28 Settembre 2026

Weekend con la nonna? No comment

Di vacanze trascorse con i nonni, è piena la letteratura: parentesi che sconfinano oltre l’ordinaria quotidianità e che permettono la scoperta di una libertà diversa.

A ricordarcelo con irriverente simpatia – e perfettamente in tempo per la festa dei nonni – è Stefan Boonen, scrittore belga, che firma con il suo storico illustratore Melvin, una prima lettura in maiuscolo dedicata al resoconto di un lungo weekend trascorso da una banda di cugini insieme alla propria nonna.

Il tono della storia corre sul filo dell’iperbole in coerenza con la scelta della voce narrante: uno dei nipoti più piccoli.

Il testo alterna brevi resoconti focalizzati a molti e innumerevoli dialoghi che animano quel lungo weekend insieme.

«“Ubbidisci alla nonna!” “Sì, mamma.” “Non dimenticare di cambiarti i calzini.” “Lo farò sempre.” “Comportati bene.” “Sì, papà.” “Non allontanarti da casa, mi raccomando.” “Va bene.” “Non mangiare schifezze.” “Ma mica mi piacciono i bruchi.” “Non fare lo stupidino.” “…” “E quando ti scappa vai in bagno.” “Ma mamma!” “Buon fine settimana” “CIAAAAOOOO!”»

Quello a cui assiste il lettore è un weekend unico nel suo genere, una tradizione familiare, durante la quale la nonna raccoglie i suoi 10 (!) nipoti e trascorre insieme a loro un weekend in una casa nel bosco, fuori città.

La nonna appare immediatamente caratterizzata dall’essere eccentrica e disinvolta: in fondo chi si accollerebbe la gestione di ben 10 bambini tutti insieme? Se non bastasse, la descrizione del suo stile di guida è una prova inconfutabile della sua straordinarietà. 

«La nonna ha una guida tranquilla. Eccetto che… nelle curve. ACCELERAZIONE! Se qualcuno deve attraversare, lei frena, ma nei tratti noiosi va più veloce. DI CORSA! A settecentotrentacinque chilometri all’ora! E non importa se la strada è sempre piena di buche. TENETEVI STRETTI!»

La casa in cui approdano è vecchissima e ricca di misteri e di creature che si dicono uscite dai boschi oscuri delle fiabe: questo regala al luogo quella sottile inquietudine che è parte dell’avventura! I ragazzi si sistemano in un allegro fracasso disordinato fino a sera, quando si accoccolano in un unico grande letto a baldacchino, tutti insieme.

«BOINK! Cade la notte. Di colpo è buio e la nonna ci racconta una storia. A volte fa solo paura: parla di zombie senza denti. A volte la storia fa schifo e anche paura: racconta di una strega in un bagno di bava. Dopo andiamo tutti a letto. La nonna ci dà un morsetto sulla guancia. “Sogni d’oro, tesorucci!” strilla. Poi la luce si spegne. In quella casa vecchia in mezzo al bosco dove tutto scricchiola. Nel buio c’è sempre qualcuno che dice: “ehi, chi ha fatto una puzzetta?” “PSSSSSST!” “Cos’era quella? Una pernacchia?.” […] Poi la strega graffia la porta: “Adesso si dorme tesorucci, ucci ucci”. Allora stiamo tutti zitti e dopo un po’ tutta la casa russa come un vecchio gigante»

Il racconto delle giornate alterna la presenza di momenti caoticamente divertenti come la colazione, la gita nel bosco, la cacca nel casotto in giardino, il guado del fiume… ad altri più intensamente intimi e personali.

«Se poi non dormi, la nonna lo sente sempre. “Non riesci a dormire?” “No”, dico. “Cosa c’è?”, chiede. «È che la mia testa non è ancora stanca”. Allora usciamo dalla finestra, ci arrampichiamo sul tetto e ci sediamo sulla grondaia. La nonna mi racconta della luna, oppure del nonno, a volte però non dice niente ce ne stiamo lì in silenzio, sul tetto al buio»

C’è anche spazio per andare a salutare il nonno che riposa al cimitero, senza che quest’attimo malinconico alteri la gioia del gruppo:

«La nonna racconta al nonno che abbiamo sentito un cinghiale e che io sono salito per primo sull’albero ballerino. Il nonno sta zitto, ma io so che ascolta. La nonna gli dice che è stato un bel weekend, che è passato davvero troppo in fretta»

I cugini sono presentati sommariamente e si muovono come un’entità che si espande e si contrae intorno al protagonista, ma la personalità della nonna emerge con chiarezza: un concentrato di entusiasmo, dedizione e cura, che la colloca fermamente nella tradizione di nonni capaci di esplorare con i propri nipoti una libertà, altrimenti impensabile.

Le avventure si susseguono e si stenta a immaginare che siano trascorsi solo tre giorni.

«Alla fine la nonna dice che le manchiamo già adesso, quando ci siamo ancora, ma la nonna è fatta così. Noi siamo fatti così»

E quando i genitori – di cui intravediamo solo le lunghe gambe grigie – chiedono al protagonista che cosa sia successo nel weekend la risposta può essere solo una:

«“Cosa avete fatto di bello?” “Tante cose.” “Per esempio?” “Non ve lo posso dire.” “Chi l’ha detto?” “La nonna.” “E perché no?” “Perché no?”

Il testo è scritto con una sintassi asciutta: le frasi sono spesso monoproposizionali o paratattiche, ma la larga presenza di discorsi diretti attenua la sensazione di frammentazione del racconto, in favore di un’impressione di schietta genuinità.

Le illustrazioni seguono il testo, adattandosi alle esclamazioni e alle percezioni del protagonista. L’illustratore utilizza l’espediente dei commenti che si aggiungono spesso alle illustrazioni e inseriscono una nota ironica ulteriore.

Una bella proposta per primi lettori, spassosa ma non solo.

Weekend con la nonna
Stefan Boonen - Melvin - Laura Pignatti (traduzione)
96 Pagine
Anno 2026
Prezzo 14,00€€
ISBN 9788876096549
Editore Sinnos

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