2 Ottobre 2026

Case di cose

Il libro di cui vi parlo oggi è intitolato Case di cose – anche se sulla copertina scorgerete solo un elegante 5 rovesciato – ed appartiene ad un progetto ambizioso e particolare che ruota intono a Matita edizioni. Questa casa editrice indipendente nasce a Venezia nel 2023 e decide di mettere al centro della sua identità visiva e concettuale l’architettura, intesa come sguardo curioso sul mondo, come capacità di abitare e costruire spazi nel mondo, ma anche come elegia dell’oggetto ben fatto.

Nata da un’intuizione di Delphine Trouillard, parigina-veneziana, la produzione di Matita edizioni ha al centro una progettazione e una comunicazione del libro, inteso come oggetto di cultura visiva.

All’interno di un progetto grafico coerente che accomuna la collana a cura di Leonardo Sonnoli, ogni volume è poi affidato ad illustratori e architetti abituati a ragionare sul libro come oggetto, come materiale, e non solo come un contenitore.

I cinque libri, che oggi costituiscono il catalogo, sono infatti estremamente raffinati e curati in ogni dettaglio, dalla copertina alla rilegatura, dalla carta all’impaginazione, dalle font alla tecnica illustrativa.

Dopo i primi due volumi senza parole, il terzo, il quarto e il quinto volume presentano un testo bilingue italiano francese, tutti, però, in vario modo riflettono sulla bellezza dello spazio nella sua relazione con l’umano, trasformando tutto ciò in una narrazione.

Case di cosa nasce da un’esperienza estremamente comune che è quella del bambino (o dell’adulto) che, nel camminare per strada, scorge, incorniciato dalla finestra, uno scampolo dell’interno di una casa. A partire da queste epifanie, che hanno raccontato all’occhio un frammento di una storia, la mente incomincia a immaginare e quindi a raccontare una storia che completa tutto ciò che non si è visto.

«Quando guardo le case 

dalle finestre rotolano giù 

curiose domande. 

Mi piacerebbe scoprire 

com’è fatta la persona che 

vive dietro ai muri gialli, 

cosa sta sotto al tetto punta, 

sopra al tavolo di legno, 

tra i fili del tappeto blu»

A queste parole di Valentina Grignoli segue un racconto catalogo di nove case dai nomi sognanti e particolari: la casa dei pensieri tostati, la casa delle fioriture d’archivio, la casa dei segreti nascosti, la casa del mondo da aggiustare, la casa del silenzio, la casa delle sviste…

La narrazione parte da una suggestione visiva: l’illustratrice svizzera Milly Miljkovic ferma delle istantanee che appaiono proprio come scorci appena intravisti da un occhio che cammina. Nell’apertura successiva l’autrice, in una forma che ricorda il verso libero, dà corpo e pensiero all’osservazione e immagina e ricostruisce qualcosa degli abitanti che quegli oggetti usano e che in quegli spazi abitano. Accade dunque che vi siano case piene di libri e di petali, o di caffettiere fumanti tra cui scegliere, case tutte da sistemare con strumenti diversi o case sospese, opache e impalpabilmente eteree. 

«In questo luogo sospeso 

i muri sembrano voler parlare, 

ma basta un movimento brusco

e già non sono più. 

Fluttuano via nei ricordi, 

come polvere in una casa vuota, 

tracce evanescenti di passate utilità. 

Quanta poca importanza 

diamo alle cose quando sono»

Ma c’è anche la casa delle scelte, quella dei piedi per terra con sgabelli di molte fogge e la casa degli incontri mancati, dove la traccia di un passaggio è ben documentata da calzini abbandonati, o ancora la casa delle sviste dove, indossando occhiali diversi, si mettono a fuoco diverse prospettive.

«E poitorno,

e mi trovo tra le mani,

ricordi che sono

cose che sono case:

l’inizio della collezione

che parla di me»

Nel passaggio dunque dalla visione casuale e reale (prima apertura) alla doppia pagina successiva si concentra il moto del pensiero e della fantasia che immagina, recupera, si appiglia e progetta; e anche se le illustrazioni non sentono distanza tra il prima e il dopo, qualcosa di grande è accaduto in quel semplice giro di pagina. 

Il libro è affascinante e mostra un livello di complessità, nella sua comunicazione visiva e testuale, che lo rende affine a una sensibilità adulta o a ragazzi adolescenti.

La riflessione sul concetto di casa come collezione di oggetti che parlano dell’identità di chi la abita non è un concetto estraneo ai più piccoli, ma il tono narrativo di questo albo lo rende efficace presso una fascia d’età più elevata.

Case di cose è un piccolo scrigno di esperienza tattile e visiva che ribadisce quanto il libro (proprio come oggetto!) abbia la forza di raccontare qualcosa della bellezza che ci circonda e che ci costituisce.

Tu che cose sei? 

P.S. qui puoi trovare una bella intervista che racconta del progetto Matita edizioni.

Case di cose
Valentina Grignoli -Milly Miljkovic
44 Pagine
Anno 2026
Prezzo 22,00€€
ISBN 9788894751543
Editore Matita edizioni

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