Amos Perbacco è un personaggio adorabile che ha fatto breccia nel mio cuore nel 2010 quando è uscita la sua prima avventura, primo albo illustrato della coppia Erin e Philip Stead, che con gentilezza e calma si sono presentati al mondo con una storia con al centro un uomo anziano (!). Amos è il custode di uno zoo, ma in realtà è principalmente un uomo gentile che si prende cura amorevolmente dei suoi animali, in un rapporto che definirei filiale. La stessa gentilezza e la stessa pacata attenzione “su misura” che Amos ha per ognuno si ritrovano in ogni volume della serie ed è facile intuire come i due artisti desiderino ogni tanto tornare in questo universo narrativo, anche solo per godere del benessere che questi personaggi generano intorno a loro.
Nell’ultima uscita, Amos Perbacco aspetta la neve, si racconta non di una movimentata giornata sulla neve, ma dei giorni di attesa trepidante dell’arrivo della neve.
I lettori affezionati a questa compagnia di amici (Amos, l’elefante, il rinoceronte, la tartaruga, il pinguino e il gufo) ritroveranno anche in questa storia invernale lo stesso calore, la stessa accoglienza, gli stessi gesti solleciti degli episodi precedenti. Che bellezza!
Sono giorni che Amos attende che la radio comunichi che è in arrivo la neve e il giorno finalmente è arrivato. Non ci stupiamo che l’anziano custode sferruzzi e neppure che per l’occasione abbia preparato qualcosa per tutti:
«un berretto con il pompom all’elefante (che ne aveva sempre desiderato uno uguale al suo)»
«una nuova sciarpa al rinoceronte (preoccupato che quella vecchia fosse troppo leggera per l’inverno)»
C’è una malinconia mista a placidità nei volti degli animali, che è data dal loro essere longevi (vecchietti?), ma anche dal loro essere specchio della pacatezza di chi si prende cura di loro. I gesti, precisamente dettagliati dalle immagini, riecheggiano questa impressione: la mano mollemente appoggiata sul dorso, lo sguardo concentrato e partecipe della sorpresa dell’altro, ma anche il volto pensieroso rivolto alle nuvole… che non vogliono far scendere la neve. Lo stesso tratto è fine, sottilissimo, tutto il contrario del prepotente e del grossolano: sembra sussurrare!
Tutto in questa pagine racconta l’attesa che è tutto tranne che vuoto e noia: è desiderio di fare silenzio e di scrutare attentamente.
E quando finalmente nevica?! Beh è il momento di divertirsi a modo proprio e di condividere il proprio “su misura” con gli altri, in una moltiplicazione di felicità con diversi accenti… che però prevedono tutti una cioccolata calda con i marshmallow!
Il mondo di Amos Perbacco è davvero capace di accogliere i lettori uno spazio di calma e di pace come difficilmente altri albi riescono a fare. La frenesia, la performance, l’agitazione scompaiono nelle retrovie e i ponderati gesti che si susseguono donano una serenità invidiabile.
Un personaggio da conoscere!