L’incanto del mondo, l’ultimo saggio di Giorgia Grilli, nonostante la scelta respingente della copertina (ma perché!?), è un saggio meraviglioso che arriva a dare un contributo sostanziale e importante ad un compartimento dell’editoria che negli ultimi anni ha visto un’espansione e un successo esorbitanti, ma sul quale gli approfondimenti critici erano molto frammentari. Il libro si iscrive in un progetto più ampio che ha visto la sua inaugurazione nella mostra Beauty and the world che nel 2023 accoglieva i visitatori nella biblioteca Salaborsa in concomitanza con lo svolgersi della Bologna Children’s book fair. Io stessa ho visitato la mostra che, grazie a sezioni tematiche ampie e originali, permetteva la consultazione di una selezione di albi divulgativi provenienti da tutto il mondo.
Oltre alla trasversalità geografica, una delle cifre importanti di questo lavoro è il suo essere aggiornato: i titoli sono, infatti, tutti pubblicati negli ultimi venticinque anni con riferimenti a pubblicazioni recentissime, fino al 2025. L’obiettivo del saggio non è dunque offrire una panoramica storica o approfondimenti su un aspetto specifico della letterarietà o dei linguaggi visivi e scientifici, quanto piuttosto fotografare lo stato dell’arte di questo genere nella contemporaneità.
Giorgia Grilli lo dichiara e lo argomenta chiaramente nell’ampia Introduzione: la riflessione, concentrata sulla contemporaneità, mira ad evidenziare i nuovi modi narrativi che hanno cambiato il volto di un compartimento editoriale che solo recentemente ha scoperto ed esplorato timbri e toni differenti e che, fino a poco tempo fa, si muoveva dentro recinti decodificati spesso più affini al libro di testo scolastico o all’enciclopedia che all’albo illustrato.
Questa attenzione alla nuove modalità narrative è ben esplicato nel primo capitolo intitolato Alice dove l’autrice, riprendendo il celebre incontro di Alice con il leone, fa emergere per contrasto il vecchio e il nuovo modo di conoscere il mondo:
«“E questo che cos’è?”. Interviene l’Unicorno, incalzandolo: “Non indovinerai mai!”. Il Leone allora, rivolgendosi direttamente alla protagonista, le domanda: “Sei un animale - un vegetale - o un minerale?”. Come se per conoscere qualcuno ci fosse bisogno di inserirlo dentro una specifica definizione, di etichettarlo per bene, e come se le persone (ma anche le cose, gli elementi, la vita in generale) potessero essere nominate in modi univoci, inequivocabili, rispondenti come tali alla loro natura reale. Prima che Alice possa rispondere, interverrà l'Unicorno, asserendo: “È un mostro fantastico!”».
I nuovi libri di divulgazione sono davvero “mostri fantastici”, libri che spesso svicolano da etichette fisse e riconoscibili per essere qualcosa di indefinibile: accanto al libro sui minerali, abbiamo libri sulla (bio)luminescenza che oltre ai minerali raccontano di funghi, alberi, biotecnologie, mammiferi… come etichettarli?
La studiosa organizza e associa albi di tutto il mondo, utilizzando 11 criteri che riguardano sia la metodologia del racconto sia le tematiche preponderanti, intese però come grandi movimenti più che discipline precise.
A volte il centro aggregante è costituito dalle strutture interne (inventari, immaginari, concept book…), altre volte le riflessioni indugiano sulla forma del libo (dimensioni, fustellature..), altre ancora le osservazioni su un tema - i “sensi”, ad esempio - travalicano il contenuto dei cinque sensi per ragionare sulla possibilità di esplorazione sensoriale del lettore.
I legami semantici che si instaurano sono dunque trasversali e prediligono l’impostazione profonda (sensi, dimensioni, movimento, spazio, tempo…) al tema disciplinare. Nel capitolo “movimento”, ad esempio, si trovano libri che riguardano in qualche modo il viaggio, ma anche le capacità di movimento del corpo, il movimento degli eventi atmosferici come le onde o le nuvole e tutto ciò che riguarda i mezzi di trasporto.
In Dimensioni, numeri, misure vengono presentati libri giganti e minuscoli, nella loro significazione, ma anche tutti quegli albi che in un modo o nell’altro descrivono la misurazione del tempo, della velocità, o hanno scelto punti di vista ed osservazioni inusuali.
Le categorie appaiono, dunque, molto elastiche e e possono contenere al loro interno albi che non necessariamente si sarebbero associati alla divulgazione, ma che per modalità narrative o per struttura vi rientrano. Ne è un esempio il bellissimo albo A che pensi? che viene incluso nella categoria del Visibile/invisibile o Passi da gigante incluso in Dimensioni, numeri, misure.
Il volume - che è un pozzo di scoperte! - ha come obiettivo quello di documentare il cambiamento in atto nel mondo della letteratura illustrata divulgativa nella prospettiva di uno sguardo mondiale e quindi globale. I titoli presenti in gran numero sono spesso citati e mostrati perlopiù attraverso le copertine, ma non presentati e analizzati. La sezione Sullo scaffale che conclude ogni capitolo ne indaga alcuni più analiticamente, ma il lavoro risulta prevalentemente un aggiornamento bibliografico, il cui fine è documentare più che scomporre o presentare specificatamente un’opera. La presentazione forse più dettagliata è quella che la studiosa Ilaria Dindelli aggiunge, come in appendice, nella sezione Unico nel suo genere.
Giorgia Grilli è precisa e puntuale nel suo argomentare il lavoro che si cela dietro queste pagine: la sua scrittura è sempre limpida ed ogni ragionamento, anche quando complesso, è guidato da quella chiarezza che è propria degli studiosi che sono giunti ad una sintesi, specchio di una nitidezza di pensiero.
Non siamo, tuttavia, di fronte ad una proposta divulgativa rivolta al largo pubblico, ma ad uno strumento critico che nella vastità di proposte considerata identifica peculiarità di approcci e scelte ricorrenti che definiscono le caratteristiche di un determinato genere e fermano lo stato degli studi ad un punto preciso della storia.
La qualità delle immagini e della stampa è eccellente e la lettura saprà accompagnare il lettore con fascino, tra più di 500 proposte.
Un libro denso, tosto e di cui c’era bisogno!