25 Giugno 2026

Ovunque io guardi, ho un pezzo di mare dentro gli occhi

Mare mosso è un esperimento romanzesco originale, una sorta di foto-romanzo intrigante e interessante. La coppia artistica Chiara Carminati e Massimiliano Tappari ci ha abituato a libri poetici (pensate a Occhio ladro, Ogni volta che parti), dove la fotografia si accosta alla parola poetica in un dialogo stretto e incalzante. È molto difficile pensare a una relazione di questo tipo nelle ampie volute della scrittura romanzata, eppure in un modo assolutamente originale i due artisti riescono nell’intento. 

Siamo di fronte a un romanzo dedicato all’estate scandito in 40 brevi capitoli che si aprono tutti con una fotografia che in modo enigmatico si lega al contenuto del breve capitolo che segue. Anche in questo caso, dunque, la fotografia fa da varco, come a suggerire un diverso livello narrativo e interpretativo. Ed è proprio su questo suggerimento di stratificazione semantica che si costruisce questo romanzo che è la storia di una ragazza che trascorre un’estate con le sue sorelle e sua mamma su un’isola nel Mar Mediterraneo, ma che è anche una storia di fotografie che vanno a sovrapporsi come istantanee alla narrazione, e che è anche una storia di immagini poetiche e letterarie che Chiara Carminati suscita costantemente, grazie a un ricorrente e martellante uso delle similitudini, dei paragoni e delle metafore. Sono innumerevoli, infatti, i passaggi introdotti da “come, come se, sembra come…”:

«Vista dall’alto l’isola di San Gaudenzio è minuscola, con le casette del paese incrostate su un fianco, come granelli di sale su uno scoglio»

«C’è un ulivo, che deve avere almeno trecento anni, a giudicare delle dimensioni del tronco. Sembra un groviglio di corpi che lottano avvinghiati l’uno all’altro per l’eternità»

«Siamo senza collare, come le caprette del pastore che vive in alto sullo Scoglio e raduna il gregge solo la sera.  […] Mi piace sentirmi così libera. È come essere una barca senza ormeggio»

«Andarsene in giro a piedi è meraviglioso. Ti fa sentire come se tutto il mondo fosse casa tua»

«Il mare ha un’altra faccia, prima dell’alba. […] Sembra un attore di teatro quando è ancora in camerino, senza costume e senza trucco»

«Persino i muretti a secco si tengono l’ombra nascosta sotto le pietre, come se fosse un loro tesoro»

«Sono nere anche le caverne in fondo alla spiaggia che sembrano bocche spalancate»

Questo martellante striplicamento della storia crea un immaginario che arricchisce una vicenda apparentemente modesta e semplice, ammantandola di mitologia, letteratura… immagini sorprendenti.

Salicornia, la giovane protagonista di questa storia, parte dunque insieme alla sua mamma e alle sue sorelle, Tamerice e Posidonia, per trascorrere l’estate in una casa prestata sull’isola di San Gaudenzio. Sull’isola, il caldo afoso e una certa antipatia per il mare, costringono Salicornia ad esplorare l’entroterra e ad incontrare, Glauco, un giovane ragazzo appassionato di fotografia che in quell’isola vive.

Questa storia di amicizia, di condivisione di passioni e passione si intreccia a un microgiallo. L’isola, infatti, guidata da un borioso sindaco è afflitta dalla mancanza d’acqua che viene recuperata grazie all’intervento di navicisterne che portano l’acqua dolce sull’isola a fronte di un impegno economico notevole, tuttavia, le leggende del luogo raccontano che sull’isola sia nascosta una sorgente d’acqua dolce: sarà stata nascosta per ragioni economiche? Salicornia insieme a Glauco farà emergere la verità.

I capitoli di Chiara Carminati sono brevissimi e intervallati da fotografie che introducono, segnalano il cambio di scena, suggeriscono dirazamazioni e ampliano il racconto delle parole.

Fa sorridere, ad esempio, immaginare i ricci capelli neri di Glauco, introdotti da quella che è la maglia stretta di rovi verdi, che pure sembrano perfettamente intonati all’animo del personaggio.

La voce narrante è quella di Salicornia e tutto il mondo narrativo sorge grazie al suo sguardo. I personaggi si costruiscono capitolo dopo capitolo, proprio perché Salicornia è in quella fase della prima adolescenza in cui la scoperta di sé e degli altri è la sostanza delle esplorazioni estive. In fondo, d’estate ci si trova e ci si riconosce, perché d’estate ci si aspetta che accada qualcosa ed è bello vedere nascere e costruirsi l’amicizia tra Salicornia e Glauco.

La storia è dunque il disvelarsi di tanti misteri: il mistero di sé, il mistero dell’altro e il mistero dell’isola.

«Dentro casa ho persino l’impressione di non essere più io a guardare il mare, ma lui a guardare me. Forse è questo che mi attira, perché anch’io sono un po’ come lui, anch’io sento che cambio ogni giorno, anche se gli altri mi vendono sempre uguale»

Il racconto di questa estate è vario e pieno di micro e macro eventi, la cui importanza è per ciascuno infinita e infinitesimale.

La scrittura della Carminati è godibile e limpida e lascia trasparire la sua vocazione poetica che ritorna in una musicalità sorprendente:

«Scivolo in acqua, poco convinta. È fresca, è fredda, e gelida, mi allaga il costume, mi allarga il respiro»

A sancire poi il fascino definitivo di tutta questa storia è naturalmente la costante presenza del mare che è un contenitore a volte assediante, a volte invitante, a volte accogliente, ma sempre perturbante nel suo muoversi, nel suo agitare le tempeste…

«Sul momento non ho saputo ribattere niente di intelligente. Perché il mare non è solo acqua e sale, avrei dovuto dirgli. Perché il mare è una creatura immensa e potente, che non riesco a contenere e non posso controllare, che mi sovrasta. Perché staccare i piedi dal fondo significa mettersi nelle sue mani, fidarsi del mistero di quello che vive sotto la superficie, di qualcosa che si muove come se avesse mille tentacoli e tutti ti stessero abbracciando.Guardo l’acqua davanti a me. Devo ammetterlo: quei tentacoli mi terrorizzano e mi tentano. Il loro movimento mi ipnotizza con una specie di incantesimo»

La sequenza di 20 pagine che ad un certo punto accoglie il cielo e il mare senza che una parola venga pronunciata, è proprio specchio di questa impressione che la coppia di artisti voleva affidare al lettore.

La storia si conclude con un lieto fine che sembra rimanere sfidare la caducità delle relazioni estive per diventare qualcosa di significativo e di fondante.

Una bellissima proposta per i ragazzi tra i 9 e i 10 anni.

Mare mosso,
Chiara Carminati - Massimiliano Tappari
224 Pagine
Anno 2026
Prezzo 16,00€
ISBN 9788804815235
Editore Mondadori

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