Nei 10 anni di collaborazione tra Ruth Krauss e Maurice Sendak si trovano libri di rara bellezza che, per la prima volta, Adelphi sta portando sugli scaffali italiani.
Accanto a Un buco è per scavare e Una casa per le farfalle – che hanno aperto e chiuso la collaborazione tra questi due grandi artisti americani – è arrivato anche Io ero te e tu eri me, un libro del 1954 simile, ma molto diverso.
Io e te, tu eri me raccoglie infatti al suo interno poesie, filastrocche e microstorie, tutte legate da un filo rosso: l’amore.
Non dovete pensare, però, ai drammi amorosi o a poesie di passione, Ruth Krauss, attraverso il suo sguardo onesto e curioso, dona dignità all’esperienza d’amore vissuta dai bambini. La scrittura dell’autrice americana è sempre stata caratterizzata dall’aderenza all’esperienza infantile, una posizione di stima nei confronti del vissuto del bambino, dalla sua parola e del suo pensiero.
Questo scegliere “il punto di vista bambino” può prestarsi a molti fraintendimenti: spesso la “voce bambina” è funzionale a che l’autore (adulto) possa rassicurare, completare, chiosare quel che il bambino pensa o dice. La Krauss, invece, coglie la portata profonda e – direi – esistenziale di ciò che i bambini esprimono e riesce a rendere reali e sfaccettate le loro parole nel dialogo con Sendak, che è capace di suggerire il mistero e l’ineffabile di parole apparentemente banali.
Autrice e illustratore collaborano perfettamente per restituire profondità alle parole che, non a caso, spesso appartengono alla poesia, dove la ripetizione, i giochi sonori, la sinteticità hanno un significato pregnante.
L’autrice americana appare poco “gelosa” delle sue parole e lascia che Sendak espanda il significato di quei versi semplici e di quelle microstorie. La parola lascia spazio a sequenze illustrate sovrabbondanti e autonome che pur si accordano alla narrazione.
«Mi sa che io
da grande
sarò un coniglietto
prima di diventare
una signora»
Questa frase apre una sequenza illustrata di smorfie e giochi che due bambini fanno intorno ad uno specchio e si conclude con la dichiarazione:
«Mi sa che io
da grande sarò
una ruspa»
Per comprendere il significato di queste due dichiarazioni bisogna impegnarsi nella lettura delle immagini, che sono il contenuto stesso delle parole, il modo con cui il bambino accompagna il suo dire e il suo pensiero.
Che cosa significa per la bambina “essere un coniglio”? Solo alla luce di ciò che accade nelle illustrazioni il testo ha senso!
Questa relazione è evidente anche nei testi più spiccatamente poetici, perché la poesia per i bambini è strettamente legata al fare, così come la parola all’illustrazione:
«Andai da te.
Andai da me.
Andai
ovunque.
E andai
LAGGIÙ»
Questo potrebbe sembrare un testo astratto, addirittura banale e senza senso, se non fosse accompagnato dal muoversi verosimile di una bambina che gioca per un giorno intero. Inoltre Sendak sceglie una illustrazione “interlineare” che progressivamente si restringe, come un triangolo rovesciato, come accadeva in alcune raccolte di filastrocche, che accompagnavano la chiusura del componimento ad una riduzione visiva del numero di parole.
In quegli anni Sendak aveva già decisamente iniziato ad indagare la relazione tra il testo e la pagina: le immagini si dispongono a fare da interlinea al testo scritto oppure vi si accostano come compagne, si sgretolano in sequenze regolari di vignette o si dispongono orizzontalmente in serie che si allungano si accorciano.
La pagina dell’albo ha già iniziato ad interrogare Sendak, come luogo significante che appartiene alla creatività dell’illustrazione stessa.
Sono, poi, di questo periodo le figurine dei bambini che si muovono gioiose in un perenne lavorìo contagioso: gli sketchbook di quel periodo sono infatti pieni di schizzi e di piccoli storyboard brulicanti e appena tratteggiati che trovarono, nella varietà narrativa della Krauss, una possibilità unica.
La declinazione dell’amore, così come lo raccontano Krauss e Sendak, è dunque uno spontaneo riconoscimento reciproco, uno schietto donarsi all’altro, fratello, pupazzo, animale o amico che sia, che non ha nulla di banale, ma tanto di infantile.
«amore è quando mandi tante cartoline
molte più che a tutti gli altri –
amore è che ti fanno cadere nell’erba
e non ti fa neanche male —
amore è come amico
però non si scrive uguale —
però è un po’ di più, diciamo —
Amore è molto più pieno!
amore è quando gli daresti
una gamba del tuo omino di biscotto.
No, due gambe.
E la testa!»
«se mi va posso darlo a un amico
un po’ d’erba
e po’ di mare
e un po’ di scuro
per il giorno ‘
e un po di sole
per la notte
e un abbraccio –
li metto insieme
su un pezzo di carta
mi sta in mano
mi sta in tasca»
Una proposta sorprendente di storie buffe e poesie, perfette per i primi lettori, ma anche per ogni lettore disposto a scavare per ritrovare un poco la gioia dell’infanzia più pura.






