12 Giugno 2026

Oz, oltre il primo volume

Pochi sanno che Il meraviglioso mago di Oz fu solo il primo di una serie di romanzi dedicati all’universo di Oz.

Frank Lyman Baum, nel 1900, convinto di consegnare al suo pubblico una storia finita e autoconclusa, si trovò invece costretto, in seguito al successo travolgente di questo suo primo romanzo, ad immaginare una continuazione, anzi ben 13 volumi.

Quello che si scatenò intorno al mago di Oz aveva allora le caratteristiche di quella che oggi sarebbe stata definita fandom.

L’autore statunitense fu infatti sommerso dalle lettere e dai messaggi dei lettori che lo supplicavano di continuare a raccontare di Oz e finanche suggerivano ampliamenti della storia. Un indizio dell’insistenza e del clamore che circondò quest’opera si trova nella Nota dell’autore con cui Baum apre il secondo volume, uscito nel 1904: Il fantastico paese di Oz.

«Dopo la pubblicazione del Meraviglioso Mago di Oz, iniziai a ricevere lettere da parte di bambini che mi raccontavano quanto si fossero divertiti a leggere la storia e mi chiedevano di “scrivere ancora” dello Spaventapasseri e del Boscaiolo di Latta. Sulle prime considerai queste letterine, per quanto schiette e sincere, alla stregua di graziosi com-plimenti; ma nei mesi e addirittura negli anni a seguire le lettere continuarono ad arrivare. Alla fine promisi a una bambina – aveva fatto un lungo viaggio per venirmi a trovare e sottopormi la sua richiesta, e tra l’altro si chiamava Dorothy – che quando avessi ricevuto da mille bimbe mille letterine in cui mi si chiedevano notizie dello Spaventapasseri e del Boscaiolo di Latta, a quel punto avrei scritto un altro libro. […] E ora con questo libro, anche se in colpevole ritardo, mantengo la promessa»

Da quel momento, fino alla sua morte per quasi per vent’anni Baum non riuscirà ad allontanarsi dal paese di Oz: nonostante abbia più volte tentato di scrivere di altro, i suoi lettori amavano e pretendevano che fosse e rimanesse il «primo storiografo reale di Oz», come iniziò a firmarsi.

Recentemente l’editore Gallucci ha deciso di portare tutti e 14 i volumi autografi di Baum (vi furono altri volumi e avventure di Oz, ma firmate da altri autori) e questa rimane un’occasione imperdibile.

Il fantastico paese di Oz riprende esattamente le caratteristiche che hanno sancito il successo del primo volume, in particolare la rottura con la tradizione precedente (ne ho parlato ampiamente in questo articolo): il bizzarro reclama il diritto di esistere. Il romanzo appare come un guazzabuglio di avventure imprevedibili e di personaggi improbabili che si succedono tra le pagine… con sorprendente coesione e coerenza.

L’autore, come suggerisce il titolo, si premura con questo volume di costruire più dettagliatamente il world building del paese di Oz, probabilmente anticipando quelle che sarebbero state le storie che sarebbero seguite.

Dalla sua, Baum, ha infatti una riconosciuta e indubitabile capacità narrativa, un talento unico nel gestire strutturalmente i mondi fantastici, immaginarli e raccontarne le vicende.

La contaminazione con il fiabesco è ancora una volta evidente e non è escluso che a emergere, in questo volume siano suggestioni legate al successo che – esattamente in quegli anni – aveva il burattino italiano Pinocchio negli Stati Uniti.

L’apertura è del secondo volume si situa, infatti, in un contesto fiabesco, dove un ragazzo-apprendista di una strega, Tip, si trova a maneggiare autonomamente un incantesimo che dà vita a un uomo di legno con la testa di zucca: Zuccone.

Già in apertura, appare dunque dominante, ancora una volta, la dialettica tra ciò che è vero e ciò che non lo è: in questo caso sono però veri e propri incantesimi a confondere i lettori!

In fuga dalla vecchia (e arrabbiata) strega Mombi, Tip e Zuccone si dirigono alla Città di Smeraldo, contemporaneamente a Oz è in corso una vera e propria rivolta condotta dalla generalessa Jinjur che vuole ribaltare il regno dello Spaventapasseri:

«“Innanzitutto, perché è troppo tempo che la Città di Smeraldo è governata dai maschi e poi la Città risplende di gemme meravigliose che sarebbe meglio usare per abbellire anelli, braccialie collane; infine, nei forzieri del Re c’è abbastanza denaro per comprare una decina di abiti nuovi a ogni ragazza del nostro Esercito. Per cui vogliamo conquistare la Città e governarla come ci pare e piace”».

La rivoluzione viene compiuta grazie a splendide uniformi e a ferri da calza usati!

Per una serie di curiose vicende, Tip, Zuccone e una serie di improbabili compagni, che si aggregheranno in strada, si dirigeranno nel regno del Boscaiolo di latta per un consiglio e un apporto militare.

Maggiolini ingranditi da illusioni ottiche, un cervallocco con corpo di divano e ali di palma… in questo secondo volume sembra mancare il principio di realtà che era rappresentato da Dorothy, ma il lettore in questa storia non può che intuire che il realismo e la coerenza sono incarnati dallo stesso fantastico paese di Oz: qui le cose funzionano proprio così! L’avventura è alleggerita da dialoghi esilaranti e scenette non-sense che non potranno non far ridere i lettori.

Infatti, nonostante le questioni messe sul tavolo possano sembrare importanti (la riflessione sul femminismo o sulla forma di governo) è l’assenza di una morale esplicita a trionfare: il romanzo risulta un godibilissimo feuilleton che fa divertire per i colpi di scena e le scenette ridicole che riesce a costruire.

Come un deus ex macchina sarà la Strega Buona Glenda a riportare un po’ di ordine nel caos creato e alimentato da tutti questi personaggi improbabili… fino al colpo di scena finale che lascerà, senza dubbio, tutti senza parole: il reale erede al trono di Oz è Tip che in seguito ad una maledizione mostra un aspetto maschile mentre invece è una giovanissima ragazza di nome Ozma.

Una chiusura imprevedibile che corona un romanzo unico.

Non perdete l’occasione di scooprire tutta la storia di Oz, vi ammalierà.

«“La vostra ricchezza è l’unica che valga davvero la pena di avere: la ricchezza di spirito!”»

Il fantastico paese di Oz
Lyman Frank Baum - Stella Sacchini e Mirko Esposito (traduzione)
224 Pagine
Anno 2023
Prezzo 7,50€
ISBN 9788836249282
Editore Gallucci

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