Tropeau. L’hiver, l’été [Gregge. Inverno ed estate] è un leporello, menzionato al premio BRAW della Bologna Children’s Book Fair 2026, tra i più bei libri dedicati alla fascia prescolare. Sarah Cheveau utilizza il carbone, che lei stessa prepara, per raccontare la transumanza, ovvero la pratica antica che accompagna le greggi nei pascoli alpini d’estate e che le riaccompagna in valle per l’inverno.
Lo fa con un leporello senza parole, dove il viaggio può – apparentemente – fare a meno delle persone, perché la conduzione, la cura, la custodia e la veglia del gregge sono affidati ai cani che, con le pecore e le capre, vivono.
Le tavole illustrate, in carta resistente, sono tenute insieme in modo intelligente da un’anima telata che crea un lungo leporello che permette l’approccio conoscitivo del bambino, che potrà manipolare, leggere e giocare con questo libro, come parte attiva della storia.
Da una parte (recto) le illustrazioni mostrano pecore, agnelli e capre, disposti in una lunga processione, intervallati da cani di guardiania, che incedono pesanti, e cani da conduzione che assai più vivaci controllano che il gregge avanzi compatto. Nulla lo suggerisce ma capiamo di essere in estate: i piccoli sono appena nati e gli animali si muovono vigorosi su sfondi terrosi ma scalfiti da bianchi che sembrano riflessi di luce accecante.
Gli sfondi delle singole illustrazioni sono diversi, ma il punto di vista è fisso e il lettore sembra avvolto dalla polvere che l’allegria del gregge solleva al suo passaggio.
Dall’altra parte (verso) il cielo si fa cupo, il bianco non è più segno di luce ma di una pesante coltre che ricopre i pascoli. Le pecore sono scomparse, al loro posto troviamo stambecchi, lepri, lupi, orsi e camosci che riconquistano i prati accanto alle malghe: è inverno. Gli sguardi delle creature selvatiche sono misteriosi e pacati… c’è un clima diverso dall’eccitazione estiva.
In questa parte del leporello gli sfondi sembrano uniformi, cambia però il punto di vista, che si concede panoramiche da lontano, così da far scorgere al lettore il profilo della montagna.
Se questa è una descrizione delle illustrazioni, tuttavia le possibilità di lettura (ovvero di attribuzione di senso) da parte dei bambini sono innumerevoli. Innanzitutto l’assenza di persone “chiama” il bambino ad entrare nella narrazione, come pastore, come conduttore o come animale – se preferisce!
Il leporello, poi, può essere letto in diverse direzioni e in diverse posizioni: può diventare recinto, orizzonte, può diventare carovana, profilo di una montagna… Il libro può anche essere letto, girando le pagine in modo tradizionale, o creando combinazioni eccentriche nell’accostamento delle tavole: l’inverno e l’estate possono mescolarsi, capre e cani possono creare esseri mitologici, stambecchi e agnelli possono ritrovarsi a dialogare sommessamente…
Lo sguardo del bambino piccolo (dai 2 anni) che si orienta in una lettura delle immagini, ogni volta differente, crea e a partecipa alla storia attraverso uno sfondo riconoscibile, ma misterioso.
Un libro gioco, nel senso più ammirevole del termine. Una storia immersiva.
P.S. non perdetevi i suoni e i rumori dell’alpeggio che l’autrice ha raccolto e reso disponibile tramite qrcode.










