Il piccolo Nicolas è un eroe nazionale in Francia e un pilastro della letteratura per l’infanzia, un monello irriverente che si collega ad antenati celeberrimi come Il Gianburrasca di Vamba o Tom Sawyer e Huckleberry Finn di Mark Twain, ma nello stesso tempo un personaggio antesignano di tutta una serie di bambini esuberanti e sopra le righe. Nicolas nasce da una delle coppie letterarie più amate e famose di Francia e del mondo: Goscinny e Sempé. René Goscinny, uno dei padri di Asterix, e Jean-Jacques Sempé, «uno degli illustratori e autori di fumetti più famosi dei nostri tempi», si unirono infatti in una collaborazione che portò, nel 1959, alla nascita di brevi storie, illustrate dalle inconfondibili vignette a china di Sempé, dedicate ad un bambino terribile: Nicolas, appunto. Le storie vennero pubblicate sul quotidiano Sud-Ouest Dimanche e poi sulla rivista Pilote e furono travolte da un successo incredibile, tanto che negli anni successivi furono raccolte in volumi collettanei che diventarono veri e propri classici della letteratura.
Les Vacances du petit Nicolas (che raccoglie 18 episodi distinti in 2 parobole narrative) uscì nel 1962 e nel 2025 Feltrinelli riporta il volume sugli scaffali italiani con il titolo: Viva le vacanze, piccolo Nicolas!
Il libro racconta di due distinte vacanze di Nicolas: la prima insieme ai genitori in un piccolo albergo a Bains-les-Mer, la seconda da solo al campo estivo.
La scrittura di Goscinny è spiritosa e la focalizzazione su Nicolas è estremamente moderna, tanto che si fa fatica a immaginarlo nato quasi 70 anni fa.
La scrittura è puntuale, schietta e involontariamente ironica, infatti ciò che ha colpito generazioni di lettori è che Goscinny, fu uno dei primi a riuscire ad immedesimarsi esattamente nel pensiero bambino e a dargli voce. È lo scarto tra lo sguardo del bambino e quello dell’adulto (magari anche dell’adulto lettore) a creare un clima esilarante, perché non coincidente: il lettore si trova immerso dentro vicende quotidiane, raccontate senza filtro e che suggeriscono la presenza di qualcosa di sotteso o sicuramente di diverso.
«Fabrice mi ha spiegato che è una fregatura totale avere una sorella e, se continua così, lui scappa di casa»
Entrati in confidenza con Nicolas, si ascolta la sua voce, presupponendo doppi sensi ironici e arguti. Ad esempio, quando Nicolas dichiara che i genitori hanno avuto una bella idea… beh aspettatevi di tutto:
«Con la loro saggezza di genitori, hanno pensato che tenere occupati i bambini un’ora al giorno poteva essere di grande giovamento per tutti»
Inoltre questa ricercata sincerità è capace di far ridere anche gli adulti che vengono citati e ritratti nelle loro piccolezze e nelle loro intemperanze:
«la mamma di Blaise ha detto al papà di Blaise che aveva avuto proprio una bella idea a venire in vacanza in un posto dove diluvia tutto il tempo, e il papà di Blaise si è messo a urlare che l’idea non era stata sua, l’ultima idea che aveva avuto in vita sua era stata sposarsi»
Goscinny fa un lavoro eccezionale sull’oralità, caratterizzando il parlato bambino del protagonista con iperboli e assiomi, ma strutturando anche una sintassi che ricorda i flussi di pensieri dei più piccoli.
«Mi sono fatto un sacco di amici: […] giochiamo insieme, litighiamo, non ci parliamo più, è tutto superfantastico!»
«Quando ho visto la barca, al porto ci sono rimasto un po’ male perché era piccolissima. Si chiamava La Jeanne e il capitano aveva un faccione tutto rosso e un berretto sulla testa, e non portava l’uniforme piena di galloni come speravo così potevo raccontarlo ai miei amici di scuola quando torno dalle vacanze, però non fa niente, lo racconto comunque, alla fine va bene lo stesso»
La vacanza a Bains-les-Mer occupa i primi 8 capitoli ed è la storia di una serie di improbabili disguidi, con gli adulti che desidererebbero solo riposare e i bambini che non vedono l’ora di alzarsi e fare… qualsiasi cosa!
«Il problema quando piove è che i grandi non riescono a tenerci buoni e noi siamo insopportabili, e allora scoppia sempre un putiferio»
Tra gite in barca, giochi in albergo, maestri di ginnastica, minigolf… vi divertirete di certo, almeno quanto l’anno successivo al campo estivo tra escursioni, giochi notturni, mense condivide, viaggi in treno…
I successivi 10 capitoli sono infatti dedicati all’estate successiva che Nicolas passerà lontano dai suoi genitori insieme a una miriade di bambini scatenati quanto lui.
«Sul pullman urlavamo, allora il capo ci ha detto che era meglio cantare. Abbiamo cantato delle canzoni stupende, una che parla di una baita lassù sulla montagna, e l’altra dove dice che ci sono dei sassi su tutte le strade. Dopo, il capo ha detto che tutto sommato era meglio quando urlavamo, e poi siamo arrivati al campo»
Il brulicare ingovernabile dei bambini è ritratto perfettamente da Sempé che, oltre ad entrare perfettamente in sintonia con l’ironia di Goscinny, amplia le parole con un surplus immaginato e raccontato dalle illustrazioni che i bambini potranno esplorare come un’ulteriore sottostoria.
Nicolas rimane una proposta arguta e divertentissima per bambini dagli 8 anni in su, con un fascino che fa l’occhiolino agli amanti dei fumetti.







