Ogni volta che la coppia Dahman e Digard si cimenta con la fiaba, rimango sempre sorpresa dal risultato (qui trovate i libri precedenti). Anche con La strega civetta, i due studiosi intrecciano, sapientemente figure che appartengono a fiabe di diverse tradizioni in una narrazione unica: difficile non pensare a Jorinde e Joringel dei Grimm, ma anche ai racconti della tradizione dell’Oceania con al centro il mostro Tamatoa e ai miti scandinavi del Kraken. I topoi fiabeschi come la trasformazione delle streghe, gli anelli magici, la schiavitù attuata tramite la parola magica si intrecciano ad elementi che fanno parte della matrice storica come la dimensione femminile del mondo delle streghe e la ricerca della libertà. Queste suggestioni multiformi,vengono tenute saldamente insieme  dall’interpretazione magistrale di Júlia Sardà che armonizza suggestioni antiche della tradizione russa, come la Baba-Jaga e i boschi di betulle, alle onde grafiche e impetuose degli artisti giapponesi come Katsushika Hokusai, fino a giungere alle citazioni astratte che appartengono alla tradizione norrena.

Un intreccio di voci e immagini che risulta sorprendentemente coerente, coeso e rispettoso della tradizione orale, tanto che l’impressione del lettore è di trovarsi di fronte alla versione di una fiaba originale, narrata da qualche voce ottocentesca. 

Quella che, invece, incontriamo tra le pagine è una storia ben costruita, ma nuova e originale. 

«Lontano, molto lontano, a Sud c’era un’isola, fredda e remota. Le sue ripide scogliere erano avvolte da un fitto manto di nebbia le onde scure ne sferzavano le coste. Là, appollaiata in alto sul mare, si trovava una solitaria casetta di legno. In quella casa viveva una donna che la gente chiamava la strega civetta»

La fiaba racconta di questa donna che come tutte le streghe è libera, fedele alla verità, anche se per questo non è amata da tutti nel suo paese. La Strega Civetta vive condannata alla solitudine fino a quando, un giorno, una ragazza le porta un invito. Nur è una ragazza che per salvarsi dall’annegamento ha stretto un patto di schiavitù con un mostro degli abissi, Nerinchiostro, collezionista di tesori e di talenti, che ora desidera mettere le mani sulla Strega Civetta. L’amicizia e l’intesa tra le due donne, nasce spontanea e si basa sul desiderio vigoroso di una libertà integrale, un’unità di cuore e di intenti.

Ma Nur è solo una messaggera, dovrà sparire poco dopo, e la Strega Civetta sarà libera (o meno) di accettare un invito che tanto sembra una trappola. Sarà proprio il ricordo di Nur e della sua schiavitù a spingere la strega ad accettare. In una illustrazione meravigliosa che la Sardà riesce a illuminare della luce della luna, la Strega Civetta attraverserà il confine liquido dell’acqua per accedere al mondo carnevalesco eccentrico, mostruoso e misterioso del regno di Nerinchiostro, sull’orlo di un baratro. Il confronto con il mostro crudele non provoca nessuna esitazione nella Strega Civetta che accetta di partecipare a un gioco per liberare Nur:

«“Qui dentro metterò due foglietti ripiegati. Se peschi quello in cui c’è scritto VITA, ti riderò il cuore di Nur ed entrambe potrete andarvene da qui senza che vi sia fatto alcun male. Ma se peschi quello che dice MORTE, mia cara, sarai anche tu al mio servizio per cento anni. È una buona proposta?» 

L’espediente che la Strega Civetta escogita per uscire dalla trappola è impeccabile.

La furbizia, la resilienza, l’apparente assecondare l’egotismo cieco del potere si mostrano come la strategia migliore perché la verità e la bontà delle scelte possa emergere. La fiaba è affascinante perché nel suo mix eccentrico rimette al centro le grandi domande dell’umanità: la libertà, la sorellanza, la verità, il coraggio. Tutto è reso indimenticabile e affascinante dalle illustrazioni della Sardà: l’ambientazione autunnale, l’universo di erbe, animali, oggetti, decori, ninnoli, gli sguardi e i gesti dei protagonisti… tutto concorre a rendere misteriosa ogni pagina. L’ennesima fiaba di questo trio che per me è tra i più bravi narratori di fiabe contemporanee.

La strega civetta Myriam Daham - Nicolas Digard - Júlia Sardà - Clara Serretta (traduzione) 48 pagine Anno 2025 Prezzo 18,00€ ISBN 9791222109886 Editore Gallucci
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