19 Gennaio 2017

Geronimo Stilton: perché no? perché sì?

Geronimo Stilton
Geronimo Stilton

Mio figlio Saverio ha 7 anni e frequenta la seconda elementare. Io non mi sono (quasi) mai imposta nelle sue scelte di lettura, e sempre meno lo faccio ora che legge in modo indipendente e con molta passione. Da un po’ di mesi però pare che non si possa leggere nient’altro che Geronimo Stilton. Inevitabilmente. Una mania che ha contagiato decine di migliaia di lettori che fagocitano uno dopo l’altro i libri del topo dal cognome formaggioso.

Siccome la sera condividiamo ancora il momento della lettura ad alta voce, volente o nolente ho dovuto cimentarmi con il roditore. Prima impressione? Noia assoluta! Lingua sciatta, ripetitiva, trame scontate, personaggi prevedibili… Dopo un primo momento di rigetto completo, ho fatto un passo indietro e ho raccolto le idee.

Geronimo Stilton
Geronimo Stilton

Innanzitutto Geronimo Stilton è un brand che comprende innumerevoli collane, pensate per rispondere a tutte le supposte esigenze dei primi lettori (libri fantasy, fantascienza, gialli, horror, libri sullo sport, sulle barzellette, classici…) quindi qualche distinguo va fatto o almeno si può tentare di farlo.

 

Geronimo Stilton
Geronimo Stilton

1) La cifra principale della scrittura di tutti i libri di Geronimo Stilton è la semplificazione. La sintassi semplificata e il lessico volutamente scelto tra il bagaglio fondamentale e comune colpiscono subito e negativamente il lettore più esperto. Nello stesso tempo il piccolo lettore, spesso poco preparato, si sente a suo agio e quindi macina tranquillamente pagine su pagine. Scompaiono metafore, similitudini e immagini che non siano prevedibili, al contrario appaiono diminutivi, vezzeggiativi e onomatopee. Sono assai frequenti i dialoghi e sempre più rare le descrizioni, le frasi si accorciano e le subordinate si snelliscono.

2) L’uso di font di diverse forme, così fastidioso ai miei occhi, non ha altro fine se non quello di alleggerire la percezione della parola scritta, come a dire al lettore alle prime armi “non spaventarti”: il muro di parole si spezza, non importa se a volte a scapito della lettura stessa!

3) Se passiamo a considerare le trame dei racconti (mi riferisco naturalmente solo ai testi inediti) ci accorgiamo che sono assolutamente prevedibili e molto ripetitive all’interno della stessa collana. Questo rassicura i lettori che sanno da subito cosa succederà alla fine.

 

Geronimo Stilton
Geronimo Stilton

4) Le immagini non hanno nulla di straordinario e nulla di deprecabile: supportano i lettori, come dovrebbero fare in ogni libro rivolto ai lettori che incominciano ad ingranare sulla lettura.

Cosa c’è dietro queste scelte?

Gli autori strizzano l’occhio al lettore bambino, ignorando l’adulto, ma lo fanno furbescamente facendo credere ai piccoli lettori di essere in grado di cimentarsi solo con un livello molto banale della lingua. Ma l’esperienza letteraria, la lettura ci ha conquistato per la sua confortante sicurezza o forse per la percezione vertiginosa di entrare in un mondo altro?

Geronimo Stilton
Geronimo Stilton

D’altronde credo che il folgorante successo di queste collane risponda in parte anche a un buco editoriale. Geronimo risponde ad un’esigenza molto precisa (leggere senza difficoltà) e lo fa tramite la proposizione di un personaggio empaticamente neutro (un pasticcione molto intraprendente, un giornalista ma anche cavaliere) che nella sua semplicità senza pretese riesce a conquistare il cuore dei lettori. Nello stesso tempo il martellante lavoro di marketing fa sì che i genitori distratti abbiamo una scelta facile da proporre.

Esistono personaggi seriali (a cui affezionarsi) interessanti e capaci di parlare ai ragazzi che si approcciano alla lettura? Esistono storie gialle e fantasy rivolte a bambini di 8-9 anni che valga la pena di leggere?

Qualche mese fa hanno ricominciato a ristampare Vampiretto, un personaggio che ebbe molto successo vent’anni fa…

Vietare assolutamente Geronimo?

No. Orientarsi e scegliere? Sì.

Geronimo Stilton
Geronimo Stilton

I bambini lo adorano, lo divorano senza quasi sentirne il sapore (in realtà) ma lo divorano e quindi un po’ rodano le loro capacità di lettura. Facendo leva sulla loro ingestione indistinta, possiamo però fare qualche scelta.

Evitate le riduzioni dei classici in modo assoluto. Se i vostri figli sono in grado di leggere e comprendere il significato de Il giardino segreto (che mi entusiasmò a 8 anni!) avranno tutti gli strumenti per cimentarsi con la sua lingua. Se leggeranno l’annacquata versione topesca tra qualche anno penseranno di conoscere già la storia di Frances Hodgson Burnett e invece non sapranno niente. NIENTE.

Quando Mary Lennox andò a stare in casa di suo zio, al castello di Misselthwaite, la gente disse che era una bambina antipatica, dall’aspetto sgradevole. E in effetti era proprio così, perché aveva un corpicino gracile, capelli color stoppa e un’espressione dispettosa. Nata in India, Mary era cresciuta pallida, malaticcia e di salute cagionevole. [Il Giardino segreto secondo la traduzione di Francesca Lazzarato]

Quando Mary Lennox arrivò a Misselthwaite, in Inghilterra, tutti la trovarono piuttosto scontrosa. Fino ad allora Mary, che aveva nove anni, aveva vissuto in India con i suoi genitori. [versione di Geronimo Stilton]

Ed ecco che le mani di Mary sfiorarono una piastra di metallo con un buco in mezzo: la serratura di una porta chiusa da dieci anni. Mise la mano in tasca, prese la chiave e la infilò nella toppa. Per girarla dovette far forza con entrambe le mani, ma alla fine ci riuscì. Tirando un sospiro di sollievo, si guardò intorno per accertarsi che il vialetto fosse deserto. No, non si vedeva nessuno. Sospirò ancora e, tenendo sollevata la pesante cortina di foglie, spinse la porta, che cedette lentamente. Mary scivolò dentro, chiuse la porta e vi appoggiò le spalle, ansante di eccitazione, di sorpresa e di gioia. Era entrata nel giardino segreto. [Il Giardino segreto secondo la traduzione di Francesca Lazzarato]

Mary, che si era avvicinata all’uccellino, rimase senza parole per lo stupore: davanti a lei c’era la maniglia di una porticina! Era un pomolo tondo, tutto arrugginito e consumato dal tempo. Con il cuore che batteva veloce, Mary infilò la chiave nella vecchia serratura, che scattò con un rumore sordo. La bambina trattenne il respiro e, dopo aver scostato l’edera con una mano, con l’altra spinse la porta, che si aprì lentamente, cigolando. [versione di Geronimo Stilton]

Geronimo Stilton
Geronimo Stilton

Evitate i libri ispirati alla storia, che spesso regalano solo stereotipi confusi. La storia sarà un’avventura entusiasmante, lasciate che sia così.

I gialli e i misteri, pur mostrando trame intuibili, hanno il pregio di proporre cause scatenanti necessariamente diverse e quindi in un certo senso non sembrano così ripetitive.

Preferite le storie originali, ad esempio le prime, come Viaggio nel regno della fantasia: non saranno entusiasmanti, ma almeno vi sembrerà di leggere qualcosa di originale (sebbene il mondo fantasy non lo abbia inventato Stilton).

La strategia migliore, a mio parere, è lasciare che la frenesia trovi pane per i propri denti, ma nello stesso tempo non desistete mai dal proporre altro, perché altro c’è!

 

Geronimo Stilton

Piemme editore

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