Concludo un mese di recensioni sul Natale con la proposta di due libri per una fascia d’età più alta (adolescenti/adulti).
Natale è femminile è una raccolta che Eleonora Carantini cura per Donzelli, ricercando e selezionando racconti scritti da donne in un arco temporale che va dal 1871 (Louisa May Alcott, Il Natale di Tilly) fino al 2016 (Ali Smith, Una non-storia di Natale). La curatrice, nella premessa, iscrive il progetto dentro la tradizione che Dickens, grande autore ma anche acuto imprenditore, inaugurò nel 1843 con il primo Canto di Natale, che da quell’anno divenne un appuntamento fisso per i lettori: racconti natalizi venduti come strenne poco prima di Natale. Nel vasto mercato che trasformò questa moda in una tradizione, la Carantini selezione 18 autrici inglesi e americane che hanno percorso questo genere. La più nota è Louisa May Alcott, autrice di Piccole Donne, che fece del racconto natalizio un suo particolare e prolifico filone di scrittura, ma sono molte e spesso dimenticate le autrici che declinarono il loro talento e la loro penna in racconti sul Natale.
La carrellata custodita in queste pagina è varia, per timbro, taglio narrativo, ma anche proprio per lo sguardo personale che ciascuna posa su questa festa.
C’è il Natale vittoriano, il significato religioso, c’è il Natale in guerra, l’insofferenza per il clima sentimentale, ci sono natali ricchi di valori e natali consumistici, natali che ribadiscono il desiderio di una condivisione familiare e natali che accennano addirittura a fantasmi come nella tradizione dickensiana…
Questo volume va a collocarsi idealmente vicino alla raccolta di resoconti di viaggio, curata dalla stessa Carantini, di cui avevo parlato quest’estate e, credo, potrebbe rivelarsi una curiosa proposta per ragazzi dai 13 anni in su, poiché l’ampia curva temporale e i toni molto diversi, offrono uno spaccato dello sguardo sul Natale e ugualmente permettono di incontrare voci femminili di grande valore letterario.
La seconda proposta per grandi è un imponente volume fotografico edito da Marsilio, quasi un’enciclopedia sul Natale: The Christmas book.
Sono stata rapita da queste quasi 300 pagine che risultano un catalogo di aneddoti e di storia culturale, artistica, letteraria e di costume.
Grandi fotografie di opere d’arte, manufatti antichi e di design, illustrazioni, ritratti, pubblicità… Dalle prime manifestazioni artistiche che hanno rappresentato il Natale alla cartellonistica che è nata nel primo Novecento legata agli acquisti natalizi, le copertine delle grandi riviste ma anche antichi stampi in legno per il pane di Natale, francobolli celebrativi, confezioni per i dolci natalizi, edizioni speciali di giocattoli, libri illustrati, sculture, locandine e fotogrammi di film. Ci sono anche tante fotografie che fanno riferimento ad episodi che hanno segnato la storia del Natale: la prima trasmissione natalizia della regina Elisabetta nel 1952, una rara fotografia di una tregua di Natale sul fronte della guerra nel 1914 e la fotografia di un soldato in Vietnam. Le tradizioni si intrecciano e spaziano tra le arti: accanto a miniature religiose dei lezionari appaiono i pupazzi di plastica che hanno (ri)lanciato la moda degli elfi dispettosi, accanto a fotografie di piatti natalizi ci sono carillon in edizioni limitate.
L’organizzazione interna non segue un criterio cronologico, ma spesso le immagini sembrano dialogare sottilmente per pagine gemelle. Sotto ogni immagine un testo essenziale, ma dettagliato, descrive, racconta, dettaglia, creando un universo sfaccettato di episodi, accadimenti e tradizioni. La lettura è godibile e varia, proprio in forza di questa eccentrica organizzazione interna e spazia tra presepi, Babbi Natale, cartoli augurali, decori, renne, pupazzi di neve, elfi, slitte luminarie, Re Magi e parallelamente tra cinema, arte, pubblicità, giocattoli, fumetti, gioielleria, letteratura, fotografia…
Si esce da queste pagine, ebbri, frastornati… incantati!