19 Agosto 2026

Domani costruiamo una diga ancora più grande

È noto a tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono imbattuti in un torrentello montano che, se si incomincia a fare una diga coi sassi, è necessario che questa sia molto, molto grande. È la regola non detta dei giochi di immaginazione dei bambini: non vale la pena puntare a meno del grandioso, del gigantesco, dell’“issimo”!

In questa dimensione iperbolica, i bambini accedono alla dimensione del gioco ed è nello scarto che si crea tra la dimensione reale e quella dell’immaginato, dove tutto è possibile, che Daniel Fehr situa la sua storia, dialogando con le bellissime illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio

In una mattina estiva come tante, non troppo lontano da casa, tre fratelli decidono di costruire una diga attraverso un corso d’acqua. Le immagini ci parlano realisticamente di una decina di sassi e di tre bambini al lavoro ma, pagina dopo pagina, l’immaginato prende il sopravvento, personificato dall’imponente muro di sassi che salirà significativamente.

«“Potrebbe essere ancora più grande!” disse Lily»

Il più piccolo, Milo, contribuisce alla costruzione della diga con un sasso verde malachite, che all’inizio sembra un sasso come un altro, ma risulterà poi la chiave di volta della costruzione e della storia.

Il gioco è un lavoro molto serio ed è ciò che il trio testimonia ai lettori. Tuttavia un sottile dubbio si insinua in chi li osserva: il godimento del gioco consiste nella costruzione della diga o in quanto succede intorno?

Pagina dopo pagina, nonostante il testo riconduca a una dimensione realistica, quello che accade nelle illustrazioni testimonia che ha preso avvio qualcosa di insolito. I bambini continuano con costanza e concentrazione a spostare sassi e massi, ma tutto intorno a loro succedono cose alquanto strane: prima un mostro-dinosauro si aggira nello specchio d’acqua, poi «nelle acque di fronte attracca la nave reale». La presenza di re, capitani, marinai scelti, pirati non distoglie nemmeno per un attimo i bambini dal loro obiettivo:

«“Non abbiamo tempo per giochi stupidi. Unitevi a noi!”»

E così i personaggi vengono inseriti all’interno dell’unico (?) gioco, quello della costruzione della diga: gli equipaggi (e perfino il re!) molleranno arrembaggi e battaglie per contribuire attivamente ad accumulare sassi.

Tutto cambia, però, quando Milo decide di riappropriarsi di quel sasso verde che aveva prestato alla costruzione della diga, levato il quale, il muro che aveva quasi raggiunto il margine alto della pagina crolla, lasciando che l’acqua travolga personaggi, sorelle e bambini.

La giornata «avrebbe potuto essere discreta se la mamma non li avesse beccati in castagna, mentre cercavano di entrare in casa, di soppiatto, bagnati come pulcini».

Ma la storia non è finita, perché in una calorosissima tavola finale i fratelli sono pronti a pianificare la costruzione di un’altra diga, ancora più grande, per il giorno dopo!

Le illustrazioni della Di Giorgio sono luminose, realistiche e così vere che si fatica a distinguere l’immaginato dal reale, ma soprattutto sono capaci di raccontare ai lettori una storia che aspetta di essere rintracciata tra i disegni. La capacità di creare un’altra storia che dialoghi con il testo, con autonomia e armonia, è un grande talento, perché crea – in sinergia con il testo – quel varco misterioso che appartiene alla dimensione dell’immaginazione e che conduce i lettori in un crescendo partecipato che investe e trasfigura tutto ciò che accade. I bambini, nella gioia della progressiva crescita della diga, non potranno non perdersi tra i tanti dettagli e accadimenti illustrati.

Tutto può accadere, bisogna solo pensare molto in grande.

«“Domani” sussurrò Nina “costruiremo una diga ancora più grande. Scommetto che attirerà l’attenzione della flotta imperiale”»

Costruiamo una diga!
Daniel Fehr - Mariachiara Di Giorgio
32 Pagine
Anno 2023
Prezzo 15,00€€
ISBN 9788865324493
Editore La Margherita

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