La recensione di oggi riguarda Favole e Storie di Lev Tostoj, un secondo volume di favole illustrate da Attilio, che segue le Favole di animali di Esopo e di Fedro.
Lev Tolstoj nel 1875 fissò l’esperienza e il lavoro fatto all’interno della scuola di Jasnaja Poljana nei Quattro libri di lettura dei quali scriveva:
«La mia ambizione è questa: che, per il corso di due generazioni, tutti i ragazzi russi, da quelli della famiglia imperiale fino a quelli dei contadini, siano formati da questo libro e ne traggano le loro prime impressioni poetiche, cosicché io possa morire tranquillo, avendolo scritto».
All’interno, di quest’opera, esplicitamente rivolta all’infanzia, Tolstoj raccolse 209 testi molto brevi, scelti tra favole, racconti veri, leggende e fiabe, a comporre un immaginario popolare e collettivo che serviva, nel suo pensiero, all’educazione dei bambini e del popolo. Ogni testo orale o autoriale (le favole sono rinarrazioni delle favole di Esopo) viene riscritto sempre in una forma che ricorda strutturalmente la favola con una morale, sintetizzata nella clausola finale.
La differenza rispetto alle favole di Esopo e Fedro del primo volume è sottile: l’originalità di queste storie appare più evidente nei racconti veri e nelle leggende che sconfinano, allontanandosi dalla territorio simbolico della favola per ancorarsi al reale (come nell’episodio dell’elefante), anche con espliciti riferimenti all’“io” (la prima persona non è mai presente nelle favole propriamente dette!).
«Un indiano aveva un elefante, ma lo nutriva poco e lo faceva lavorare molto. Finché un giorno l'animale, furioso, schiacciò il padrone con una zampata e lo uccise. La vedova, in lacrime, prese i suoi bambini, li portò davanti all'elefante e disse: “Hai ucciso il padre che li nutriva; uccidi anche loro, perché senza di lui non potranno vivere”. L’elefante guardò i bambini, avvolse il maggiore nella sua proboscide, lo sollevò delicatamente e se lo mise sulla schiena. Da quel giorno, lavorando per il ragazzo, provvide a tutta la famiglia. A chi parla col cuore rispondi col cuore»
«Mentre me ne andavo per la mia strada, improvvisamente sentii le grida disperate di un giovane pastore che inseguiva due lupi: uno era cucciolo e trascinava un agnello appena catturato, mentre l'altro era adulto e lo seguiva da vicino. Corsi ad aiutare il pastorello gridando per chiamare altri contadini, che arrivarono insieme ai loro cani. A quel punto il lupo adulto si rese conto di quanti eravamo, strappò al piccolo l'agnello e, in un lampo, entrambi sparirono. Ripreso fiato, il giovane pastore mi spiegò […]»
Proporre a bambini contemporanei testi di un genere molto decodificato come la favola potrebbe sembrare anacronistico, in realtà credo che misurarsi con morali esplicite possa essere molto interessante e affine allo sguardo del bambino sul mondo, entro il quale cerca di riconoscere norme e leggi.
In questo volume Lapis, all’interno del più ampio progetto di fiabe e favole illustrate di Attilio, sceglie dal corpus di Tolstoj 48 testi , prevalentemente favole, con la sola eccezione di un racconto, una leggenda e un fatto vero.
Alessandra Cassinelli cura il volume, selezionando illustrazioni di repertorio del padre che appartengono a diversi momenti artistici, come testimoniano le peculiarità stilistiche varie (dal limpidamente digitale allo “sporco” del disegno a mano a matita), e cura i testi che rimangono chiari e scorrevoli.
Una bella raccolta di favole per piccoli (dai 3 anni), ma non solo.