
1. Il suo strumento preferito era il pianoforte.
2. Il suo programma televisivo preferito era il Notiziario.
3. Il momento più spaventoso della sua vita lo visse sul suo aeroplano, nel 1941.
4. Se non fosse stato uno scrittore, gli sarebbe piaciuto fare il medico.
5. Possedeva un centinaio di pappagallini.
6. Il suo profumo preferito era quello della pancetta fritta.
7. Odiava il Natale.
8. Amava Pasqua.
9. Nel cimitero a Great Missenden, delle impronte giganti guidano fino alla sua tomba.
10. Gli piaceva giocare a Scarabeo, ma non era molto bravo a causa della sua spaventosa ortografia!
Tratto e tradotto da Michael Rosen, Fantastic Mr Dahl.
Cosa si può ancora raccontare di nuovo di Roald Dahl? Forse niente!
Il 13 settembre l’autore avrebbe compiuto 100 anni e potete immaginare quante e multiformi celebrazioni si stiano preparando (una pagina dedicata sui social tenta di fare da raccordo fra tutte le iniziative), a partire dallo spazio che gli sarà dedicato alla Bologna Children’s Book Fair, per passare dal film di Spielberg dedicato al GGG in uscita a luglio e per finire con le riedizioni che Salani ha annunciato di tutti i suoi libri.

Non vorrei quindi raccontarvi la mia versione della storia dell’autore che riuscirebbe in ogni caso noiosa, se comparata con la rocambolesca e avventurosa vita vera di Dahl che lui stesso racconta nelle sue autobiografie (da leggere assolutamente!): Boy e In solitario. Per cui vi consiglio un giro nel suo aggiornatissimo e ben organizzato sito ufficiale e vi racconto come e perché io e mio figlio Saverio (6 anni) abbiamo iniziato a leggerlo.
Il sito è molto ben organizzato: una selezione all’ingresso tra bambini / maestre / grandicelli vi indirizza automaticamente alle informazioni a voi dedicate. Ci sono le trame di tutti i suoi testi, con la presentazione dei personaggi, le gallerie con le copertine che si sono succedute, i quiz con soluzioni da sottoporre agli studenti o i divertenti test per testare le proprie conoscenze, i link ai film, i cartoni animati, i musical che nel tempo sono nati dai testi originali.
Potete incontrare i personaggi uno per uno o per gruppi (qui ad esempio tutte le bestie :D) e giocare con gli sporcelli… insomma è uno strumento non per forza celebrativo dell’autore, ma un tentativo ben organizzato di mostrare la forza dei personaggi nati dalla penna di Roald Dahl, presentandoli e mettendoli a disposizione dei lettori, perché tutti possano conoscerli.

Perché io e Saverio abbiamo iniziato a leggere Roald Dahl?
Era un po’ di tempo che cercavamo una lettura a puntate, o meglio credo che Saverio stia passando ad un livello successivo di lettura. Ama ancora molto leggere e ascoltare le storie “brevi” degli albi illustrati, ma vuole cimentarsi con altro, infatti dalla biblioteca sono arrivati i primi volumi di Geronimo Stilton.

Non che io avessi nulla contro il topo della Giunti, ma alla conclusione del terzo capitolo, quasi in preda alla nausea per i vocaboli ripetuti con ostinazione e la lentezza dello scorrere della trama ho chiesto a Saverio se volesse fidarsi di me: abbiamo iniziato La fabbrica di cioccolato. Conclusa dopo poco più di una settimana, abbiamo attaccato Il dito magico, poi Furbo, il signor Volpe e poi Agura Trat. Il primo è un romanzo lungo, i secondi sono invece romanzi più brevi e probabilmente più immediatamente consoni ad introdurre l’autore. Saverio è rimasto coinvolto immediatamente dalla narrazione, trepidante capitolo dopo capitolo… La scrittura è brillante, il lessico ricercato, la trama mai scontata, le possibilità attribuite ai personaggi imprevedibili. Sebbene i protagonisti siano rispettivamente un bambino di 11 anni, una bambina di 8 anni, un papà volpe e un signore di mezza età, in tutti i casi la storia è capace di parlare ai bambini, così come agli adulti. Trattasi di capolavori forse non per la portata conoscitiva, ma per l’originale capacità di raccontare una storia mai sentita e interessante sia per un adulto che per un bambino.

La narrazione scorre fluida, intervallata da trovate, canzoni, piani e mappe che coinvolgono gli ascoltatori facendoli sentire parte della trama stessa. Noi abbiamo inventato e cantato per settimane «Augustus Gloop Augustus Gloop» variando liberamente il testo di volta in volta «dentro al fiume hai fatto blup»… I personaggi diventano familiari e rimangono indimenticabili, perché ognuno è delineato in modo preciso e unico e diventa come un amico, con il suo carattere, il suo viso e il suo modo di fare. Altra caratteristica ricorrente nei testi di Dahl è l’irriverenza – o meglio l’autore mostra di non aver alcuna preoccupazione per il politically correct – i bambini grassi vengono chiamati grassi, quelli stupidi vengono chiamati stupidi, le persone brutte sono chiamate brutte, Cappuccetto rosso può avere una passione sfrenata per le pellicce… Se non avete mai letto niente di questo autore, la prima volta potreste rimanere spiazzati! Saverio naturalmente si è profuso in grasse risate e a me l’atteggiamento dell’autore piace un sacco perché ai personaggi, compatibilmente con il loro carattere, è sempre data la possibilità di un riscatto e, in linea di massima, i giudizi più crudi sono sempre legati ad una riflessione sulle cause: trascorrere la vita davanti allo schermo rende i bambini stupidi e ne La fabbrica di cioccolato la riflessione sul ruolo dei genitori nell’educazione dei figli è crudamente realistica! Trovo Dahl un inguaribile realista, di quelli che ti raccontano storie vere e quindi piene di interessanti magie!

Le illustrazioni di Quentin Blake trapuntano il testo e agganciano l’ascoltatore che potrebbe distrarsi, anche se è evidente che spostandosi dagli albi alla narrativa, l’immagine perde la sua centralità: certo suggerisce un’immagine ed io non riesco ad immaginare nonno Joe con un volto differente… ma Saverio ha ascoltato molti capitoli raggomitolato sotto le coperte senza guardare le pagine.
Da dove cominciare?
Se state pensando alla lettura condivisa, credo che l’interesse sia sempre il primo livello da considerare: cosa interessa al vostro bambino? È appassionato di tartarughe: prendete Agura Trat, una storia d’amore divertente al cui centro involontario si troverà Alfio, una tartaruga magrolina. È un bambino timido e tenace: dedicategli del tempo leggendogli Matilde. È un avventuriero scapicollato: raccontategli la storia di Danny il campione del mondo, oppure lasciategli liberamente scegliere la copertina che lo attrae di più.
La verità è che l’unica differenza tra le varie storie è la complessità della trama, inteso come protrarsi dell’avventura: Saverio, 6 anni e parecchio allenato (è da dirsi), ha seguito senza alcun problema la Fabbrica di cioccolato che conta 30 capitoli. Gli intrecci delle storie non sono tra i più complessi: non ci sono analessi (flash back) né prolessi (anticipazioni) per cui a mio parere i bambini, a partire dal primo anno della primaria, seguono tranquillamente.
Però se invece siete titubanti e volete incominciare dalle storie più brevi, o magari volete proporre al lettore in erba (2ª-3ª elementare, a meno di essere allenati!) una lettura in autonomia eccovi un quartetto per incominciare. Le storie sono più brevi dei romanzi (20-50 pagine contro le 200 della Fabbrica di cioccolato) e riccamente illustrate, non ci sono capitoli (ad eccezione di Furbo, signor volpe) e il testo è chiaro, sebbene naturalmente in stampatello minuscolo. Eccovi gli incipit.

Il coccodrillo enorme: «Nel fiume più grande, più torbido e più limaccioso di tutta l’Africa due coccodrilli se ne stavano con le teste a pelo dell’acqua. Uno dei due coccodrilli era enorme. L’altro era così così. “Sai che cosa mi andrebbe oggi per pranzo?” chiese il coccodrillo Enorme. “No” disse Cosìcosì. “Che cosa?” Il coccodrillo Enorme ghignò mettendo in mostra centinaia di denti bianchi e affilati. “Oggi per pranzo” annunciò, “mi andrebbe un bel bambinetto cicciottello e succulento».

Io, la giraffa e il pellicano: «Non lontano da dove abito c’è una strana e vecchia casa di legno disabitata, tutta sola su un lato della strada. Mi piacerebbe entrarci a dare un’occhiata, ma la porta è sempre chiusa e se guardo dalle finestre vedo solo buio e polvere. So che il pianterreno una volta era un negozio perché c’è ancora un’insegna sbiadita che dice OFFELLERIA. Mia madre mi ha spiegato che dalle nostre parti, tanti anni fa, offelleria significava negozio di dolci…»

Agura trat: «Il signor Hoppy abitava in un appartamentino all’ultimo piano di un casermone di cemento. Viveva da solo. Era sempre stato un uomo solitario e, ora che era in pensione, viveva più solitario che mai. C’erano due amori nella vita del signor Hoppy. Uno erano i fiori del suo balcone… Il secondo amore del signor Hoppy era un segreto che teneva solo per sé».

Furbo, il signor volpe: «Nella vallata c’erano tre fattorie. I proprietari di queste fattorie avevano avuto successo nella vita. Erano ricchi. Erano anche cattivi. Ma tutti e tre non erano né più ricchi, né più meschini di tanti altri. Si chiamavano Olio, Lupino e Pertica».
Se poi volete incominciare ancora prima con filastrocche e storielle in rima ci sono le Sporche bestie e Versi perversi ma dovete amare l’ironia di Dahl, perché in queste rime ne scrive di tutti i colori.
Superato il primo scoglio potrete tranquillamente aprirvi al resto: noi abbiamo in coda Minipin, L’ascensore di cristallo, Il GGG… QUI TROVATE L’ARTICOLO CON I LIBRI PERFETTI PER CONTINUARE LA SCOPERTA DI QUESTO AUTORE
Insomma non lasciatevelo sfuggire! E voi da dove avete cominciato?
Link interessanti:
- Altre 22 cose che forse non sapete su Roald Dahl
- Sui disegni di Quentin Blake
- Il trailer del film Fantastic Mister Fox
- A Bucks c’è un museo a lui dedicato: potrete sedervi sulla sua poltrona e scoprire tante curoisità sui suoi personaggi e le sue storie.
- Il merchandising è infinito e tra bambole di Matilda, copripiumini con pesche giganti e portaschiscette con paioli di magiche medicine, potrete perfino trovare un travestimento da Signor Volpe.



