Il romanzo Lotte Pelomatto, primo volume, di una saga già sviluppata in svedese in tre volumi arriva in Italia per Iperborea. L’autrice Lena Frölander-Ulf riecheggia in questa storia alcune grandi saghe di storie di animali, in particolare La collina dei conigli di Richard Adams, e regala ai lettori una storia di crescita ed amicizia con al centro una piccola marmotta Lotte.
Com’è nelle buone scritture vi è un’attenzione particolare alla costruzione del mondo narrativo che, in questo caso, è rappresentato da una pietraia - che i lettori italiani potranno associare all’ambiente alpino - dove vive una comunità di marmotte e di vipere. La convivenza, come è facile immaginare, è delicata e su questo dato oggettivo l’autrice costruisce una premessa più articolata.
Secondo un meccanismo già presente in tante storie, i serpenti, infatti, in forza della loro posizione di predatori, impongono alle marmotte dei tributi che esse devono consegnare ogni autunno per non essere cacciate e uccise nelle tane.
La comunità delle marmotte è quindi costretta ad allontanare i maschi, adulti e giovani, che trascorrono nel bosco l’estate per procacciarsi il tributo, lasciando nella pietraia femmine e cuccioli.
Si intuisce che, come spesso accade nelle storie di animali, oltre al viaggio di crescita della protagonista, del suo migliore amico Pigno e del rampollo della società dei serpenti Zigzag, il romanzo è portatore di una riflessione legata alla libertà e alle forme di organizzazione sociale.
Se questo tema, in romanzi come La fattoria degli animali o La collina dei conigli è centrale, qui è presente ma in modo più funzionale: questo romanzo, infatti, si rivolge ai lettori di età inferiore (dagli 8 anni) e la riflessione sulla forma di organizzazione politico-collettiva è specchio della ricerca della libertà individuale.
Lotte è una protagonista tenace, capace e testarda; al suo fianco troviamo un giovane marmottino più cauto e più intelligente anche se probabilmente meno prestante ed energico, Pigno. Insieme questi due creano una coppia di amici complementare e armonica:
«“È sempre stato così, Pigno. Forse solo in due possiamo fare una marmotta come si deve?” Lotte ridacchia. “Io sono le zampe e tu sei la coda?” “Come scusa? Perché dovrei essere io la parte dietro?” “Per l’equilibrio! Io mi lancio a precipizio nelle cose e tu mi segui e dai la direzione”, risponde Lotte allegramente. “Può darsi”, dice Pigno. “Oppure tu sei i denti e io la mente?” “Esatto!” ride Lotte. “Insieme comunque siamo imbattili”»
Appena risvegliatisi dal letargo, i serpenti pretendono un inasprimento dei tributi e la comunità delle marmotte è in subbuglio. Lotte, tuttavia, intercetta casualmente il dialogo tra due serpenti dell’esercito del capo supremo, Coda nera, e intuisce che dietro questa nuova pretesa c’è un mistero ingarbugliato. Non fa tempo a pianificare il da farsi, che il caso la mette di fronte alla possibilità di salvare la vita a Zigzag, il figlio di Coda Nera, bloccato da un masso e in fin di vita.
La chance che Lotte dà al rapporto con Zigzag diventa l’avvio dell’avventura che porterà pian piano verso lo svelamento del mistero. La piccola vipera guiderà, infatti, Lotte all’interno di una rete di tane dimenticata, perfettamente costruita come una fortezza, e con una grande sala centrale (un’immagine estremamente simile alla struttura della conigliera de La collina dei conigli!) e questo riporterà alla luce una storia dimenticata.
Ricongiuntisi a Pigno, i tre eccentrici amici, dovranno far leva sul loro legame per cercare di cambiare qualcosa nel rapporto tra due comunità in lotta da sempre. Questo tentativo di rinarrazione dei rapporti parte da un continuo personale confronto tra gli amici, sulle modalità di organizzazione comunitaria dei due popoli, ma anche sui modi di fare di ciascuno. Personale e collettivo si incontrano, dunque, in una avventura di crescita che mostra la sfida dell’incontro come paragone con il diverso.
Braccati, non compresi, rifiutati, intrappolati… i tre amici decideranno di avventurarsi lontano dalla pietraia per andare nel bosco alla ricerca dei maschi adulti delle marmotte, per cercare di svoltare una situazione che sembra ormai ingovernabile.
Il romanzo si ferma qui, e apre la strada ad altre promettenti vicende, tuttavia il percorso fino a qui non è stato solo preparatorio. La Frölander-Ulf scrive un’avventura che si struttura pian piano, che costruisce spazi fisici, ma si preoccupa anche di intessere una linea temporale che travalica il “qui e ora” per strutturare una trama interessante.
La scrittura gestisce con disinvoltura una portata simbolico-classica importante nei suoi riferimenti, ma che si fa scorrevole in un tessuto dialogico semplice e spigliato.
Le illustrazioni frequenti e molto belle a cura dell’autrice permettono, inoltre, di rifiatare tra i capitoli.
Un romanzo promettente che risulta un’interessante proposta per ragazzi dagli 8 anni.