte al minuscolo gattino, il libro mantiene tutto il divertimento delle trovate imprevedibili, dei guai, delle sottotrame di spiriti e creature tra eccentrico e non-sense che caratterizzano queste storie.
Findus già da subito si mostrerà il vero motore delle vicende con un entusiasmo e una vitalità incontenibili!
Le illustrazioni non smettono di incantare e in questo volume contemplano: una saliera appesa con la corda a un gancio, un scala posizionata dentro un cappello, un contenitore per il pane che contiene una treccia alla cannella lunga circa qualche chilometro, chiodi appesi ad un filo per il bucato, mucche che fanno capolino da quadri, sci a portata di piedi di comodino, lampadine a forma di palme. La capacità di Nordqvist di animare gli anfratti, di cassetti… tutti gli spazi liminari della tavola illustrata è incredibile! A questo si aggiunge un talento magistrale nell’organizzazione del ritmo narrativo: bellissima la sequenza in cui Pettson cerca angosciato Findus che pare essersi dissolto nel nulla, seguito da una doppia pagina, dove invece seguiamo Findus che con placidità esplora cunicoli, anfratti e soffitte. Il confronto smentisce l’impressione ricorrente che vuole che sia sempre Findus a saltellare e a moltiplicarsi nell’immagine, mentre il placido Pettson si dedica ad un’unica attività: un cambio di ritmo che sorprende.
La prosa è scorrevole e piacevolmente riconoscibile.
Una bella serie che non smette di piacermi.