Quando la cara collega Roberta Favia scrisse, qualche mese fa, la recensione di Traslochi d’artista di Ericavale Morello rimasi sconcertata dal fatto che raccontasse di aver fatto nella sua vita undici traslochi. Undici traslochi?!?

Il mio stupore era legato al fatto che invece io, di traslochi, nella mia vita non ne ho fatto nemmeno uno, se si esclude il passaggio dei miei scatoloni di ragazza da casa dei miei genitori a quelle di casa mia.

L’unica esperienza di spostamento di beni riguarda le mie estati, perché nel trasferirmi da casa verso il luogo di villeggiatura la prima cosa che preparo sono sempre le scatole dei libri (oltre - certo - a una miriade di valigie). Nulla di traumatico: anche se in realtà sono sempre molto preoccupata che qualcosa possa rovinarsi…. Non riesco dunque a immaginare cosa effettivamente si debba provare nel pensare di spostare tutta la propria casa da una parte ad un’altra.

Pur non sapendo molto di traslochi, posso però dire che questo secondo libro della Ericavale Morello dedicato all’arte sia ben riuscito. Era una grande sfida perché dopo un primo volume, Vendesi casa d’artista, molto caratterizzato e particolare, rimanere nello stesso ambito senza risultare ripetitivi poteva essere una grande sfida.

L’autrice e illustratrice, invece, riesce nel suo intento, perché, pur ri-mettendo al centro gli artisti, pur basando la forza della sua narrazione sull’ironia, riesce a mio avviso a cogliere un aspetto della storia dell’arte significativamente differente da quello affrontato nel primo volume.

Se in Vendesi case d’artista la riflessione riguardava la biografia degli artisti, la loro poetica e quindi in fondo il loro essere, Traslochi d’artista la riflessione si sposta da una certa staticità (“io sono...”) ad un movimento che si traduce nella riflessione del gesto dell’artista (“faccio così”).

Con lo stesso piglio spiritoso la Morello immagina di compilare un catalogo di annunci di traslocatori che presentano al pubblico i propri servizi e le peculiarità con cui le svolgono.

«Ci occupiamo con precisione ingegneristica di trasporti nazionali e internazionali. La nostra squadra di operai scrivani è specializzata nella catalogazione degli oggetti in codice vinciano, scrittura speculare che garantisce un elevato livello di privacy. Nel nostro parco mezzi d'avanguardia la mostruosa carrucola, la catapulta, il terribile carro, la macchina aerea e persino la bicicletta»

«La ditta veneziana più raffinata sul mercato: lo staff indossa elegantissime divise in merletto e le scatole e scatolette da imballo, impreziosite da intarsi barocchi, stucchi dorati e pietre preziose, sono decorate sul coperchio con il ritratto del cliente. Sono talmente belle che diventeranno parte del vostro arredamento! La nostra specialità sono i traslochi in laguna, grazie a una ricca flotta di antiche gondole, sempre revisionate»

Ogni artista si premura dunque di raccontare qualcosa del modo con cui svolge il mestiere per cui potrebbe essere interpellato. Nelle 6-10 righe righe che l’autrice “concede” ad ogni artista, i riferimenti ad opere precise si intrecciano alla modalità con cui l’artista lavorava (sperimentazioni tecniche, predilezione per la street art…) e diventano l’espediente per riflettere sul modo con cui l’artista ha conformato la sua arte.

A questo si aggiunge un “apparato” che riproduce i giudizi che il pubblico può liberamente dare, come se ci trovassimo dentro un vero e proprio motore di ricerca, con tanto di stelline e media dei voti. I nomi degli “clienti verificati” sono modificati ad hoc ma trasparenti per chi conosca il mondo dell’arte e della letteratura e il lettore potrà sbellicarsi nel leggere i giudizi e le osservazioni, dati da contemporanei, ma non solo!

Giulio II commenta in modo ambiguo il servizio dei «traslochi Michelangelo», e László Tóth (noto per aver vandalizzato con un martello la Pietà di Michelangelo nel 1972), rincara, dichiarando che «il mio trasloco ha fatto pietà!»

L’impaginazione e la progettazione della pagina determinano il grande successo di un libro composito che risulta capace di fare il verso ai social in modo competente e divertente.

Ben ideata anche l’appendice finale con gli «oggetti smarriti» dove vengono offerti alcuni spunti biografici dei singoli artisti presentati.

La capacità di muoversi entro un corpus di artisti, completamente differente da quello del primo volume, e l’acutezza che l’autrice mostra nell’indagare con ironia tutti questi nuovi protagonisti testimonia una profondissima conoscenza dell’arte, perché per saper scherzare su un argomento con competenza, bisogna essere probabilmente doppiamente ferrati!

Le illustrazioni ampie che occupano la maggior parte delle pagine trasfigurano alcune opere celeberrime grazie al movimento dell’immaginato trasloco con armonia e, pur nella coerenza illustrativa dello stile della Morello, risultano perfettamente riconoscibili.

Il libro si rivela un ricchissimo libro che farà impazzire gli appassionati d’arte adulti e che può trasformarsi in una riflessione interessante sulle peculiarità stilistiche di ogni artista.

Un lavoro sorprendente.

Traslochi d’artista Ericavale Morello 64 pagine Anno 2025 Prezzo 24,90€ ISBN 9791254642078 Editore Camelozampa
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