
PiNo – Scaffale Basso
Dopo una coppia preziosa di quaderni di osservazione e riflessione naturalistica dedicata al mare l’anno scorso sono arrivati sullo scaffale della collana PiNo (Piccoli Naturalisti Osservatori) due volumi quasi paralleli come impostazione, dedicati ai boschi e alle montagne.
Il primo, Rimanere sul sentiero. Note naturalistiche per escursionisti felici, è dedicato al riconoscimento, alla lettura e all’interpretazione delle tracce in montagna. Il secondo, Rane, rospi e tritoni. Gli anfibi e l’arte della trasformazione, è una sorta di monografia dedicata ad alcune creature schive, ma molto presenti nell’ecosistema montano: gli anfibi, appunto.
L’indicazione del titolo di “rimanere sul sentiero” si traduce nella scoperta che proprio sul sentiero, o poco accanto, si possono rintracciare tracce che testimoniano la presenza di uccelli, mammiferi, insetti che vivono nel mondo (il bosco) che in quel momento stiamo attraversando.
Il testo nasce dalla osservazione della zoologa Elisabetta Tosoni specializzata in fauna alpina, in dialogo con l’illustratrice naturalista Elisabettta Mitrovic, non a caso illustratrice del volume parallelo dedicato alle tracce sulla spiaggia!
Il volume non è organizzato chiaramente in capitoli, ma affronta a 360° gli argomenti, inanellandoli uno dopo l’altro e alternando osservazioni che documentano la presenza di animali all’invito artistico a fermarsi per ritrarre e disegnare.
Con facilità i lettori apprenderanno i primi rudimenti per riuscire a disegnare il volo di una farfalla o il profilo di un grande ungulato, ma nello stesso tempo riusciranno a riconoscere le fatte (le cacche) che lungo il sentiero rivelano il passaggio di una lepre, di una volpe, di un istrice, di un camoscio o di un tasso.
Non c’è un interesse esclusivo per gli animali: sono tanti gli inviti ad osservare gli alberi, i frutti, i semi che mangiucchiarti ci raccontano del nutrimento di uccelli, insetti o scoiattoli… elementi che comunque meritano di essere guardati per la bellezza delle loro forme e dei loro colori.
Fotografie e disegni sono integrati e sovrapposti tra le pagine in un mix che caratterizza frequentemente i volumi di questa collana .
Questo allegro disordine richiede, preferibilmente, una lettura unitaria, poiché difficilmente ci si riesce ad orientare alla ricerca di una singola nozione, sarà invece possibile farlo a partire da una seconda lettura.
Il volume sugli anfibi è invece un volume sistematico che affronta un argomento specifico in modo più strutturato. Si apre sull’anatomia per passare alle strategie riproduttive, racconta le fasi di trasformazione e le tecniche di caccia, si conclude raccontando delle strategie di difesa e mimetizzazione.
Il libro ha, dunque, una finalità più spiccatamente scientifica, anche se non mancano suggerimenti per il disegno.
La scelta di un argomento affascinante, come quello della metamorfosi, che viene però allargato, superando il discorso sulle “scontate” rane, per parlare anche di rospi e tritoni è ammirevole perché introduce creature schive ma presenti e preziose. La scrittura del biologo Federico Gemma, autore e illustratore del volume, è scorrevole e chiara e anche i nodi scientifici sono spiegati con chiarezza e semplicità, anche grazie ad una scelta di tono partecipato che testimonia la passione dell’autore. Le illustrazioni sono pertinenti e perfette nel dialogare ed esplicitare il testo.
Una coppia di quaderni che potrà fare compagnia ai giovani lettori nelle loro esplorazioni montane!