31 Ottobre 2013

Ohibò! Ohibò! C’è un drago alla mia festa!

Quando il mese scorso sono andata in biblioteca con Saverio, mi sono imbattuta in questo libretto di Giusi Quarenghi, Manuale di buone maniere per bambine e bambini. Il titolo mi aveva subito incuriosito, perché io avevo dei ricordi bellissimi di due libretti sulle buone maniere che leggevo e rileggevo quando ero piccola, a questo si aggiunga che avevo appena conosciuto Giusi Quarenghi e l’amore per lei era appena sbocciato impetuoso, come vi avevo raccontato qui, quindi tutta tronfia me lo sono portato a casa.

Quando poi, qualche giorno dopo, sono saltati fuori dalla soffitta di mamma proprio quei due libretti di Sesyle Joslin (E allora tu che cosa fai? E allora tu che cosa dici?) ho pensato che il libretto era destinato a entusiasmare Saverio, in una sorta di parallelo temporale. Ma non è andata così 🙁

Parlare di buone maniere può essere moooooolto barboso e tante volte può anche non essere necessario: io per esempio desidero che Saverio sia un bambino felice, che impari ad amare il mondo e che capisca che è amato, da questo io penso derivi tutto il resto di conseguenza. Il mio problema principale non è che sia educato, ma che impari a vivere bene nel mondo, come gratitudine per quello c’è, per lui. Eppure da bambina ero una fan sfegatata dei libretti della Joslin, li sfogliavo e li recitavo a memoria: ho dei ricordi lucidissimi. Perché mai dunque? Perché sono davvero unici nel loro genere. L’idea davvero geniale è insegnare le buone maniere e raccontare contemporaneamente delle storie intriganti: possibile? Altroché! Per esempio se siete un pirata che sta per scovare il tesoro e vi chiamano per il pranzo? Tu ti lavi le mani e sorridente ti siedi a tavola! E se vieni invitato dalla regina che ti propina un menù solo a base di spaghetti, tanto che tu stai per scoppiare? Chiedi di poterti congedare!

I contesti sono davvero memorabili: ci sono pirati, principesse, sale da ballo con orsi, draghi ai compleanni, cowboy, c’è persino Robin Hood 🙂 E le risposte? Avete idea delle risposte?! Così banalmente gentili, così asciuttamente cortesi che dovrebbero essere scontate, eppure chi si sente più rispondere: «No grazie», «Sì grazie». E poi diciamocelo se pirati, principesse (anche interpellate a riguardo di un matrimonio!) e cowboy si comportano così ammodo, noi che ci improvvisiamo bucanieri e avventurieri un giorno sì e un giorno sì non possiamo essere da meno! 🙂

Il libro scorre via e non si vede l’ora di girare pagina. Le illustrazioni poi dovete guardarle sono d-e-l-i-z-i-o-s-e! Maurice Sendak è famoso per avere illustrato Nel paese dei mostri selvaggi, ma anche in questa occasione dà prova di un talento davvero notevole. Il piccolo protagonista con il suo paltò e la piccola coprotagonista con le sue gonne da damina hanno delle espressioni così vive e bambinesche e dei modi così compìti e gentili, ma anche tutti gli altri personaggi. Gli atteggiamenti e i modi sono così veri che sembra di sentire il sottile scalpiccìo in biblioteca del cowboy, e che un signore sollevi tra le braccia un elefantino per regalartelo appare come la cosa più naturale del mondo.

Ecco il bello è che nella fantasiosa irrealtà, nella narrazione di una storia che è tale, la gentilezza sembra l’atteggiamento più naturale e scontato del mondo. L’illustratore non si serve di molto: una linea ruvida e non netta, pochi colori, sfondi bianchi eppure i particolari sono innumerevoli, ricchi, generosi: i decori sugli stivali, i lampadari che sembrano luccicare, le piume sul cavallo… ci si può perdere!

Speravo in un libro così, quando pensavo a quello di Giusi Quarenghi e AntonGionata Ferrari, ma ho dovuto ricredermi. Innanzitutto a chi è rivolto il libro? Io non credo proprio ai bambini, e non solo perché l’ultima parte si rivolge proprio agli adulti, ma perché l’esiguità dei disegni e la gran quantità di testo seppur movimentato e disposto in modo variato sulla pagina, non può, in fondo, conquistare un bimbetto. Certo forse ai genitori farebbe bene sentirsi dire certe cose, li aiuterebbe a riflettere, ma allora costruiamo il libro per loro.

Il testo, infatti, seppur rimato è molto pretenzioso per le orecchie di un bimbo: certi concetti sono intellegibili («il sapore delle caccole non è buono»), ma come spiegare i normali salti sulle righe di un bambino vivo, che pure l’autrice considera nelle pagine “negative” (bianco su verde cangiante)? I disegni sono molto belli: nella diversità di tratto (linea sottile e netta, ma non sempre chiusa) mi hanno ricordato Sendak. I bambini sembrano proprio bambini con i loro modi e le loro pose, ma purtroppo sono schiacciati largamente dal testo. La scelta poi di isolare le figure lasciandole sparse sulla pagina bianca, segnate solo dalla linea e da qualche particolare verde cangiante le disperde. Saverio si è annoiato all’apertura della prima pagina: un record! Non lo abbiamo più aperto. Io l’ho letto una sera ed è stata occasione di riflessione, ma mi dicevo a chi regalarlo? A un genitore maleducato? Mmm bah. A un genitore educato? Mmmm. A un bambino? Forse di 8 anni. E allora che fare? «Prima di scappare ti ricordi di ringraziare la padrona di casa per la splendida serata». Quindi gentile autrice e illustratore grazie, abbiamo avuto modo di apprezzare il vostro lavoro, ma qualcosa non ha funzionato, vi lasciamo e speriamo di incontrarvi in un’altra occasione!

Come vedete l’irruzione di un drago ad una festa di compleanno insegna a comportarsi in situazioni molto varie!

P.S. i libretti di Joslin sono davvero molto rari, ma qualcuno si trova in librerie specializzate e comunque sono reperibili le versioni inglesi! Occasioni da cogliere al volo!

Manuale di buone maniere per bambine e bambini

Giusi Quarenghi
62 pagine
Anno: 2009

Prezzo: 12,50 €
ISBN: 9788817036016

Rizzoli editore
Anobii

E allora tu che cosa fai?

Sesyle Joslin – Maurice Sendak
52 pagine
Anno: 1980

Emme edizioni
Anobii

E allora tu che cosa dici?

Sesyle Joslin – Maurice Sendak
50 pagine
Anno: 1980

Emme edizioni

Anobii

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