Ortica. Guida all’ascolto della natura selvatica è un quaderno dedicato al “sentire” la natura, un sentire che travalica abbondantemente il mero ascoltare i suoni, i richiami, i rumori… e si espande fino a sovrapporsi al concetto di percepire il pulsare dell’esistenza nelle sue forme viventi, circondati dalla natura.

A metà strada tra una seduta di meditazione e una gita nel bosco, tra un viaggio introspettivo e una lezione di yoga Marina Girardi ci guida in mondo naturale che è personale, perché è suo, ma che è universale, perché ognuno può accedervi: basta prendersi del tempo, un po’ di silenzio ed essere disposti ad ascoltare.

«prenderemo ispirazione dallo yoga […] per conoscere meglio la natura di cui siamo fatti e vivere in armonia con ciò che ci circonda. […] Indomabile, esuberante, prorompente: ognuno di noi fa parte della natura selvatica»

Per farlo poggeremo una mano sulla spalla di Ortica, alter ego (almeno io la immagino così) dell’autrice, una giovane ragazza che vive in un bosco immaginato, ma realissimo insieme ad una compagna volpe. 

Seguendo un filo ampio come e arioso come la lana, la storia si snoda tra le pagine secondo questo incipit, ma lascia passare nella sua trama tanto di più: «Sale Ortica sale sul sentiero come ogni giorno cammina… non ha tempo da perdere/  e ha tutto il tempo del mondo / per trovare anche oggi / proprio ciò che sta cercando…»

Attraversiamo con Ortica le quattro stagioni in una passeggiata che si realizza - diventa letteralmente reale - in pagine di appunti visivi acquarellati lievemente e segnati da un gesto fine, ma sostanzioso. Si parte in autunno e osserviamo in ordine sparso i colori delle livree degli uccelli, le forme dei semi e le strategie degli alberi per spargerli in giro anche in collaborazione con gli animali e poi ammiriamo malinconici gli uccelli partire:

«Certi giorni di ottobre, dal folto dei boschi si sente forte il bramito dei cervi: è il loro richiamo d’amore. “Chissà perché scelgono una stagione così malinconica per innamorarsi!” “che cosa c’è di così malinconico Ortica?” “Beh, è che a vedervi partire mi viene nostalgia di certi posti lontani…”».

Dopo pagine immersi nei colori e nelle impressione dell’autunno, una pagina “di pausa” spezza con il suo bianco e nero la narrazione emozionale del primo movimento (come se fossimo all’interno in una sinfonia). Come distinguere gli uccelli? Osserva, raccogli e confronta le penne degli uccelli; quando sono in volo riesci a focalizzare l’attenzione sul contorno delle ali? E poi … se tu fossi un uccello?

«Provo a immaginare che dalle mie scapole piano piano crescano delle ali. Di che colore sono? Che forma hanno? Incomincio a muovere le braccia su e giù, poi prendo il volo. […] Descrivo che cosa si prova a essere un uccello e com’era il paesaggio che ho sorvolato».

Voltata la pagina, la lieve melodia delle stagioni ci accompagna nell’inverno. D’inverno la presenza dei viventi è segnalata dalle orme dei pochi animali svegli e gli altri? «Tutta la vita dorme… accoccolata e impellicciata sotto terra… mentre la neve piano piano si scioglie e imbeve il terreno». 

«Adesso chiudo gli occhi e… […] mi conficco come un seme nella terra».

La primavera è tutta un rinascere e piovere! Gli animali tornano e sono tutti indaffarati a mangiare e poi, d’un tratto, fiori, fiori, fiori non finire e con ognuno puoi fare infusi, essenze: quanti ne conosci? e quanti ne riconosci?

L’estate, infine, è il tempo di raccogliere i frutti e di cantare tutta notte: «il bello dell’estate è che si può dormire sotto le stelle… se solo riuscissi a prendere sonno». Chi riconosci nel buio fondo? Chi canta? Chi mangia? Chi striscia? Cosa senti?

Ortica è parte integrante di questi appunti visivi, vive tra i colori vibranti delle foglie d’autunno e gli schizzi vorticosi della cascata in estate. Respira e vive nella natura, della natura e con la natura e ce la racconta dall’interno come parte integrante di essa. I contenuti scientifici sono frantumati nella pagina, seguendo le impressioni e lo sguardo della docile protagonista che lascia che sia la natura ad esprimersi, lei ascolta e si concede di darle voce, una voce comprensibile ai lettori, una voce che però si mantiene ad un livello di descrizione esperienziale, senza approfondimenti che apparirebbero fuori contesto, ma con la naturalezza che è- neanche a dirlo - della natura!

Alla fine di questo quaderno di appunti sparsi si ha l’impressione di essere stati nel bosco e di averne conosciuto segreti nascosti. Un diario unico e magico.

«È proprio come nella musica cara Ortica: per imparare a seguire il ritmo bisogna prima saperlo ascoltare!»

Ortica. Guida all'ascolto della natura selvatica Marina Girardi 32 pagine Anno 2020 Prezzo 14,00€ ISBN 9788833700502 Editore Topipittori
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