È arrivato in Italia quello che viene considerato il terzo libro postumo di Maurice Sendak uscito qualche anno fa per il mercato mercato internazionale e portato recentemente in Italia da Adelphi.
10 coniglietti non è propriamente un inedito, poiché già negli anni ‘70 ne fu fatta una versione, venduta per raccogliere i fondi per il museo e la biblioteca di Rosenbach: un volume di dimensioni molto ridotte, con copertina morbida, pinzato e distribuito.
Ma il lavoro su questa storia risale a 10 anni prima, esso infatti rappresenta una delle prime bozze del libro sui numeri che Sendak stava progettando per la Nutshell Library (Gusci di noce, in italiano). L’idea era infatti quella di inserire un libro dedicato alla numerazione che rappresenta una delle grandi passioni dei bambini piccoli, in quanto strumento per leggere il mondo. Il progetto, di cui rimane lo storyboard, fu abbandonato per essere sostituito da Uno è Johnny, una storia per contare con una diversa impostazione strutturale. Questo primo progetto, in schizzi - che per i meticolosi standard di Sendak sono comunque praticamente dei definitivi! - venne impiegato in questa iniziativa privata per Rosenbach, ma poi rimase sostanzialmente inedito.
Il libro è all’apparenza molto semplice, privo di quella elaborazione anche contestuale che l’artista faceva in un secondo momento, ma proprio per questa sua essenzialità lascia emergere tutta l’impressionante capacità comunicativa ed espressiva delle sue figure e la meticolosa attenzione alla progettazione del libro.
Il volume si apre ben prima del gioco della numerazione, così come si conclude oltre il suo finale, in una sequenza molto teatrale.
Ancor prima del frontespizio, il mago Mino - il suo nome si può dedurre dal frontespizio originale non riprodotto «Ten little rabbit. A counting book with Mino the magician» - entra in scena, per poi inchinarsi elegantemente, una volta arrivato sotto il frontespizio regolare, presentandosi al suo pubblico.
Dopodiché le immagini iniziano a raccontarci una storia senza che ci sia bisogno di nessuna indicazione testuale, con gesti eloquenti e numeri indicati in basso.
Il protagonista fa uscire un primo coniglio dal suo cilindro, poi un secondo, un terzo, un quarto, un quinto… fino a 10.
Il mago si muove costantemente in una sorta di balletto - potrebbe tranquillamente essere un direttore d’orchestra - che non lo lascia mai fermo: si volge a sinistra, a destra, alza le mani, sbadiglia quasi annoiato della sua bravura, e poi atleticamente solleva un piede mentre fa sorgere un saltellante ennesimo coniglio dal suo cilindro…
Il dialogo visivo con i conigli, soggetto ideale per amplificare un senso di movimento costante, sempre ricercato nelle illustrazioni da Sendak, crea un’armonia musicale tra le pagine. La melodia è in crescendo e il moltiplicarsi dei conigli inizia a soverchiare il piccolo mago che negli ultimi numeri prima del 10 è messo in seria difficoltà dall’esuberanza dei conigli. L’apice è raggiunto.
Una pagina bianca e un testo lapidario ci comunicano:
«e così,
li fece sparire di lì»
La musica riprende il suo scorrere e il conto si svolge a ritroso: da 10 a zero. E se la bacchetta con disinvoltura aveva tirato fuori i conigli dal cilindro, ora deve sprizzare magia per farli sparire: non si vede, infatti, nessun coniglio rientrare nel cilindro ma magicamente essi spariscono alla vista. La sequenza mimica e gestuale del mago Mino si muove tra la soddisfazione e il fastidio, prima moltiplicando e poi liberandosi dei conigli, ritrovando il sorriso e balletti deliziati e felici. Arrivato a zero, non manca al perfetto prestigiatore che salutare e andarsene con l’aplomb tronfio e soddisfatto di chi ha fatto il suo dovere.
Il libro sembra apparentemente molto semplice, più semplice dei libri sui numeri che si vedono sugli scaffali dei negozi. Questo perché l’impostazione educativa - che spesso è legata a questi libri - tralascia completamente ogni tipo di narrazione, come se non fosse necessario raccontare una storia, poiché il punto è insegnare i numeri ai bambini. Sendak invece ha un’idea di letteratura e sceglie di costruire, dall’inizio alla fine, quella che, per un bambino piccolo, è una sorta di filastrocca magica e silenziosa. Sendak tesse un filo di continuità, una musica che accompagna il bambino in una storia dove i gesti, la mimica, il movimento, il moltiplicarsi dei conigli costituiscono le parole.
Il bambino non deve concentrarsi sull’imparare, ma ha una storia da ascoltare o meglio da guardare, perché raccontata attraverso le immagini. È questo l’ennesimo libro davvero rivolto ai bambini.
P.S. speriamo che oltre al lavoro sugli inediti, arrivino in Italia anche i libri che nel mondo sono pubblicati da anni!
P.P.S. qui trovate un bell'articolo sul libro.