Il tesori della spiaggia più ambiti sono sicuramente le conchiglie che da sempre affascinano i bambini con le loro forme e con i loro colori.
Camminando sul bagnasciuga, ancora oggi, i bambini vanno alla ricerca delle forme più vertiginose o delle dimensioni più ragguardevoli, eppure le conchiglie sono tracce effimere di creature viventi destinate a dissolversi, la cui vita è appena prossima alla nostra.
Accanto a queste, forse meno affascinanti ad un primo sguardo, ci sono però testimoni che arrivano da molto, molto, molto più lontano: i sassi.
Ce lo ricorda esplicitamente l’albo illustrato scritto da Leslie Barnard Booth e illustrato da Marc Martin, nell’adattamento di Alessandro Riccioni per l’editore Lapis: Un sasso è una storia.
Il testo ha una disposizione sulla pagina che ricorda le poesie, pur non mostrando nessuna struttura esplicitamente poetica, e sembra rivolgersi esplicitamente ai raccoglitori seriali dei litorali, interpellandoli da subito in questo modo:
«Lo sai? Un sasso non è soltanto un sasso»
Dalla prima doppia pagina, grazie agli acquarelli, l’illustratore australiano dà vita alla storia che si cela dietro ogni ciottolo e ogni sasso su cui il piede inciampa o su cui l’occhio si sofferma.
«Un sasso era magma che ribolliva sotto la crosta della Terra. Un sasso era lava che zampillava dalla bocca di un vulcano»
Le pagine dell’albo, grazie agli effetti trasparenti e ad un fine gioco di dimensioni, mostrano i profili irregolari dei sassi che ora sembrano grandissimi ora piccolissimi nel mutare della distanza del punto di vista: a volte i profili sono montagne gigantesche, altre volte sembrano briciole nello scorrere impetuoso di fiumi e mari.
Passando da una Terra senza vita ad una animata, seguiamo il mutare delle pietre che, testimoni dell’inizio dei tempi, sebbene destinate a levigarsi e sbriciolarsi, hanno un arco di esistenza ben più ampio di quello delle creature viventi.
La materia inanimata delle rocce subisce una continua trasformazione non sempre destinata alla fine e mentre tutto cambia, i dinosauri scompaiono, gli uomini fanno la loro comparsa, le pietre rimangono: rigide, fedeli e creativamente segnate da quel che è accaduto.
Gli acquerelli anche grazie ai segni dei pennelli riescono a raccontare questa lenta trasformazione, che significa sbriciolarsi ma anche amalgamarsi pressarsi, creando geometrie e disegni che nei piccoli sassi sono testimonianze di ciò che è accaduto in milioni di anni.
«E poi per caso, tu lo trovi. E lo raccogli»
L’appendice scientifica in calce offre la possibilità di andare oltre la suggestione del testo, per diventare il punto di partenza per un approfondimento di tipo scientifico che guidi nel riconoscimento e nel distinguo delle rocce magmatiche da quelle sedimentarie, da quelle metamorfiche.
Un albo efficace sul fascino muto di testimoni forse più schivi di quanto meriterebbero.
Sarà più facile immaginare tutte le cose che un sasso è stato e ha visto!







