Brian Floca e Sydney Smith firmano un albo meraviglioso che è uscito per i tipi di Orecchio Acerbo quest’autunno: Nella burrasca. Brian Floca, americano, è scrittore e illustratore di vaglia con una predilezione per le narrazioni di impianto storico; in questa storia, tuttavia, si cimenta in un racconto più intimo, dedicato alla fratellanza, ma anche al coraggio e alla ricerca dell’infanzia. Ad accompagnarlo c’è il canadese Sydney Smith, impressionante nel suo dipingere e nel suo catturare la luce che rimane intrappolata tra le sue illustrazioni. 

Ad accoglierci nella storia sono un bambino e una bambina: ci danno le spalle e si affacciano ad una finestra che guarda fuori, inondata di luce.

Tutto cambia, però, nella tavola successiva, dove uno sguardo più ampio immerge il lettore in quello che appare come un quadro impressionista, dove i colori creano i movimenti del paesaggio, senza confini senza contorni, in un rivolgimento degli elementi del paesaggio: qualcosa che si muove e muove tutto sta arrivando.

In una stupenda illustrazione che si pone esattamente a metà tra il dentro e il fuori, tra la casa e lo spazio aperto, due bambini legati da una complicità che è fratellanza, decidono di affrontare la luce abbagliante e inquietante della tempesta.

«Prendimi per mano, 

andiamo a guardare 

il mare prima della burrasca»

I bambini si allontanano da casa, attraversano il bosco e arrivano sulla costa per guardare il mare. Spesso i bambini nelle storie (e non solo!) hanno bisogno di affrontare di petto gli uragani, di guardare e forse anche di entrare dentro la burrasca. Sono burrasche che non solo accadono loro, sono burrasche spesso cercate e rincorse. Il testo di Floca che alterna stringhe di testo evidentemente in prosa a passaggi che appaiono come poesie, sembra confermare questa impressione:

«Sugli scogli non ci siamo più mossi, 

scogli come immensi ossi, 

consumati e percossi 

dall'acqua e dal tempo, 

da burrasche come questa 

che ci sta venendo addosso»

«Vediamo le onde arrivare, sospinte dal mare

SCHIANTARSI

sugli scogli

ESPLODERE

in nuvole di spruzzi che volano in aria e ci ricadono in faccia.

Non ci siamo mossi per sentire tutto,

vento,

pietra,

onda,

acqua!»

Per sentire tutto.

I colori di Smith si sciolgono, per rendere il mare in burrasca e il cielo irrequieto. I colori si ramificano nel foglio, e quindi nell’immagine, creando l’effetto dell’irraggiamento dei lampi, astri lunari o schianti di onde tra il grigiore delle nubi. In basso due bambini, uniti da una mano stretta, si trascinano svelti così come il testo ci ripeterà in una sorta di ritornello: 

«E ci chiediamo: ci basta ora o vogliamo altro ancora? Tu tiri me, io tiro te e andiamo avanti» 

Insieme attraversano i campi e poi la città. Smith utilizza una narrazione per strisce orizzontali che rende le sequenze di movimento più dinamiche: la burrasca che pur impaurisce, non li ferma, è come se i bambini dovessero arrivare in fondo, più in fondo, fin dentro il cuore della burrasca.

Quando le illustrazioni si aprono, occupando le doppie pagine, sembra di trovarsi dentro veri e propri quadri, dove il mondo, vessato dal vento e dall’acqua, appare ai nostri occhi e a quelli dei protagonisti, come vuoto, disabitato o meglio abitato solo da una forza che non è umana.

Quando il nero diventa soverchiante, quell’“avanti” si sposta, si tramuta, si trasforma nel desiderio impellente di tornare a casa .

Il cielo è trasformato da Smith in una superficie terrosa che poco ha a che fare con le palette cromatiche che si associano al cielo: le nuvole si riversano come secchiate-pennellate grigie sopra ai bambini, pressandoli, tirandoli, circondandoli. 

Alla fine della corsa, però c’è casa! 

«Casa!

Casa: sollievo amore. 

Casa: che sgridata, anche. 

Casa: perdono. 

Casa: salviette, vestiti asciutti, cena.

Casa: coperte e letti caldi»

L’incontro e l’abbraccio che chiudono questa esperienza, non concludono però la storia che si sofferma ancora un poco a raccontare la percezione dell’imperversare della burrasca, che però adesso è fuori, fuori da sé, e che poi si tramuta in un sole e in un vento accogliente. 

«Tutte le notti finiscono e anche tutte le burrasche»

La storia è apparentemente semplice e descrittiva di un’esperienza molto banale, ma la profondità che le immagini danno a queste parole può suggerire ai lettori di trovarsi dentro (anche) ad un’esperienza emotiva.

È molto bello - e credo perfettamente in sintonia con la poetica di Sydney Smith - il racconto del legame familiare, quella “casa” che ti tiene per mano e che, inaspettatamente, tanto quanto l’amicizia porta avanti, sostiene, rincuora, trascina.

Nella burrasca, Brian Floca - Sydney Smith - Damiano Abeni (traduzione) 48 pagine Anno 2025 Prezzo 18,00€ ISBN 9791255070887 Editore Orecchio acerbo
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