Credo che sia la prima volta che mi imbatto e rimango affascinata da un libro di meccanica.
Nonostante gli ottimi professori che ho incontrato nella mia carriera scolastica, infatti, devo purtroppo ammettere, confermando un certo cliché sui letterati, che la fisica risultò ai miei occhi e alle mie orecchie come qualcosa di ostico, confuso e imperscrutabile. Eppure il piglio scanzonato che contraddistingue le baldanzose incursioni dell’editore Quinto Quarto in territori inesplorati della divulgazione, non si smentisce Meccanica illustrata, un bel volume che mixa l’illustrazione ampia dell’albo illustrato e un dettato narrativo ironico e semplice, per raccontare ai suoi lettori inaspettate esperienze di meccanica classica.
Se come me a questa notizia vi siete domandati “come mai potrà centrare la meccanica con i miei interessi e la mia vita quotidiana?”, beh preparate a ricredervi, perché, attraverso una scelta di esempi molto spiritosi ma reali, concetti astratti come la leva, il cuneo, il momento angolare, la forza di tensione... si tramuteranno sotto i vostri occhi in azioni quotidiane che vanno dallo scavare col dito nel naso, ad alzarsi dal letto fino a rivoltare al volo la frittata in padella.
In fondo, come ci ricorda l’autrice Marina Montero, «la meccanica classica descrive tutto quello che vediamo quotidianamente».
Ciascuno degli 8 capitoli affronta un macrotema: Le grandezze principali, Le macchine semplici, Il moto, Interazione gravitazionale, Le leggi di Newton, Le forze, Conservazione dell’energia e Oltre la meccanica classica.
Oggi capitolo contiene al suo interno l’esplicazione di diversi concetti e si chiude con un approfondimento storico che li inquadra nelle scoperte e nelle riflessioni di pensatori e scienziati.
La peculiarità del libro è che ogni concetto fisico è introdotto da un’esperienza familiare e quotidiana, che stupisce nella sua relazione con il concetto astratto.
Il cuneo, ad esempio, fa riferimento alla capacità di inserirsi con decisione nel vagone della metropolitana straripante di gente all’ora di punta, il centro di gravità è ben esemplificato dalle traballanti pile di piatti sporchi che si accumulano nel lavello, la legge di conservazione dell’energia prende vita nei bambini che giocano instancabilmente al parco giochi.
Formule, termini tecnici, schemi di movimento sono presenti e esplicitati con scientificità, ma sono anche sempre mediati da un contenuto reale e familiare.
«Vite. Macchina semplice composta da un pezzo cilindrico o conico su cui è praticato un solco elicoidale (o filetto), che si inserisce in un foro facendolo girare. Presenta molteplici applicazioni, come fissare pezzi, sollevare carichi o esplorare le cavità nasali. Per quest'ultima applicazione si prega di farne uso lontano da sguardi indiscreti»
«Grandezza fisica che descrive e quantifica la tendenza di un corpo a continuare a ruotare rispetto a un punto o asse. Dipende dalla massa del corpo (m) (sempre con cipolla), dalla sua distribuzione rispetto all'asse di rotazione (w) (quantificata dal momento d'inerzia, ovvero la sua resistenza a cambiare il moto rotazionale) e dalla sua velocità di rotazione (v). Saperla quantificare correttamente è una prerogativa di chef navigati. Un momento angolare impreciso potrebbe infatti trasformarsi in un momento di panico se non si soddisfano due condizioni fondamentali: aplomb e gioco di polso»
Il libro risulta inaspettatamente godibile anche alla lettura di persone completamente avulse da interessi fisici, ma nello stesso tempo riesce, con la sua arguzia e attraverso i testi storici di corredo, a coinvolgere nella lettura anche gli appassionati che troveranno esplicitati in modi inaspettati concetti complessi che certo conoscono.
Una proposta per ragazzi e ragazze con l’occhio scientifico.