Ranocchie - Scaffale Basso

Ranocchie – Scaffale Basso

La metamorfosi che avviene nel ciclo vitale delle rane è una delle più strabilianti in natura, perché vede una creatura acquatica trasformarsi in un anfibio dall’aspetto completamente diverso. Per questo sono tante le rane al centro dei racconti per bambini sia in ambito divulgativo sia in albi ove al centro c’è il tema della crescita e dell’identità. 

I girini cercano la mamma è un storia molto nota in Cina, poiché è inclusa in molte antologie per l’infanzia, a partire dal 1959, e appartiene dunque ai «ricordi d’infanzia di milioni di bambini». Il canovaccio di questa storia, se ci fate caso, ha trovato nell’editoria infantile repliche che possono apparire più note –  penso a Oh, oh di Chris Haughton o a Dov’e la mia mamma di Julia Donaldson – , eppure, con cinquant’anni di anticipo rispetto alla pubblicazione di queste storie in lingua inglese, esisteva già una testimonianza di questa storia sulla mamma nella tradizione cinese. 

La trama è molto riconoscibile.

La storia narra di una mamma rana che, dopo aver deposto le sue «uova nere e rotonde sulle piante acquatiche color smeraldo», si allontana.

Quando i girini nascono, si riconoscono tra di loro come simili, ma incominciano la ricerca della mamma.

«Si chiesero l’un l’altro: “Dov’è la nostra mamma?” Ma nessuno lo sapeva»

Incomincia un viaggio alla ricerca della propria mamma che li porterà a incontrare diversi abitanti dello stagno. 

«Nuotarono insieme da Mamma Anatra e le chiesero: “Mamma Anatra, Mamma Anatra, ha visto la nostra mamma? La prego, ce lo dica, dov’è?” […] “La vostra mamma ha due occhi grandi e una grande e larga bocca. Bravi figlioli, andate avanti a cercarla»

I girini si avvicinano a un grosso pesce rosso e lo scambiano per la propria mamma:

«“Ecco di certo la Mamma!” […] Il grosso pesce rosso sorridendo disse: “Non sono la vostra mamma. Io sono la mamma dei pesciolini rossi. La pancia della vostra mamma è bianca, bravi figlioli, andate a cercarla!”»

Ecco impostato il canovaccio narrativo: la sequenza di incontro-descrizione-fraintendimento si ripeterà uguale, in un crescendo di aspettative deluse che creano un climax sottilmente teso. I girini si avvicineranno al granchio che ha la pancia bianca e che suggerirà loro che la loro mamma ha quattro zampe; incontreranno poi una tartaruga, che effettivamente di zampe ne ha quattro, che indicherà loro di cercare una mamma canterina…

Questo crescendo risulta esilarante agli occhi dei lettori, poiché poggia sulla consapevolezza che il bambino ha della identità della mamma-ranocchia, contemporaneamente il testo invita a soffermarsi su alcuni dettagli sui quali non è detto che il lettore si sia mai soffermato…

L’incontro coinciderà con un riconoscimento gioioso che ribadirà le caratteristiche della madre, nella differenza con i piccoli.

Questo scarto “formale” introduce la possibilità di affrontare il discorso di ambito scientifico con l’evoluzione da girino a rana, come il testo suggerisce.

La storia, che nasce con un evidente obiettivo divulgativo, – l’autrice era una insegnante della scuola dell’infanzia negli anni ’10 del Novecento – si trasforma però in una narrazione interessante e divertente, grazie a una struttura ben pensata, basata sui dialoghi e sui fraintendimenti e un apparato illustrativo suggestivo e non didascalico. Le illustrazioni di Yang Yongqing, famoso pittore cinese, richiamano infatti le suggestioni delle pitture tradizionali cinesi animate da una certa dinamicità che l’ambiente acquatico acuisce.

La disposizione nella pagina non è mai fissa, ma crea un movimento flessuoso dei girini che si muovono, creando composizioni moderne e vibranti.

L’ambiente naturale brilla negli acquerelli dell’artista, e la sovrapposizione di strati di colore restituisce la tenuità dell’acqua, l’intrico della piante acquatiche e rende l’immagine profonda e vivida.

Una bella semplice e divertente storia sulle mamme! È sempre uno spasso descriverle, non trovate?

P.S. lil libro è bilingue (italiano-cinese) e l’editore negli apparati finali offre spunti di scrittura cinese, secondo l’impostazione della collana Incinque.

È invece una ricerca solitaria e forse più filosofica, quella di Milo, il girino protagonista di Come si diventa Milo, di Maria Dek. 

Milo si ritrova da solo, lontano dai suoi fratellini girini, accanto ai quali effettivamente era pur nato – come suggeriscono i risguardi iniziali, dove si intravedono anche le zampette di mamma rana che si allontana.

«Milo aprì gli occhi per la prima volta. Era piccolo e rotondo, molto rotondo»

Ciò che la nascita porta con sé è una grande domanda: chi sono io?

La domanda si tramuta inizialmente in un’ipotesi di rispecchiamento. 

«“Anche le perle sono rotonde, e in più sono grosse e luccicanti. Forse io sono una perla”, disse Milo. «Il mondo è pieno di cose rotonde”, pensò tutto contento»

Tuttavia, il giorno dopo, l’aspetto di Milo cambia: gli spunta infatti una codina che gli fa pensare di essere un pesce! Il giorno successivo però spuntano anche un paio di gambe «piccole, proprio piccole piccole»: Milo pensa di essere un astice!

Il ritmo si mantiene costante e in crescendo, poiché la ricerca speculare diventa sempre più complicata…Fino a che, un giorno, Milo si sveglia e deve prendere atto di un fatto eclatante: il suo aspetto infatti non corrisponde né a quello di una perla né  a quello di un pesce né di un astice né di un’alga né di una creatura magica…

«“Mi sa che non sono neanche una creatura magica”, singhiozzò.

Nel suo arrabbiarsi per essere giunto in quello che lui crede essere un vicolo cieco, il piccolo Milo pesta le gambe con forza e all’improvviso fa un salto e dopo un altro e un altro ancora! Questo saltare è come se lo rendesse consapevole di essersi trasformato in un ranocchio.

«Essere una rana era una cosa nuova. Una cosa strana. Ma soprattutto era proprio la cosa giusta»

Il discorso sull’identità tocca con delicatezza un punto essenziale, aldilà di tante etichette, il punto di partenza è fare i conti con quel che si è. Le illustrazioni di Maria Dek sono molto belle e gioiose e i testi, spesso ripetitivi, adatti ai bambini più piccoli (dai 3 anni). Dell’illustratrice polacca avevo già apprezzato il tratto e la tecnica in tanti lavori e non si smentisce neanche in questo. Si ritrova, infatti, un livello immaginativo allegro e divertente.

I colori sono accostati in modo vitaminico e inusuale e la fauna ittica mostra una varietà che farebbe invidia ai mari tropicali; gli acquarelli stesi – di cui si riconoscono le pennellate – risultano accoglienti, così come i grandi occhioni dei suoi personaggi e i sorrisi da cui spesso sono accompagnati. Tra le pagine si scorgono, poi, elementi curiosi come il topino che fa sub, gli insetti che giocano a palla nel prato, il fungo con il gonnellino che legge un libro.

L’attenzione silenziosa ma allegra con cui il personaggio viene accompagnato nella sua parabola di ricerca è incoraggiante e propositivo.

Una storia di crescita piccola e sorprendente.

 

I girini cercano la mamma Fang Huizhen - Sheng Lude - Yang Yongqing - Lea Vendramel (traduzione) 48 pagine Anno 2024 Prezzo 13,00€ ISBN 9791280946256 Editore Cina in Italia
Come si diventa Milo Maria Dek - Riccardo Bozzi (traduzione) 40 pagine Anno 2026 Prezzo 18,00€ ISBN 9788855233743 Editore Aboca Kids
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