Dieci anni fa, nel 2016, Nicola Cinquetti firmava Filastrocche a piedi nudi una raccolta poetica molto bella, dedicata all’infanzia, al cui centro si trovava anche illustrativamente un bambino protagonista di tante avventure quotidiane. In queste settimane esce sugli scaffali Filastrocche in altalena che integra quelle filastrocche con altri testi nuovi scritti sempre da Cinquetti per un totale di 80 componimenti in quartine. L’idea dell’“altalena” con il suo ritmo binario - avanti e indietro - è suggerimento esplicito dell’operazione che è stata fatta sulla raccolta, poiché la coppia Cinquetti -Tessaro duplica i componimenti della prima raccolta, introducendo, accanto al bambino, una bambina. Due volti e (forse) due fratelli che, lungi dall’essere contrapposti, sono davvero complementari come i due movimenti di un’altalena.

«Sono un piccolo bambino / alto meno di un pinguino / meno basso di uno gnomo / sono un piccolo di uomo».

«Sono nata una mattina / dalla pancia della mamma / ho un coraggio da bambina / se mi vede il lupo smamma»

«Mio fratello non so come / mi ha chiamata col mio nome / ho sentito un balbettio / ho capito che ero io»

Nicola Cinquetti, maestro e scrittore veronese, raccoglie la quotidianità dell’infanzia: l’onnipotenza, la fantasia, l’entusiasmo mai pago, le scoperte stupite, le paure, i giochi sfrenati…

Lo fa grazie ad un testo spezzato dove le quartine - a rime baciate, alternate, incrociate… - diventano schegge indipendenti di pensieri espressi in prima persona dagli esuberanti protagonisti. Una raccolta di rime o filastrocche che dà voce al brio vitale della vita bambina, senza appiattirla o banalizzarla attraverso un linguaggio scontato, ma arricchendola senza presunzione con un lessico curato ma anche neologico (cioè fatto di parole nuove!) e una coloritura retorica di immagini e suoni. La comprensione non è pregiudicata perché il senso complessivo, supportato anche delle immagini schiette di Gek Tessaro, si poggia sull’esperienza dei bambini, dandole una forma linguistica:

«oggi non so stare quieto / salto spingo sporco e spacco / qui lo dico e lo ripeto / oggi non so stare stracco»

«con la pasta del didò / faccio un grande chenesò / senza faccia senza niente / che paciugo divertente»

I quadri raccontano della quotidianità fatta dal papà che torna a casa, dalla febbre, dalla nonna che spinge l’altalena, dalla pipì, da palle e vetri rotti… ma anche da tutto quello che ferve nella mente dei più piccoli che non è per nulla banale: ecco allora un pensiero sulla guerra, sugli zoo e sul lavoro dei grandi, insieme naturalmente a viaggi in mare e nello spazio…

E se, uno dopo l’altro, i quadri vi sembreranno slegati, ecco poi che ad un occhio attento non sfuggirà che tutta quella serie di eventi, quasi innumerabili per quanti sono, non fanno altro che riempire una sola, unica giornata che alla fine si conclude tra le braccia di…

«quando è notte e vado a letto / io non porto mai l’orsetto / a dormire insieme a me / ma il tirannosauro rex»

La scelta del maiuscolo - davvero ben azzeccata - livella ogni differenza gerarchica e i nomi propri, in una sorta di democrazia linguistica infantile, stanno allo stesso livello di quelli comuni. Nello stesso tempo, non c’è inizio, non c’è fine e il testo può essere spiluccato a seconda del proprio gusto.

I collage e i disegni di Gek Tessaro dovreste conoscerli tutti e i testi di Nicola Cinquetti sembrano descrivere esattamente quello che, più succintamente di quanto non faccia il libro, l’illustratore dice di sé: «Lavoro coi bambini e tento di ricordarmi il disagio che si può provare a quell’età. Tento perciò di misurarmi con loro solo dopo aver piegato le ginocchia per trovarmi così alla pari. Non divento più piccolo per questo: a 60 centimetri da terra si muovono pianeti sconosciuti e inimmaginabili». Lo fa in queste pagine mettendo due bambini al centro e costruendo intorno a loro il suo mondo, di volta in volta reale, surreale, voluto, immaginato, mentale… Non vi è distinzione stilistica che scinda ciò che è vero da ciò che è solo fantasia, tutto è mescolato: così “quello che comanda nel castello” e «mette in fila tutti quanti / tutti dietro io davanti» guida una carovana di personaggi tra cui spicca una citazione di Chris Haughton (che torna citato ancora un’altra volta), seguita da regine, cavalieri...

Gli sfondi piatti monocromatici collocano fuori dal tempo ogni situazioni e sottolineano la possibilità della lettura casuale.

Una raccolta di filastrocche davvero deliziosa, che più leggerete e più vi tornerà in mente durante la giornata e dove i papà e le nonne hanno un posto speciale in più quadretti:

«se mi spinge la mia nonna / l’altalena ninna nanna / se mi spinge il mio papà / l’altalena hip hip urrà»

«faccio già la capriola / ho imparato io da sola / la mia nonna non la fa / se ci prova resta là»

 

Filastrocche in altalena Nicola Cinquetti - Gek Tessaro 168 pagine Anno 2025 Prezzo 15,90€ ISBN 9791255190615 Editore Lapis
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *