Vi raccontavo, i giorni scorsi, di come fossi alla ricerca di storie dell’orrore da proporre per Halloween e di come facessi un po’ di fatica, a causa di una mia assoluta non passione per il genere, ma ecco che oggi vi propongo una storia perfetta, una storia che non vi farà dormire per il terrore: I cavalieri delle buone maniere.

Immaginatevi un paesino tranquillo come tanti altri, dove i bambini vivono la loro vita come in ogni parte del mondo, immaginate ora che, però, gli adulti non riescano più a sopportare il fatto che i bambini non obbediscano, non studino, non si lavino le orecchie, non apparecchino, non rispondano, mangino ogni caramella si pari loro davanti…

Beh, direte - o almeno io direi! -: nessuna novità, mai visto un bambino un bambino che faccia tutte queste cose insieme, se non casualmente, ogni tanto!

Ma immaginate ora che a questa situazione si possa porre rimedio: cosa fareste?

«“Problemi con la prole? Non studia? Non si lava? Non sparecchia la tavola? I 4 cavalieri delle buone maniere sono al vostro servizio. Chiamate subito!” Tutti furono d’accordo e composero il numero 00 00 47 72 99»

I protagonisti adulti della nostra storia non ci pensano due volte ed ecco, dunque, che in una cavalcata degna delle valchirie o meglio dei quattro cavalieri dell’Apocalisse arrivano i quattro cavalieri delle buone maniere, celeberrimi per riuscire a irreggimentare anche il più recalcitrante dei ragazzini.

«Il primo cavaliere era Spazzolino, a cavallo del bianchissimo Saponetta. Fanatico di pulizia, dell’ordine e dell’igiene personale. Si dice che si lavasse i denti dopo ogni pasto e facesse persino la doccia una volta al giorno. Il secondo cavaliere era Frusta, a cavallo del nerissimo Inchiostro. Maniaco del silenzio e del rispetto per l’autorità. Si dice che riuscisse riuscisse a percepire un bisbiglio a un chilometro di distanza e lo scricchiolare di una carta di caramelle a due. Venne poi il terzo cavaliere, Galateo, in sella a Tegamino, cavallo dal portamento elegante e dall’incedere austero. […] E infine, sulla sua cavalla Pagellina, ecco il quarto cavaliere, Tormento maestro di studio e dedizione scolastica»

In men che non si dica, i quattro austeri figuri riescono nell’impresa di insegnare, pulire, educare, tutti i bambini del paese.

Riuscite a immaginare una situazione più terrificante di questa?

Ma se conoscete bene l’autore, sapete che l’ironia sottile che contraddistingue il tono delle sue narrazioni non può certo esaurirsi qui. I nostri cavalieri, ormai soddisfatti degli esiti educativi avuti sui bambini, «notarono che c’era da fare anche con i grandi», che non erano meno indisciplinati della loro progenie! 

«I cavalieri si rimisero al lavoro»

Tuttavia l’universo degli adulti non è sempre così ben disposto a farsi correggere e, di fronte ai rimbrottamenti, non è acquiescente ma mostra invece una certa insofferenza.

Come poter far fronte a questa inaspettata svolta della situazione?

Gli adulti che sanno mentire e che sanno tramare sottilmente trovano una trovata piuttosto originale e nel tempo di un paio di giorni, appare affisso sui muri delle case un messaggio inequivocabile:

«S.O.S. abbiamo bambini tremendi da educare. Per favore cavalieri salvateci voi! abitiamo in un posto lontano, lontano. Lontanissimo! Venite subito a salvarci».

I cavalieri sono adulti e sappiamo che difficilmente gli adulti sanno resistere a chi blandisce il loro ego, quindi decidono di partire immediatamente, allontanandosi dal nostro paese.

La storia avrebbe potuto fermarsi qui, lasciando ai lettori un’ironica riflessione su quanto gli adulti sappiano essere ciechi e supponenti (evangelicamente troviamo scritto: Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?), ma ancora una volta Baccalario ci spiazza con un’ultima tavola in cui possiamo dare uno sguardo ai quattro cavalieri ormai soli e lontani dalla città, di cui non vi dico niente.

«Con le buone maniere si ottiene tutto»

Come spesso accade, i testi editi di Kite sono testi di cui è difficile dire l’età di riferimento: certamente questo libro offre uno spunto di riflessione non banale a tanti adulti che fanno delle regole e dell’obbedienza un punto di onore senza interrogarsi sul valore di questi principi. 

A cosa servono le buone maniere?

La riflessione infatti è interessante non tanto per una questione di coerenza (siamo tutti un po’ incoerenti, ma questo non ci esime dall’educare!), ma soprattutto per una questione di valore: che valore hanno per noi le regole? E l’obbedienza?

Le illustrazioni di Emanuele Benetti, nella loro pulizia essenziale dei volumi e delle linee, hanno vinto il premio Livio Sossi al concorso Lucca Junior dell’anno scorso. Ben pensato e riuscito il dialogo tra i toni di grigio e i brillanti quattro colori dei cavalieri.

Un testo non scontato e ricco di risate intelligenti.

I cavalieri delle buone maniere Pierdomenico Baccalario - Emanuele Benetti 32 pagine Anno 2021 Prezzo 17,50€ ISBN 9788867451548 Editore Kite
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