
Per festeggiare l’anno del cavallo, che oggi incomincia in tutto il mondo orientale, ho scelto due libri che come protagonista hanno questo meraviglioso animale.
Il primo è Se fossi un cavallo di Sophie Blackall, l’illustratrice australiana ha firmato albi di rara bellezza e torna a raccontare il calore familiare in questo albo semplice e particolare.
L’affascinante protagonista pomellato, che saluta fin dalla copertina con un tutù glitterato, è frutto di una scelta arbitraria: il racconto infatti avrebbe potuto avere qualsiasi altro protagonista animale, tuttavia la scelta di un cavallo ha un impatto evocativo sul lettore non indifferente.
Il testo ci conduce dentro i desideri di una voce che all’inizio è sfuggente:
«Se fossi un cavallo, galopperei tutto il giorno»
Procedendo nella narrazione, si intuisce che a parlare è un bambino che confida al lettore quanti sogni immagina di poter realizzare… se fosse un cavallo.
«Potrei andare dappertutto […]. Porterei la mia sorellina a scuola […]. Non mi preoccuperei la pioggia. Mi rotolerei nel fango, ridendo a crepapelle»
Il testo è costituito da questi desideri molto semplici che non si intrecciano in modo univoco all’essere un cavallo, ma comunicano (anche grazie alle limpide e illustrazioni) una sensazione precisa di libertà, di slancio, di calma ma intensa determinazione.
La stessa dimensione del cavallo è significativa: è curioso vedere muoversi in una casa perfettamente ritratta e in contesti quotidiani, come la scuola o la piscina, un grande e imponente animale con grazia e gentilezza.
Il fatto che il protagonista sia, poi, un secondogenito, mi fa pensare che oltre alla passione per i cavalli, probabilmente il suo desiderio fosse anche un’inconscia richiesta di essere visto.
L’albo apre, nella sua bellezza (impossibile non perdersi nei dettagli delle illustrazioni), a mille pensieri: e se fossi…
Il cavallo del dipinto magico è invece un racconto tradizionale cinese affidato alle magnifiche illustrazioni di Dai Dunbang, famoso pittore cinese che ha dedicato la sua vita all’illustrazione tradizionale.
La storia è nella collana In cinque di Cina in Italia e contiene il doppio testo italiano-cinese (con la trascrizione fonetica) e una serie di schede finali che permettono di approfondire alcune parole per lo studio della lingua cinese.
La storia raccontata ha il sapore della fiaba.
«Nella provincia dello Shandong viveva uno studente di nome Cui Sheng che veniva da una famiglia molto povera. Un giorno, di primo mattino, Cui Sheng vide un cavallo nel suo cortile. Era bellissimo ma la sua coda non era messa molto bene: sembrava come se il suo pelo fosse stato bruciato dal fuoco. Lo cacciò via, ma durante la notte il cavallo tornò e fece lo stesso nelle notti a seguire»
Il cavallo, un vero e proprio spirito benevolo con un’energia e una determinazione che gli è propria – essendo un segno del fuoco -, non lascia che un rifiuto lo allontani dalla missione che deve compiere. Ritratto come un morello ardito e impetuoso, il cavallo acconsente a farsi cavalcare dal giovane studente che se ne serve per raggiungere un amico in una lontana provincia. Il cavallo è vigoroso, corre con una forza inaudita ed è talmente bello che, una volta raggiunta la città, persino il governatore chiede di poterlo avere per sé.
Cui Sheng consapevole che il cavallo non gli appartiene inizialmente rifiuta l’offerta del governatore e solo dopo molte insistenze decide di cedere. Il pagamento per un cavallo così straordinario è immenso e rende Cui Sheng un uomo ricco.
Il cavallo, però, che evidentemente aveva compiuto la sua missione, scompare misteriosamente. Il generale inviato dal governatore a cercarlo setaccerà l’intera provincia giungendo fino alla casa del vicino di Cui Sheng, dove riconoscerà il fiammante morello ritratto in un quadro.
«Proprio in corrispondenza della coda del cavallo, il dipinto presentava molti segni di bruciatura. […] quella parte era stata accidentalmente bruciata dall’incenso»
È dunque stato proprio il cavallo del dipinto del vicino ad aver portato fortuna al nostro protagonista.
Le illustrazioni tradizionali conducono i lettori in un altro mondo, esotico ma umanissimo. La pittura tradizionale esaspera gesti ed espressioni in un codice comunicativo che sembra magico e fuori dal tempo.
Una fiaba perfetta per intuire l’amore dei cinesi per i cavalli, spiriti indomiti.