In questi giorni il nome Atelier Bingo torna a salutarmi frequentemente. Domani al Museo Poldi Pezzoli guiderò un laboratorio-lettura tra le sale del museo, cercando di mostrare ai ragazzi cosa sia lo sguardo dell’artista e uno dei libri che mi accompagnerà è proprio Il grandioso spettacolo del cielo. Non solo. Nell’ambito di Milano Bookcity, mercoledì 13 novembre 2019, da Bonvini 1909, via Tagliamento 1 a Milano è stata inaugurata una mostra dedicata proprio a loro, che rimarrà aperta fino a Natale! Maxime e Adèle, sono una coppia di designer e artisti con uno stile intenso e giocoso.
Sono dunque molto felice di poterli accogliere qui. Vi lascio al nostro dialogo, ringraziandoli immensamente! Grazie!

1. ll vostro stile geometrico e spezzato, strappato innervato dalla forza del gesto artistico ha un innegabile accento decorativo e infatti come designer avete progettato molti lavori di identità e di arredo poi è arrivato Il grandioso spettacolo del cielo: cosa vi ha spinto in questa avventura editoriale?

Siamo stati spinti dall'incontro con le Éditions Amaterra (editori di Dans le ciel, edizione in francese de Il grandioso spettacolo del cielo NdT) che ci hanno proposto di lavorare sul testo molto poetico di Aurélia Coulaty e di realizzarne un libro. Ci piace molto che il testo non sia troppo documentaristico, ma poetico. Quando lo abbiamo letto per la prima volta avevamo già in mente un sacco di immagini. Viviamo in campagna e la natura è molto importante per le nostre creazioni, come i colori delle stagioni, le forme delle foglie, i fiori, i paesaggi…

Prima de Il grandioso spettacolo del cielo avevamo già collaborato con delle marche e degli stilisti, ma questa è stata la prima volta che ci siamo confrontati con un libro per infanzia. Avevamo già avuto progetti di libri più artistici e personali, ma da tempo parlavamo della possibilità di lavorare su un progetto per l'infanzia e quindi avevamo molta voglia di confrontarci con questa sfida.

2. Di voi dite che amate sperimentare e creare lavori astratti, eppure nel vostro libro tutto è molto reale (a parte forse le anime!). Che tipo di lavoro vi ha chiesto questo realismo?

In realtà non ci sembra di aver cambiato il nostro approccio al lavoro, abbiamo cercato di restare il più astratti possibile anche in queste illustrazioni. Pensiamo che i bambini abbiano molta immaginazione e quindi un punto, una linea, delle curve, un tratto possono evocare loro molte cose e che siano molto ricettivi rispetto alle sensazioni evocati dai tratti.

Non abbiamo l'impressione di aver cambiato il nostro metodo di lavoro o di essere più infantili o vicini al mondo dei ragazzi. Abbiamo pensato le immagini con il nostro solito metodo.

3. Il grandioso spettacolo del cielo è uno stupendo esempio di cosa sia lo sguardo dell’artista: lo sguardo di uno che vede le cose a cui di solito nessuno dà più attenzione. Mi raccontate il vostro legame con il cielo?

La possibilità di confrontarci con cielo ci è arrivata grazie al testo di Aurélia Coulaty ed  Éditions Amaterra; pensiamo che anche loro avessero voglia di vedere delle illustrazioni con un approccio più astratto rispetto al cielo.

Un artista forse vede il cielo in modo differente, ma è così anche per i bambini, che hanno un'immaginazione molto forte. I cielo ispira tanto i bambini, per loro è molto misterioso.

Per quanto ci riguarda noi da qualche anno abitiamo in campagna e la natura ci ispira tanto, con le sue variazioni di colore e il cambiamento delle stagioni. Il cielo è qualcosa di piuttosto magico per noi, e anche la relazione con le condizioni meteorologiche è cambiata da quando viviamo in campagna, in pratica siamo più attenti a tutto quello che succede lassù nel cielo.

4. Il mix di collage e disegno crea immagini fortemente imperfette, irregolari. In un mondo dove la perfezione è ricercata quasi ossessivamente che valore ha per voi questa imperfezione?

Noi amiamo i tratti che contengono delle imperfezioni, ed è per questo che a volte per i nostri collage utilizziamo della carta strappata. Quando lavoriamo non utilizziamo degli schizzi o delle bozze, realizziamo direttamente il disegno. Il tratto può risultare quindi  tremolante, definito oppure più marcato. In effetti per noi il tratto è vivo e quando è leggermente imperfetto e grezzo per noi risulta più espressivo. L'imperfezione è un tratto  molto significativo per noi.

Commenti
22 Novembre 2019
Il grandioso spettacolo del cielo – Rassegna stampa – Terre di Mezzo

[…] aprile 2019Radiomamma, 18 giugno 2019Lo Spazio Bianco, 25 giugno 2019Lettura Candita, 9 ottobre 2019Scaffale Basso, 16 novembre 2019Frizzifrizzi, 21 novembre […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.