Il mondo dei giornalini e dei periodici ha segnato in modo molto importante la cultura italiana per l’infanzia. L’impatto de Il corriere dei piccoli, La vispa Teresa, Il pioniere, Il giornalino… è stato cruciale sia per quanto riguarda la diffusione della letteratura (molti romanzi sono usciti a puntate in questi settimanali!) sia per quanto riguarda la circolazione della lingua italiana (molti diffusero l'italiano in una società dialettofona), inoltre i “giornalini” hanno contribuito a diffondere il fumetto e un certo clima spensierato che nella scrittura per bambini non era così scontato.
Prodotti di questo tipo credo siano ancora oggi estremamente interessanti e importanti. L’idea di una pubblicazione che arriva a intervalli regolari, reale, dedicata… è una scelta netta e forse controcorrente per accompagnare i bambini alla riscoperta di un divertimento pratico e manuale.
Le riviste infatti occupano una zona grigia tra i libri e l’intrattenimento che sempre più facilmente viene delegato a device o a contenuti digitali.
I periodici contengono infatti attività e giochi che rimettono al centro una dimensione di realtà e di fisicità, da cui spesso i bambini nella contemporaneità sono allontanati. Inoltre, i diversi numeri si legano a ricorrenze o celebrazioni particolari e rilanciano i lettori in una consapevolezza del tempo che vivono: Natale, autunno, estate, Pasqua…
Anche l’idea stessa di ricevere per abbonamento qualcosa è inusuale per i bambini abituati ad un mondo ampiamente virtuale.
Tuttavia, a fronte di tutti questi vantaggi, il grande “nodo” è sempre stata la qualità illustrativa e progettuale delle moderne riviste per bambini, che, a volte, nella produzione seriale è stata ritenuta superflua.
Sono stata molto contenta, dunque, di vedere che Uppa ha deciso di portare in Italia una delle riviste dello studio inglese Anorak, che da anni si occupa di periodici per bambini e progetti creativi, con una grande attenzione al coinvolgimento di illustratori e autori di talento: dot.
Dot. è un giornalino rivolto ai bambini dai 4 ai 7 anni, coloratissimo, vitale ed energetico. Grazie ad una cornice ricorrente progettata da Anna Dunn con al centro Dot (un bimbetto gioioso) e Pat (una sorridente tartaruga), i bambini saranno sempre certi di ritrovarsi tra amici conosciuti che li guideranno dentro ogni nuovo numero.
Tra le pagine si alternano attività, giochi, barzellette, canzoni, fumetti… affidati ad altri illustratori “fissi” come Anouk Ricard, famosa fumettista francese, ma anche a contributor come Gaston Caba o Elliot Kruszynski.
La varietà è sicuramente un punto di forza della rivista che chiede di essere vissuta intensamente, proponendo ai bambini di colorare, immaginare, disegnare, strappare e ritagliare…
Ogni spunto è accuratamente proposto e graficamente chiaro. Anche le attività che prevedono una progettazione al di fuori della rivista sono accompagnate da fotografie eloquenti che permettono un’autonomia nella gestione del materiale e nella costruzione del lavoro.
Le stesse attività tradizionali come la coloritura o il disegno diventano spunti per l’esplorazione personale della propria immaginazione («disegna qui la persona, l’animale e la cosa che ami più di tutto»), a cui si aggiungono giochi come il labirinto, la deduzione dell’identikit, la numerazione... perfetti per le competenze cognitive e manuali dei bambini di quella fascia d’età.
Tra le pagine si trova un clima molto gioioso e accogliente: c’è una sezione dedicata alle canzoni - selezionate tra quelle più comuni nel repertorio delle canzoni popolari italiane - e c’è anche una doppia pagina dedicata alle barzellette, che certamente farà la gioia dei bambini che iniziano a scoprire l’ironia e le implicazioni polisemantiche delle parole. Non mancano gli inviti a godersi gli spazi esterni o a preparare “sorprese” da mangiare (nel numero 1 c’è una ricetta per preparare il riso arcobaleno).
Un altro elemento importante è che non siamo di fronte ad uno di quei prodotti usa e getta, perché nella rivista rimangono proposte di lettura, nella forma di minifumetti anche senza parole, approfondimenti divulgativi (sul riso, ad esempio) e anche un gioco di società (scale e serpenti) che rende la rivista uno scrigno di divertimento portatile.
Il numero speciale 0 e il numero 1 mi sono sembrati molto interessanti e credo possano essere un bel regalo da fare a bambini tra i 4 e i 7 anni.
Ciao Gloria. Secondo me la rivista può essere apprezzata autonomamente fino all’inizio dei 7 anni, poi diventa obsoleta. Mentre trovo che 2-3 anni sia un’età azzardata, a meno di lasciare la rivista completamente in mano all’adulto. L’età perfetta è 5-6 anni.
Buonasera,
Volevo chiedere un informazione in merito alla rivista dot. Ho visto nel suo post che viene indicata la fascia d’età 4-7 anni ma se vado sul sito uppa hanno indicato la fascia d’età 2-5 anni. Può fornirmi indicazioni in più in merito all’età.
Ringrazio
Cordiali saluti
Gloria