25 Giugno 2026

Vogliamo scoprire che cosa è successo: vuole unirsi a noi?

La torre dei Senzaluna è un bel romanzo giallo ben ambientato e scritto da Silvia Bernardi per Pelledoca. Quello che colpisce immediatamente è la cura quasi documentaria con cui viene ricostruito tutto il mondo narrativo che sembra raccontare un gusto, un odore, un sonare caratteristico.

L’autrice catapulta il lettore nel 1952 in un quartiere bolognese, tra le stanze del Palazzo dei Senzaluna dove una comunità scientifica, dedita allo studio dell’astronomia e dell’energia cosmica, svolge il suo lavoro.

Al centro di questa storia, troviamo due ragazzini Marnie, figlia prediletta del ricercatore Nilo Roverè, pupillo del luminare del Dipartimento di astrologia Tellurio Delcorvo e Pietro, coetaneo di Marnie, figlio di una delle cameriere della famiglia Roverè. Nonostante la distanza sociale e socioeconomica, i due ragazzi sono intimi amici e, pur portando ciascuno istanze legate alla propria provenienza, si ritrovano complici al centro di un sorprendente mistero da risolvere. Marnie, già destinata una distinta carriera accademica, vorrebbe solo smettere di studiare e dedicarsi alla sartoria, Pietro, invece, che davanti a sé ha poche speranze, essendo orfano di padre, vede un futuro plumbeo, pur aspirando allo studio e alla ricerca: due personaggi, complementari, mani e testa, intraprendenza e attenzione che creano un buon mix nella gestione della storia.

L’accademia, le ville, i bei vestiti, gli studi polverosi, le biblioteche, le stanze del museo… vengono tutti descritti suggestivamente dall’autrice che ci guida nella vicenda senza perdere di vista le impressioni che si intrecciano ai luoghi.

«Via dell’Università si snodava tra torri e palazzi medievali vegliati da grandi portoni di legno, e la nevicata del pomeriggio aveva lasciato l’aria spessa come un materasso imbevuto di gelo. Durante il giorno i mattoni dei portici erano di un rosso polveroso, ma quella sera la strada sembrava solo un lungo serpente addormentato nel freddo dicembrino»

Alla festa di commiato di Tellurio Delcorvo dalla sua carriera accademica, momento culminante in cui avrebbe dovuto consegnare esplicitamente il testimone al suo successore, accade però un evento che distoglie ogni personaggio dai suoi pensieri: Tellurio Delcorvo sembra essere stato avvelenato!

In un’ambientazione che tanto ricorda Agatha Christie, tutti gli invitati, Marnie e Pietro compresi, si ritrovano rinchiusi – complice anche una nevicata – nel grande Palazzo dei Senzaluna alla ricerca del colpevole.

Tra il clamore e l’agitazione degli adulti, Pietro e Marnie avranno una pista da seguire, perché proprio Tellurio Delcorvo in persona, poco prima di stramazzare a terra, ha affidato nelle mani dei ragazzi la chiave del suo misteriosissimo ufficio nella torre dei Senzaluna insieme a parole enigmatiche che hanno il sapore di un indizio nascosto o di una richiesta d’aiuto. Tutto si svolge in una notte, una lunga notte lungo la quale Marnie mostrerà agli altri le sue doti di sarta e di intraprendenza e Pietro il suo silenzioso e sottile acume e il suo coraggio.

L’indagine si svolge in modo intrigante, poiché data la casa la caratterizzazione precisa di molti personaggi, è difficile all’inizio – come accade in tanti gialli mediocri-  intuire già la parabola dell’investigazione. Il lettore deve avanzare insieme ai due protagonisti nello sbrogliare la matassa di indizi e suggestioni, ricollegando uno a uno i fili che si rivelano agli occhi dei due ragazzi.

Un matrimonio segreto, una scoperta rivoluzionaria, le piccole meschine invidie accademiche, il desiderio di primeggiare, il riconoscimento economico e pubblico, misteriose giornaliste, ricercatrici del passato.… Sono tante le ragioni per cui gli adulti possono arrivare a soluzioni estreme, e i due ragazzini, con il loro sguardo nitido e “fuori dal coro”, guideranno piano piano i lettori verso il disvelamento di un’intricata congiura. C’è anche molta azione in queste pagine, poiché i due ragazzi vengono naturalmente ostacolati da gli adulti che, per salvaguardarli, ma soprattutto per molteplici ragioni personali, preferiscono che il mistero rimanga tale. La tenacia e la curiosità dei ragazzi però – si sa – sono difficilmente ostacolabili.

La gran quantità di suggestioni viene saldamente tenuta insieme dall’autrice grazie ai due protagonisti che, nel collaborare, nel raccontarsi deduzioni e pensieri e nel formulare ipotesi, prendono per mano il lettore e lo conducono verso il finale.

Come a Pietro, anche al lettore verrà strappato «dalle labbra socchiuse un’esclamazione di completo e placido stupore» perché tutti i “pezzi”, rimessi al loro posto, mostreranno un quadro, inizialmente impensabile.

Un buon libro giallo, gustoso e bello.

P.S. L’unica osservazione che mi permetto di fare è che gli input che vengono riversati nella storia potevano essere un poco sfrondati. Michelino il fratellino di Marnie con tratti dello spettro autistico, il fantasma della torre dei Senzaluna, la descrizione della storia di molte statue del museo… Comunque la Bernardi ha fatto un grande studio! Brava!

La torre dei Senzaluna
Silvia Bernardi
216 Pagine
Anno 2026
Prezzo 16,00€
ISBN 9788832791525
Editore Pelledoca

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