Inseparabili è un racconto illustrato che nasce dal cuore, dall’esperienza e dal lavoro di una coppia artistica poco appariscente ma assai brava, quella costituita da Jacopo Bruno e Francesca Leoneschi. I due che lavorano da anni nell’editoria, occupandosi di grafica, design e illustrazione (Iacopo Bruno) con World of dot, si dedicano per la prima volta ad un progetto congiunto di cui firmano testo, illustrazioni e impaginazione. Faccio questa premessa, perché è evidentissimo, al primo impatto, che il libro nasca da un’esperienza e da una progettualità che non riguarda solo parole e immagini, ma anche il libro come oggetto. Le pagine di questo libro testimoniano un’attenzione precisa all’impaginazione, al design dei caratteri, alla scelta dei decori e delle greche, alla numerazione della pagine, alla colorazione delle pagine, ai paratesti e poi al ritmo calibrato nella relazione immagini e testo.
Si ha quindi un’impressione di estremo zelo e ci si bea di avere tra le mani un oggetto curato nei minimi dettagli.
Il lavoro di Jacopo Bruno è eccellente e documenta la sua dedizione attraverso i bozzetti preparatori e le prove di lettering che si trovano appendice. Se la qualità delle illustrazioni di Bruno è nota, tuttavia emerge in queste pagine qualcosa che era rimasto celato - almeno ai miei occhi - nelle opere precedenti ovvero l’amore di Iacopo Bruno per il mare. Questo racconto lungo è, infatti, ambientato nelle profondità degli abissi marini e le creature che si muovono in questo universo sono ritratte perfettamente, ma con una sintonia che va oltre il “bel disegno”. Quelle che inizialmente appaiono come abbellimenti formali o decorativi, in realtà, ad un occhio attento, mostrano di appartenere ad una riflessione visiva sulle forme delle creature marine, il movimento, i decori residui, le calcificazioni del mondo naturale. Siamo dunque di fronte a una bellezza e a un fascino che non sono dati da una trasfigurazione, ma da un realismo, nato da una passione, dove i coralli, i balani, i serpulidi, le alghe in movimento diventano decori unici.
Ma arriviamo al testo che avrebbe potuto essere la parte più debole del progetto. In realtà la coppia Leoneschi-Bruno costruisce un racconto ben scritto che pesca dalle grandi tradizioni dei viaggi nell’aldilà da Dante fino a i recenti alle recenti prove di Frances Hardinge.
Il tema dell’aldilà, del passaggio attraverso il velo della vita verso gli abissi (pensate al viaggio dantesco) si intreccia ai tanti viaggi introspettivi e iniziatici (catabasi), tra cui spiacca Alice.
Anche in questo racconta il protagonista, Ichi, cercherà un confronto con la morte per capire se stesso e crescere.
Ichi, ultimo figlio del sovrano polpo che governa sotto il mare, sta cercando un modo per strappare il padre alla morte, incarnata da una creatura dalle sembianze di medusa con un’affascinante chela rosso corallo, al posto della falce. La storia avanza tra illustrazioni di partecipazioni di morte, notizie sulle gazzette ufficiali e biglietti ricordo del sovrano scomparso, ma a dominare è il dolore di Ichi che si sente orfano e abbandonato. Il suo viaggio nel “sottosuolo” corrisponderà, infatti, ad un viaggio all’interno della tristezza di Ichi che, nel vedere scomparire il padre nelle profondità dell’abisso, aldilà della rocca delle anime, che è un baratro che oltre il quale si spingono i corpi delle creature marine che muoiono, decide di seguirlo.
Nell’abbandonarsi al buio della fine del mondo, Ichi intreccia il suo destino con quello di una bambina, Lucy, intrappolata nell’abisso in seguito ad un naufragio. Questa pallida amorevole creatura, uscita finemente da un universo vittoriano, ha perso il suo cuore, strappatole nel naufragio, e quel cuore ella cerca ancora, tra le ombre dello scheletro della nave che è diventata la sua tomba. Il testo parla di una sintonia che nasce immediata, probabilmente nello spazio di un dolore condiviso e che diventa subito intenso tra il polpo e la bambina. I capitoli che seguono sono un intrecciarsi della ricerca del cuore di Lucy e del padre di Ichi, che simbolicamente raccontano della rielaborazione del lutto e della scoperta di un cuore nuovo, all'interno di un rapporto di amicizia o amore: non a caso Lucy ha un vero e proprio buco nel petto, in cui spesso Ichi si rifugia.
La scoperta è un invito, come recita l’esergo:
«Quegli amici che hai la cui amicizia hai già messo alla prova, arpionali alla tua anima con uncini di acciaio»
La narrazione è lineare e ben orchestrata, le scene si susseguono velocemente, senza particolari approfondimenti introspettivi, ma l’effetto è di un equilibrio ben calibrato di lingua e lessico.
Il finale lascia aperte molte strade e chissà mai che non ci sia la possibilità di incontrare di nuovo questi amici.
Un racconto in capitoli dal fascino ammaliante!
Dai 9 anni.