Piovono maiali è il primo libro di narrativa che la casa editrice Kira kira, specializzata in opere giapponesi, porta in Italia. Il libro è il primo volume di una serie di 10 libri, amatissimi in Giappone, e dai cui è stato tratto un film di animazione e una serie animata per la televisione.
Il formato del libro è piccolo e maneggevole e ricorda un quadernino di appunti, una suggestione che coincide con il contenuto della narrazione, infatti Noriyasu, il protagonista nonché voce narrante, racconta di un esperimento di scrittura dato come compito dalla sua insegnante di scuola primaria: scrivere un diario per tenere traccia di ciò che succede e per esercitarsi nell’arte del racconto.
«Il diario è segreto, non devi farlo leggere a nessuno. Per questo d’ora in poi non devi mostrarlo neppure a me. In cambio, scrivi la verità. Annota non solo le cose belle, ma anche i fallimenti o gli errori. Se si sbaglia a scrivere una parola, la si può cancellare con la gomma, ma non si può fare lo stesso con ciò che ci è accaduto durante il giorno. Non devi vergognarti di scrivere la verità. Devi guardarti dentro senza imbrogliare. E per questo che si tiene un diario»
Il protagonista incomincia, dunque, con le migliori intenzioni e decide di rivolgersi al suo diario personale in termini molto confidenziali, tanto da affidargli episodi buffi di tutti i giorni come quello avvenuto a scuola con una sua compagna.
«Al ritorno da scuola volevo saltare una pozzanghera e invece ci sono finito dentro. L’acqua sporca è schizzata sulla gonna di Ozeki Millepiedi. Lei si è arrabbiata, ha colpito la mia cartella con l’ombrello e mi ha urlato: “Mezzafrana!" Allora l’ho imbrattata di fango e sono scappato. Brutta stupida Millepiedi! Ti cascassero le zampe!»
Il protagonista deve, infatti, ammettere al suo stesso diario di essere un bambino molto maldestro! Questo piccolo aneddoto viene raccontato dal libro attraverso due pagine che riproducono la scrittura a mano di un bambino un po’ traballante, ma chiara su quello che appare proprio come il foglio a righe di un quaderno. Accanto al racconto ci sono anche due eloquenti e colorate illustrazioni della vicenda.
Il caso vuole, però, che il giorno dopo il nostro protagonista becchi la madre a leggere di nascosto le sue dichiarazioni e questo lo fa arrabbiare moltissimo.
La violazione della privacy dei bambini è, in effetti, questione che spesso gli adulti tendono a sottovalutare; in seguito al diverbio con la madre nasce nel nostro protagonista un’idea geniale:
«Ho deciso di prendermi una rivincita. Mi è venuta una bella idea. Scriverò nel diario delle cose assurde. Tanto assurde che, quando la mamma le leggerà, resterà sbalordita. Però questo è il diario che ho scritto ogni giorno con tanto impegno e non posso inventarmi delle bugie di sana pianta. Quindi ho deciso di scrivere il “diario di domani”. Che idea geniale! So come usare la testa, io! Dovendo ancora accadere, qualsiasi cosa scriva non sarà una bugia. Tipo questa…»
L’idea viene prontamente messa in atto e Noriyasu inizia a raccontare ciò che si immagina accadrà il giorno dopo, nello specifico immagina che un serpente appaia nel bagno.
«4 giugno, giovedì, sereno. Ho aperto la porta del bagno e dentro c’era un grosso serpente…»
Inaspettatamente, il giorno dopo avviene esattamente ciò era stato scritto nella pagina del diario e Noriyasu trova un generale blu accanto al lavandino! La coincidenza sembra strana, ma Noriyasu pensa di essere vittima del sonno e decide allora di scrivere una seconda puntata del “diario di domani”, immaginandosi qualcosa di ancora più assurdo e improbabile. Il protagonista immagina che la mamma cucini in tempura le sue matite colorate.
Il giorno dopo, puntualmente, Noriyasu vede sua madre intenta a cuocere in tempura proprio le sue matite! La scena lo lascia attonito anche perché il pap, in preda al mal di pancia, viene soccorso dalla mamma con una bella grattugiata di gomma cancellabile (!?).
Noriyasu ormai è sicuro che i genitori abbiano “mangiato la foglia” e che siano inscenando dei teatrini con l’obiettivo di prenderlo in giro, eppure, nonostante le assurdità scritte nel diario del giorno dopo siano sempre più elaborate e strambe, regolarmente il giorno dopo accadono. L’apoteosi si raggiunge con la previsione meteorologica di un consistente rovescio di maiali che dovrebbe avvenire nella giornata del 7 giugno.
È l’imponenza dell’evento preannunciato, che viene riportato addirittura da telegiornali e quotidiani, a mettere sul “chi va là” Noriyasu che, scorgendo fuori dalla finestra una nuvolaglia folta di maiali pronti a rovesciarsi sulla città, decide in fretta e furia di cancellare con la gomma ogni pagina del “diario del giorno dopo”, mettendo fine all’incantamento che stava aleggiando sulla città.
Tutto sembra tornare alla normalità, anche se un colpo di scena finale mostrerà che il diario non ha esaurito la sua carica magica!
Credo sia chiaro a tutti che questo breve racconto risulti estremamente spassoso e spiritoso. Il clima assurdo e iperbolico, reso reale dal semplice avvenire della parola, scatena uno scarto che genera stupore e divertimento.
L’ordine normale delle cose è ribaltato e questo senza nessun secondo fine, se non quello di divertirsi (alle spalle dei propri genitori spioni!).
Il testo è poi accompagnato da illustrazioni molto giapponesi con espressioni grottesche ma eloquenti.
La lingua, pur nel passaggio dal giapponese, lingua molto lontana dall’italiano, mantiene una sua scorrevolezza nella semplicità sintattica. L’impronta dinamica e la mimesi della scrittura del bambino non impoveriscono la narrazione, anzi la rendono inaspettata, piena di trovate quasi sovversive.
Una bella proposta per primi lettori.