Guia Risari e Andrea Calisi avevano scritto nel 2021 un albo riccamente illustrato che esplorava come in un catalogo l’atto del bacio (Baci). Cinque anni dopo la stessa coppia di artisti torna con un lavoro che è come se facesse un passo indietro nel raccontare la relazione amorosa, per soffermarsi sui percorsi che uniscono le persone. Sentieri è un albo illustrato dalla lingua rarefatta e dal fortissimo impatto visivo che accompagna il lettore in una dimensione simbolico-esistenziale, dove al centro troviamo un “io” in cammino.
«A volte, lotto contro il vento e sfido il tempo con il mio corpo.
Poi mi fermo ad ascoltare le note del silenzio, che scivolano sulla mia pelle umida»
Le parole che sembrano sussurrate, si trasformano in immagini vibranti, coloratissime, piene che ricordano Gauguin, Van Gogh, Munch, il japonisme…: sono moltissime le citazioni artistiche! Il lettore sente di essere catapultato in giungle lontane, in campagne rigogliose da cui emergono da templi orientali, tra cascate lussureggianti…contemporaneamente piccoli dettagli sembrano suggerire una contaminazione con luoghi più vicini e quotidiani, le strade lastricate e tortuose dei piccoli paesi, i viali puntellati di cipressi sotto il balucinante sole italiano.
La bidimensionalità delle immagini crea piani sovrapposti che suggeriscono sempre una fuga, una direzione, un oltre che travalica il visibile. Le strade rappresentate sono diverse: a volte sono tunnel nel bosco, altre volte sono scorci di rive, sentieri sospesi tra le gole, scalinate mangiate dal muschio o radure raccolti che si aprono tra il folto degli alberi. L’elemento naturale è pervadente: le piante, i tronchi, le chiome i cespugli investono le figure umane, che si accordano alla palette di colori, quasi nascondendosi, come fossero dettagli di un quadro pulsante più ampio.
Gli uomini e le donne rappresentati non sono sempre in movimento, a volte sostano, a volte aspettano… si rimane colpiti da una prima impressione di solitudine, ma, ad una rilettura attenta, si nota che Calisi ha rappresentato molteplici dialoghi silenziosi: lo sguardo teso verso una porta, le spalle volte a una finestra lasciata aperta, dove forse qualcuno attende, un incontro fortuito, un gatto che apre il cammino.
Non si è mai soli sul sentiero.
«Cammino seguendo le meraviglie che abitano il bosco: le foglie scricchiolano, gli animali bisbigliano»
Poi accade che, ad un certo punto, dalla prima persona, “io”, il testo passi ad un “tu”.
«Tu viaggi accanto a me, i tuoi passi accarezzano il mondo. Il sentiero si allarga le gemme sbocciano, i ruscelli mormorano»
Il cambiamento è impercettibile, ma non è un cesura con ciò che è stato narrato prima: è come se il soggetto avesse preso coscienza di quella compagnia schiva che già c’era!
I dialoghi silenziosi continuano tra le pagine, anche se quello che inizialmente era un monologo si è trasformato ora in un dialogo.
«Se ti ritrovo mi fermerò per cantare. So che mi ascolterai. Il cielo resterà immobile»
A differenza di Baci, le persone tra queste pagine non si toccano mai, il legame è qualcosa che travalica il contatto fisico: è fatto gli sguardi fissi, di canti, di passi regolati sulla velocità dell’altro, di slanci intensi per raggiungere qualcuno…
Mi piace la misteriosità che Guia Risari attribuisce alle parole, come se la scrittura fosse intima e personale, e desse per scontato esperienze e aneddoti che i due amanti condividono.
«Mi riposerò in quel luogo che tu conosci bene, a riparo dal mondo e tu sarai lì ad aspettarmi»
Bellissimo albo che racconta l’accadere di un incontro che diventa totalizzante e intimo, purché ce ne si accorga.