16 Settembre 2026

Vado, forse morirò ma non fa niente

Il diario di Samuel è un fumetto strepitoso nato sull’onda del grande successo che la sua autrice, Emilie Tronche, ebbe nel 2024 con la miniserie Samuel che raggiunse i 25 milioni di visualizzazioni.

Ottenuto con la tecnica del 2D Samuel nasce – come racconta l’autrice – per piacere: 

«J’ai travaillé pour le plaisir, sans contrainte, j’ai fait ce que j’aime, rien que ça. Au trait noir. Un petit film rien que pour moi. Samuel était né»

[«Ho lavorato per il piacere di farlo, senza costrizioni, ho fatto ciò che amo, nient’altro. Con il tratto nero. Un piccolo film solo per me. Samuel è nato così»]

La sottile linea nera appare davvero la firma di questo lavoro che, nel 2025, è diventato un fumetto premiatissimo e che oggi arriva anche in Italia: il diario di Samuel.

La Tronche lavora con un disegno essenziale, concentrato quasi unicamente su linee nere pulite, fluide ed espressive su sfondi neutri che si integrano con le schiette parole che Samuel scrive nel suo diario. 

La forma diaristica ha un peso importante nella definizione del valore del lavoro, perché il diario raccoglie ciò un ragazzino di 10 anni, reputa (o reputerebbe) importante fermare tra quelle pagine e questo pretende un esercizio di immedesimazione che diventa la forza di questa storia, perché la Tronche risulta non solo verosimile, ma commoventemente autentica.

Inedita e inaspettata, poi, la scelta di descrivere un periodo “a metà”: il diario infatti si apre l’8 marzo dell’ultimo anno della primaria e si chiude il 4 marzo dell’anno successivo quando ancora la prima media non è completata. Mezza primaria, la lunga noia dell’estate e un pezzo di secondaria… un periodo apparentemente zoppo, di passaggio eppure fertile di consapevolezze e cambiamenti.

È questo mix di schiettezza, onestà e reale volontà/capacità di ricordare come si guardava il mondo poco prima di attraversare il confine dell’adolescenza che rende questo personaggio e la sua voce convincenti e coinvolgenti.

Il fumetto si apre semplicemente così:

«Mi chiamo Samuel ho 10 anni e ho un problema. Ma vabbè, non mi va di parlarne. Insomma, il mio problema è che Bastien ha detto alla grande Julie che mi piace. Bastien è troppo antipatico gli piace troppo impicciarsi di tutto lo odio»

Samuel è il protagonista ed è la voce prevalente da cui sentiremo narrata questa storia, ma ci sono tanti altri personaggi che entrano a far parte di questa vicenda e che sono ugualmente amati, raccontati e descritti con rispetto e partecipazione dall’autrice: c’è la grande Julie, Corentin il migliore amico di Samuel, c’è Dimitri il suo peggior nemico e poi c’è Berenice la compagna di classe stramba e vendicativa e poi pian piano tutto un raggrumarsi di amicizie che nascono all’ingresso della scuola media.

La scrittura diaristica Samuel è convincente nel suo frantumarsi telegrafico spesso privo di punteggiatura e nel concedersi una libertà di espressione emotiva e teatrale che coinvolge il lettore per la sua intimità.

Il testo funziona perfettamente grazie alla presenza delle illustrazioni: non ci sono gabbie né vignette, e gli episodi narrati da Samuel prendono vita in sequenze che sono veri e propri mini-cortometraggi che continuano, senza segnalazioni, quello che le parole raccontano. Le linee essenziali sono efficacissime per tratteggiare quel vissuto di attimi che rimangono impressi, neanche descritti dalle parole. Sguardi, gesti, accadimenti che si dilatano, frammentandosi in micro attimi, come quando Samuel incrocia casualmente al semaforo grande la grande Julie, o quando Corentin si abbandona a un pianto liberatorio pensando alla sua nonna appena morta o quando Samuel balla di gioia dopo essere stato inviato alla festa di compleanno della grande Julie.

La Tronche fa un lavoro accurato, quasi maniacale e per catturare la naturalezza, la goffaggine e l’energia tipica dei ragazzi che ballano e si muovono, spesso racconta di essersi ripresa come guida per animare l’illustrazione dei personaggi.

A questo si aggiunga, a coronamento, la capacità dell’autrice di tenere completamente fuori ogni sguardo adulto, ogni commento, ogni chiosa in un’apparente adesione alla realtà narrata dalla voce di Samuel, che rende quegli attimi sorprendentemente ironici, spiritosi o struggentemente tristi… comunque veri.

«in realtà non mi piace crescere perché è da quando sono nato che mi trovo incredibile e ora non sono più sicuro che sia così»

Tra queste pagine troverete i primi innamoramenti, le lezioni noiose in classe, le discese della morte da fare di corsa, i viaggi in pullman, i fraintendimenti, le ripicche, i grandi nemici, i ragazzi che fanno i fighi, il pensiero del futuro, tanta rabbia, violenza perlomeno pensata, e poi moltissima musica, i balletti nascosti in casa, i pianti emotivi e i bigliettini segreti. E poi i saggi di fine anno, le lunghe estati noiose a guardare i più grandi che fanno cose che non puoi fare, e poi l’inizio della prima media, le ragazzate fatte insieme ai nuovi migliori amici, gli scontri, gli sputi la rabbia, la mamma che non vuole comprare vestiti nuovi e la scoperta delle ragazze, i sogni e gli incubi… c’è tanto, c’è tutto.

L’unica cosa che può confortare dopo aver chiuso l’ultima pagina di questo fumetto e che la Tronche è al lavoro per una seconda stagione di Samuel.

Il diario di Samuel
Emilie Tronche - Eleonora Armaroli (traduzione)
320 Pagine
Anno 2026
Prezzo 19,00€€
ISBN 9791259964199
Editore Terredimezzo

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