Contemporaneo di Maurice Sendak e di altri incredibili autori per ragazzi Max Velthuijs è uno dei più grandi autori nederlandesi per l’infanzia, nato dal suo ingegno è Ranocchio, personaggio seriale protagonista di innumerevoli storie per bambini, forse equiparabile, per celebrità, al nostrano Giulio Coniglio.

In questi mesi esce per Bohem, storico editore di questo autore e illustratore, una raccolta di sei avventure, un libro di grande formato, dove le immagini, riprodotte in un’ottima stampa, risultano molto grandi e chiare: Ranocchio e i suoi amici (1).

La caratteristica che ha fatto il successo di questo personaggio e del gruppo degli amici che si ritrova intorno a lui (Lepre, Porcello, Anatra) è la capacità di raccontare l’infanzia e le grandi avventure di questo tempo della vita, attraverso uno sguardo infantile limpido e pieno di dignità.

La struttura del libro è classica: grandi immagini, in molti casi riquadrate, e la narrazione chiara e stampata al di sotto.

La selezione delle storie di questo primo volume è molto significativa e tocca temi che potrebbero sembrare impostati per insegnarci qualcosa (morte, innamoramento, incontri nuovi…), ma che invece raccontano di come i bambini sappiano abitare il mondo e i grandi eventi che capitano con grande saggezza e statura d’animo.

I titoli infatti comprendono un’avventura in cui Ranocchio si innamora, un incontro con la morte, l’arrivo di un personaggio straniero, una storia che riguarda la paura, un episodio invernale e infine una catastrofe ambientale che costringerà gli amici a rimboccarsi le maniche per aiutarsi.

Ciò che colpisce di queste storie - come vi dicevo - è il rispetto tributato a questi personaggi: è come se l’autore facesse un passo indietro per osservare con ammirazione e curiosità lo svolgersi delle avventure di questi animali-bambini. Così capita quando Ranocchio si innamora e ci racconta quello che gli succede:

«“Ma il mio cuore batte come un tamburo”, ribatté ranocchio. Lepre prese dallo scaffale un librone e cominciò a sfogliarlo. “A-ha! Batticuore, un bum e subito dopo un altro bum, caldo e freddo… Vuol dire che sei innamorato!” concluse Lepre. “Innamorato?” disse Ranocchio, sorpreso. “Urrà, sono innamorato!” E fuori di sé dalla gioia si esibì in uno strabiliante salto, volando dalla porta fino su nel cielo»

Non è tanto importante l’esito di questa infatuazione, ma il fatto di vivere quelle quelle emozioni, quell’attimo, il che implica prendere sul serio quel batticuore, prendersi cura di Anatra, scrivere delle lettere… preoccuparsi di essere felice e scoprire che lo si è, quando l’amato è felice!

Lo stesso accade, nell’incontro con la morte. Ranocchio trova un merlo morto e quello che è interessante è il muoversi di questi animali-bambini intorno a questo evento. Il rispetto di fronte a qualcosa di grande e misterioso fa sì che, attraverso un rito che è quello della sepoltura, tutti i protagonisti possano stare di fronte alla morte e viverla con la naturalezza che le è dovuta. 

«I quattro amici si incamminano verso casa. Sono commossi, se ne stanno zitti, quando… all’improvviso, Ranocchio parte come un razzo. “Giochiamo ad acchiapparella? urla, allegro. […] Giocano e ridono, ridono e corrono fino al tramonto. “Non è meravigliosa la vita?” dice Ranocchio i suoi amici»

La storia invernale ha, invece, una forte componente comica, perché in questo caso Ranocchio mostra di essere un animale tutt’altro che avvezzo al freddo: deve farsi aiutare degli amici per poter stare bene ed è meraviglioso vedere come gli amici si prendano cura di lui con storie, brodi caldi, maglioni di lana, ma soprattutto tanta compagnia. Accade la stessa cosa nell’episodio dedicato alla paura quando Anatra accoglierà nel suo letto un Ranocchio molto spaventato, così come Porcello accoglierà Anatra e Ranocchio…

«“Vi svelo un segreto”, disse Lepre. “Tutti noi abbiamo paura di qualcosa”. “Anche tu?” chiese Ranocchio, sbalordito. “Certo”, gli rispose Lepre. Questa mattina ero davvero molto spaventato quando non vi ho trovato, e ho pensato che vi eravate persi”. Nell’aria un lungo silenzio. Poi, tutti e tre scoppiarono a ridere. “Non essere ridicolo, Lepre ”, esclamò Ranocchio. “Non devi aver paura, tanto noi siamo sempre qui”»

Ciò che ho apprezzato in modo particolare nel vedere raccolti questi diversi racconti (al posto dei singoli albi illustrati) in un unico volume è il delinearsi chiaro dell’idea di infanzia di questo grande autore: bambini veri che affrontano grandi sfide forti delle loro risorse e degli amici.

Questo formato, infine, permette di avere una raccolta che non si esaurisca in una sola lettura, ma che dà l’occasione ai piccoli lettori (dai 3 anni) di conoscere a fondo questo personaggio.

Ranocchio e i suoi amici, Bohem Max Velthuijs - Alfredo Stoppa (traduttore) 168 pagine Anno 2022 Prezzo 32,00€ ISBN 9788832137200 Editore Bohem
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