«Un mantello bianco ricopriva la vallata. Il nevischio aveva lasciato posto alla neve, su cui si disegnavano le tracce di mille diversi cammini. Il vento gelido portava nuove storie… Anja e i suoi amici erano rientrati a casa il giorno prima. L’avevano trovata congelata, come si fosse intorpidita per il freddo»

Ritrovarsi dopo anni in una storia di Gaya Wisniewski restituisce quella sensazione che avevo avuto già nell’incontrarla: si viene assaliti dalla malinconia, nella consapevolezza che i personaggi hanno vissuto una vita mentre eravamo lontani da loro. Anche quest’avventura infatti si apre misteriosamente con il riferimento ad un ritorno a casa dei nostri amati protagonisti: dove sono stati fino ad allora? 

Nella grande casa accogliente si ritrovano tutti insieme, tirano fuori le coperte pesanti, ognuno riapre la propria stanza, ci si sistema comodamente, si accendono le luci a petrolio, si tirano fuori gli scialli di lana dai cassetti, ci si gode un buon libro accoccolati al caldo oppure si decide di addobbare il bosco intorno a casa…

«Alexa era ritornata nella sua roulotte, accanto al lago dai mille riflessi, nel Bosco Perduto… La solitudine le era mancata. […] Come ogni anno decorò con molti addobbi il sentiero che portava dal lago alla casa di Anja… Sapeva che i suoi amici ne sarebbero stati felici, soprattutto Mirko»

Questa compagnia di amici che si ritrova, dedita all’ascolto reciproco e al tentativo di far sentire bene gli altri, è accogliente ed invidiabile. Questo racconto ugualmente ambientato in inverno - come il primo - ci regala uno scorcio esplicito della preparazione del Natale, non a caso il titolo è Natale a casa di Anja.

Ritroviamo personaggi già noti, come Mirko il gatto esuberante della prima storia, ma appaiono anche nuovi personaggi come Vladimir, che si accoccola nella sua stanza nido, e due piccoli ricci, indecisi tra il dedicarsi al sonno ristoratore del letargo o partecipare alla grande festa di Natale.

«“Ma…il Natale che senso ha?” “[…] è una sera speciale. Quando saranno arrivati ve ne accorgerete. Ci sono cose che non si capiscono finché non le si vivono”»

Ognuno è impegnato in qualcosa di unico e preciso; c’è chi si occupa dell’albero, c’è chi decide di dedicarsi ai dolci, chi prepara gli addobbi, chi i biglietti...

Sono tanti e diversi i gesti che si accavallano nei giorni che precedono il Natale e l’autrice li descrive in modo semplice e preciso (molto bella e accurata la traduzione della Carminati!): rimane un’ampia attenzione alla preparazione dei cibi che contribuisce a creare un immaginario natalizio olfattivo e gustoso.

Tutti pensano a fare qualcosa per gli altri: c’è chi rifinisce le calze ricamate da appendere al caminetto, chi prepara i dolci, chi addobba la casa, chi recupera i vestiti adatti perché gli amici possano essere eleganti, chi porta pacchetti, chi arriva inaspettato e c’è anche chi pensa a una storia da leggere tutti insieme dopo i festeggiamenti. Tutti sembrano essere al lavoro… per gli altri!

Al centro del Natale non c’è né Babbo Natale né Gesù bambino, ma una celebrazione dello stare insieme.

«Il Natale è proprio questo: è il piacere di stare insieme e di condividere ciò che si ha» 

Il volume che si presenta corposo, nelle sue 64 pagine, è ampiamente illustrato dalla Wisniewski e quindi adatto anche ai bambini più piccoli come lettura condivisa prenatalizia. 

Natale a casa di Anja Gaya Wisniewski - Chiara Carminati (traduzione) 64 pagine Anno 2025 Prezzo 20,00€ ISBN 9791280694270 Editore Marameo
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