Per parlarvi della forza dei libri e della letteratura, in questo giorno che la celebra, oggi vi presento un libro del 1984 che rappresenta, per me, l’emblema della fascinazione delle storie. I misteri di Harris Burdick è un libro catalogo misterioso e perturbante firmato Chris Allsburg, notissimo autore e illustratore di storie che hanno segnato l’immaginario statunitense dentro e fuori dalle pagine.
La malìa di quest’albo illustrato è creata magistralmente dall’introduzione:
«Trent’anni fa un uomo chiamò l’ufficio di Peter Wenders, presentandosi come Harris Burdick. Il signor Burdick spiegò che aveva scritto quattordici racconti e per ciascuno aveva fatto molti disegni. Ma aveva scelto di portarne con sé uno solo per ogni racconto, in modo che Wenders potesse valutare il suo lavoro. Peter Wenders rimase affascinato da quei disegni e disse a Burdick che gli sarebbe piaciuto leggere i racconti il mattino dopo. Così Burdick lasciò a Wenders i quattordici disegni. Ma non tornò l'indomani. Né il giorno dopo. Di Harris Burdick non si seppe più nulla. Negli anni a venire, Wenders provò a scoprire chi fosse quell'uomo e che cosa gli fosse accaduto, ma a nulla valsero i suoi sforzi. A tutt'oggi Harris Burdick è una figura avvolta nel mistero. Ma la sua scomparsa non è l'unico enigma da risolvere. A quali storie si accompagnavano i disegni? Ci sono alcuni indizi. Per ogni immagine Burdick ha scritto un titolo e una didascalia. […]»
Chris Allsburg si fa Harris Burdick e senza aggiungere parole, ci trascina tra le pagine dell’immaginato faldone di questi documenti.
La misteriosa e affascinante vicenda si dipana in 14 illustrazioni che rappresentano altrettanti fotogrammi di storie: istantanee strappate ad un narrazione più ampia, istanti rubati a qualcosa che esubera quell’immagine avanti e indietro.
Non può essere tutto lì! Cosa sta per accadere? Cosa è appena accaduto? L’ingaggio del lettore è immediato.
La sensazione è a metà tra il disturbante - avete in mente il fastidio che si prova quando si vede una piastrella messa al contrario in un disegno coerente? - e il brivido colpevole di aver intravisto di nascosto qualcosa che non era permesso vedere.
Le illustrazioni occupano ordinatamente le pagine di destra, sulla sinistra, nel bianco riquadrato della pagina, si trovano un titolo e un sottotitolo che corrisponde ad un estratto della ipotetica storia di Burdick.
Sono sottili i pertugi che Allsburg crea: piccoli varchi che la scrittura suggerisce nel suo essere elusiva, scarti che le immagini generano nella relazione con le parole. I meccanismi sono diversi, ma l’effetto è il medesimo: quello di trovarsi sul bordo vertiginoso di un baratro, l’istante prima di una caduta che non si sa dove porterà.
«Archie Smith, ragazzo prodigio.
“È lui?” chiese una vocina»
Accanto a queste poche parole, si vede un ragazzo addormentato, una finestra aperta e delle luci tondeggianti che entrano dalla finestra. Basta.
Accanto a questo, che potrebbe risultare l’incipit di una storia fantasy, altre parole conducono il lettore sul confine del orrorifico.
«Sotto il tappeto.
Passarono due settimane e accadde di nuovo»
In questo caso è la reiterazione, che suggerisce un climax di cui il lettore coglie un frammento che non è nemmeno il primo, a incuriosire in modo inquietante il lettore. Cosa sarà successo prima? E l’immagine, che descrive qualcosa a cui le parole non alludono, amplifica il pertugio: perché quel signore sta lanciando una sedia? Che creatura nasconderà il tappeto? È l’ignoto a scatenare la sensazione di perturbante.
«Lanciò con tutta la sua forza, ma il terzo sasso rimbalzò all’indietro»
In questo caso, è ancora la parola a scatenare immediatamente nel lettore una ricerca delle ragioni che giustifichino l’impossibile: come può un sasso tornare indietro? Perché?
Altre volte è l’immagine a raccontare l’incomprensibile:
«Se ci fosse una risposta, la troverebbe qui»
Accanto a questa frase apparentemente semplice e comprensibile, l’illustrazione ritrae uno scorcio che sembra uscito da un film di Miyazaki: dei bambini seduti su un vagoncino di un treno con una vela sono sospinti su una rotaia che scorre in mezzo al mare e di dirige verso un banco di nebbia. Chi è il soggetto? Dove si trovano i bambini? Dove stanno andando?
Le illustrazioni cinematografiche di Allsburg sembrano fotografie (e sono invece create completamente a mano!), anzi veri e propri fotogrammi di un film: da lasciare a bocca aperta!
Questo libro celebra a bellezza delle storie che sanno chiamare il lettore, ammaliandolo con un canto da cui è difficile allontanarsi. Io almeno non ci sono riuscita!
P.S. Questo albo risultò talmente affascinante che nel 2019 furono chiamati 14 autori famosissimi tra cui Stephen King a immaginare e scrivere queste ipotetiche 14 storie di Burdick: nacque Le cronache di Harris Burdick, anche lui drammaticamente fuori catalogo.