Vai al contenuto
  • Home
  • Recensioni
    • Illustrati
    • Narrativa
    • Fumetti
    • Lingua straniera
    • Poesia
    • Libri fotografici
  • Speciali
    • Interviste
    • Bibliografie
    • Premi
  • Servizi
    • Consulenze
    • Corsi di formazione
    • Gruppi di lettura
  • About
  • Shop
  • Home
  • Recensioni
    • Illustrati
    • Narrativa
    • Fumetti
    • Lingua straniera
    • Poesia
    • Libri fotografici
  • Speciali
    • Interviste
    • Bibliografie
    • Premi
  • Servizi
    • Consulenze
    • Corsi di formazione
    • Gruppi di lettura
  • About
  • Shop

15 Settembre 2026

Essere qualcosa… ma non solo

Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita
Manon Bucciarelli, Questa non è una scarpa, La Margherita

Gli immaginari e i libri catalogo che raccontano una storia a partire da un’unica parola sono libri che mi affascinano, perché mi invitano ad una lettura contemplativa, ferma, che chiede di accettare un dono, quello di scorgere un mondo probabilmente prima inaccessibile. Ho, dunque, molto apprezzato Questa non è una scarpa di Manon Bucciarelli, autrice e designer francese, che in questo albo combatte l’impoverimento lessicale attraverso un gioco di relazioni semantiche sorprendenti.

La Bucciarelli lavora sulle relazioni che vengono definite di iperonimia e iponimia, cioè su quei legami che uniscono parole generiche (albero) e parole specifiche (abete) in quello che potremmo semplificare come un rapporto di contenuto e contenitore (tutti gli abeti sono alberi, ma non tutti gli alberi sono abeti).

Il libro presenta una struttura ricorrente e un ritmo serrato, come accade tra i libri di questo tipo. Nella pagina sinistra il lettore legge una dichiarazione lapidaria, «questa non è una scarpa» accompagnata da una piccola illustrazione che tuttavia sembra smentire il testo. Questo scarto, conduce il lettore a scrutare con curiosità la pagina a destra, dove, ad un primo sguardo, sono radunate decine di scarpe.

Com’è possibile che non sia una scarpa?

Il gioco è fatto. Accanto alla rappresentazione di decine di scarpe, singole didascalie definiscono ogni scarpa: zoccolo, Oxford, décolletè, mocassino, sandaletto, stivale, tronchetto, espadrilla, infradito, ballerina…

L’iperonimo o genericismo, che introduce l’apertura, nega («questa NON è una scarpa») per suggerire un’imprecisione: quelle che vediamo potrebbero essere “solo” scarpe…. ma sono molto di più. I termini derivati (iponimi) sono infatti riconducibili al grande cappello della definizione “scarpa”, ma sono capaci in modo più preciso di descrivere la realtà e l’oggetto.

Il gioco va avanti spaziando tra natura, animali, oggetti, veicoli, cibo, moda e chiudendo sull’appendice generica per eccellenza:

«Questa non è una roba».

Il libro si muove, dunque, in un mondo estremamente vario che specifica le razze di cane, ma anche le qualità di un frutto come la zucca («zucca bottiglia, zucca moscata, zucca Hokkaido, butternut…»), racconta le specie di dinosauro e descrive i tipi di camion, e poi si espande ai prodotti e manufatti umani come le torte e i formaggi, i cappelli e i pantaloni.

Io sono rimasta particolarmente affascinata dal catalogo dei nomi delle biglie, che non conoscevo e per cui ho potuto finalmente dare un nome alle meraviglie di vetro con cui giocavo da piccola al mare.

Il libro è divertente proprio per la varietà di soggetti che considera e riesce a soddisfare curiosità disparate e sorprendenti: accanto ai tipi di pasta appaiono i tipi di salsicce e di caramelle…

Conoscere la parola giusta, saper cogliere le differenze e le peculiarità di ciò che ci circonda amplia notevolmente la conoscenza del mondo esterno, ma anche del mondo interiore di ciascuno, anche – e forse soprattutto – quando l’ambito raccontato non è tra le passioni del lettore. Imparare il nome di soggetti/oggetti che esulano dal nostro mondo lo rende un po’ meno asfittico ed egoriferito.

Questo è reso possibile dal fatto che questo libro non insegna semplicemente delle parole nuove, ma crea un legame tra parole, ridefinisce e scardina la rigida e comoda certezza di una parola generica per condurci un po’ più vicino all’unicità della parola e del referente.

Chi sei tu? Cosa sei tu? Una sola parola specifica può condurre chi la pronuncia alla storia, alla geografia, alla cultura… che si cela appena dietro ai suoni che la compongono.

I pochi colori fluorescenti ad alta saturazione utilizzati dalla Bucciarelli nella stampa a risograph creano un’uniformità piacevole agli occhi di un adulto, forse un po’ meno all’occhio realistico di un bambino, tuttavia la precisione dei singoli ritratti permette ai lettori di orientarsi, a partire dalla forma.

Da da sole 50 parole si passa a più di 800 con un processo di moltiplicazione divertente e incuriosente.

Questa non è una scarpa
Manon Bucciarelli
120 Pagine
Anno 2026
Prezzo 18,00€€
ISBN 9788865325261
Editore La Margherita

Amazon

https://amzn.to/4yBtkjY

Tags

  • cataloghi  
  • catalogo  
  • lingua  
  • nomi  
  • parole

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche

Tutta viva

I Gibanini e il grande fuoco
Rebecca Valente

La scopa della vedova

La scopa della vedova
Chris van Allsburg - Francesca Del Moro (traduzione)

Cercasi colori

Cercasi colori
Tamara Shopsin - Jason Fulford

Prenota una consulenza

Scrivimi

partecipa ai Corsi di formazione

Scopri i prossimi appuntamenti

ottieni contenuti esclusivi

Seguimi su substack

Seguimi su

Instagram Facebook Substack Streamline Icon: https://streamlinehq.com Substack
  • Privacy
  • Cookie

I contenuti presenti su questo sito sono di proprietà di Maria Polita e protetti dalla Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941). È vietata la riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta dell’autrice. Il nome e il logo “Scaffale Basso” sono marchi registrati.
P.IVA 11545050962

  • info@scaffalebasso.it
  • Powered by 2Program