Ogni anno a dicembre, l’editor della sezione bambini del New York Times stila una classifica dei libri più amati e più belli usciti nell’ultimo anno (qui trovate l’articolo a pagamento).

Riflettere su quello che succede nell’ampio mercato americano è interessante sia per anticipare libri che potrebbero raggiungerci, sia per identificare nuove tendenze che magari che indichino un orientamento del mercato.

La selezione suddivide gli albi illustrati (picture book) e i libri per la scuola secondaria (middle grade), tra i quali rientrano fumetti, albi illustrati e libri illustrati.

ALBI ILLUSTRATI

Brian Floca - Sydney Smith, Nella burrasca, Orecchio acerbo

Brian Floca – Sydney Smith, Nella burrasca, Orecchio acerbo

Quest’anno tra i selezionati troviamo un libro che ha già raggiunto il mercato italiano e che è anche tra i miei preferiti del 2025: Nella burrasca di Sydney Smith.

Brian Floca e Sydney Smith firmano un albo meraviglioso che è uscito per i tipi di Orecchio Acerbo quest’autunno: Nella burrasca. Brian Floca, americano, è scrittore e illustratore di vaglia con una predilezione per le narrazioni di impianto storico; in questa storia, tuttavia, si cimenta in un racconto più intimo, dedicato alla fratellanza, ma anche al coraggio e alla ricerca dell’infanzia. Ad accompagnarlo c’è il canadese Sydney Smith, impressionante nel suo dipingere e nel suo catturare la luce che rimane intrappolata tra le sue illustrazioni. 

Ad accoglierci nella storia sono un bambino e una bambina: ci danno le spalle e si affacciano ad una finestra che guarda fuori, inondata di luce.

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Tra gli altri albi selezionati troviamo una biografia di Edward Lear, The boy who became a parrot, illustrata da Laura Carlin, che celebra il non-sense di lingua inglese. Un libro dunque legato alla pregnanza della parola che si avvicina all’altro libro menzionato Zip Zap Wickety Wack di Matthew Diffee, illustratore e umorista statunitense, che scrive un libro da ridere sulla condivisione e l’incomunicabilità, giocando con onomatopee e scioglilingua.

Make New Friends illustrato dall’illustratrice italiana Mariachiara di Giorgio e scritto da Joshua David Stein affronta uno dei temi cardine della letteratura infantile: l’amicizia. La declinazione è sottilmente correlata all’integrazione, al desiderio e alla fatica di fare nuove amicizie. Tomasso e il suo papà (italiani!?) si sono trasferiti e Tomasso è dunque “il bambino nuovo” della nuova scuola.

«On the first day, some of the kids said hi, but most said nothing. Kids are like that sometimes»

Stein racconta la difficoltà di Tomasso ad integrarsi e a fare amicizia con i nuovi compagni di classe. Non c’è giudizio, non c’è accusa: fare amicizia, in fondo, non è automatico né immediato e questa storia – a fronte di tante storie di sintonie improvvise e assolute – esplora il crinale dell’attesa.

«The next day at school, Tomasso couldn’t find anyone to play with at recess. But that was okay»

La storia ci racconta la difficoltà di fare il primo passo parallelamente alla pressione del papà che ogni sera si informa sulle nuove amicizie. Tomasso nella solitudine non per forza negativa, seppur impacciata, utilizza l’immaginazione per crearsi degli amici su misura che gli si affianchino: un bel pallone sorridente e una palla sgonfia dal sorriso sornione, una piccola gomma dallo sguardo impertinente, un cartone del latte entusiasta… basta un segno di penna o pennarello ed ecco una compagnia di amici accoglienti.

Il racconto di questi nuovi amici invade i dialoghi con il papà che organizzerà una cena, con pizza a domicilio, per conoscerli tutti.

Immaginate la sorpresa!

La storia non ci racconta di nessuna predica, nessun dramma, nessun commento: il papà coglierà l’occasione per accettare la fatica di Tomasso e starà al gioco. Il finale è molto speranzoso e racconta di un Tomasso che lascia gli amici a casa, per andarne a cercarne altri. Il testo è equilibrato e delicato nel raccontare i risvolti emotivi del cambiamento, delle aspettative, della frustrazione e del dolore, in un clima di accettazione che è la testimonianza di una fiducia nell’infanzia e nel bene, che con pazienza e con tempi che non sono sempre misurabili sbocciano.

La Di Giorgio, grazie alla sua capacità di cogliere i moti dell’animo e nello stesso tempo di intrappolare la luce nelle sue illustrazioni, ci porta nella scuola, ai confini dei campetti di calcio, nella luce abbagliante della sala della mensa scolastica… ma contemporanemente ci conduce nell’animo di Tomasso, nelle sue piccole felicità, nella sua tristezza, nel sua cauta osservazione. Tomasso è quasi sembra al centro dell’illustrazione come se le figure, la luce e le situazioni fossero un’emanazione del suo stato d’animo, un travaso continuo tra il fuori e il dentro. Tutte le sue illustrazioni travalicano con naturalezza il bordo della pagina, creando movimento e dinamicità, spesso in contrapposizione all’immobilità del protagonista. Ne risulta una storia gentile e rispettose, speranzosa e onesta sulle relazioni di affetto, che sono sostegno, pazienza, attesa e… resilienza originale.

MIDDLE GRADE

Tra i libri menzionati per la fascia middle grade ho scelto di presentare Oasis, un fumetto di Guojing, artista cinese già presente nel mercato italiano sia con un albo intenso sulla solitudine dell’infanzia (Il figlio unico, Orecchio Acerbo), sia con un fumetto senza parole sull’incontro tra un cane abbandonato e una persona (Tempesta, Terre di mezzo). Oasis è un fumetto che catapulta il lettore nella dimensione distopica di in un mondo distrutto dall’inquinamento, reso sterile e desertico, in cui due bambini soli sopravvivono come un faro di umanità. I bambini vivono in una casetta diroccata in attesa della mamma, al lavoro a Oasis, dove l’aria è pulita e la vita quasi normale, ma dove altresì è carissimo e quasi impossibile andare a vivere. Ritorna (come ne Il figlio unico) il tema dell’allontanamento della madre, costretta anche in questo caso a un distacco forzato per guadagnare il denaro necessario a offrire una vita migliore ai figli.

I due bambini vivono grazie all’intraprendenza, alla fatica e al sacrificio della mamma lontana. Tra i due, è la primogenita a prendersi cura del fratellino, assumendo un ruolo genitoriale calatole addosso per necessità, in una dimensione tutta al femminile. Lo stile illustrativo (sembra realizzato a carboncino), con disegni sfumati di nero e grigio e pagine nere, è perfettamente adeguato a immergere il lettore in questo contesto desertico, dove polvere e aridità, ma anche asfissia e oppressione triste dell’attesa e della sopravvivenza, si impongono su ogni impressione.

Nel nero sporco di questo mondo consumato, lievi ombre rosate emergono timidamente, in dettagli minuti: il sole, il bagliore di una lampada… piccoli barlumi di speranza che si accordano alle ombreggiature di volti che continuano a emozionarsi per la tristezza o per la gioia. In questa situazione dura e precaria, i due bambini, durante un’incursione alla ricerca di acqua, incappano in un robot rotto, uno di quelli che hanno preso il controllo di Oasis e che, di fatto, stanno schiavizzando gli uomini. I bambini riescono a riattivare il robot, che, con una domanda molto spiazzante, chiede loro di esprimere il loro desiderio.

«The system has been successfully repaired. Please state your wish».

I bambini, invece di impartire un comando che attivi il robot in un’azione codificata, esprimono in modo disarmante il loro bisogno più grande:

«I want… a mom».

Il robot si “trasforma”, dunque, in una figura materna che inizia a prendersi cura dei due bambini, assumendosi tutte quelle incombenze che prima erano a carico di JieJie, ma aprendo anche a una responsabilità più ampia, legata al farli stare bene: il robot li proteggerà, racconterà loro storie, mostrerà loro le stelle, li coccolerà…

A questo cambio di rotta si intreccia però l’angoscia della madre vera, che per la prima volta non riesce a mettersi in contatto con i suoi bambini e decide quindi di fuggire da Oasis per raggiungerli. Il confronto tra i figli, la madre robotica e la madre in carne e ossa è drammaticamente intenso, poiché la donna è immersa nel dolore esistenziale dei suoi bambini, costretti a vivere senza di lei, ma conscia del ricatto a cui si sente sottoposta: lavora per permettere loro di raggiungere Oasis! Il finale, anche in questo caso, è speranzoso e parla del peso delle decisioni e del riconoscimento di un bene, che incomincia con una scelta.

Un graphic novel bellissimo e intenso, che potete leggere tranquillamente anche in lingua inglese (dai 10 anni).

 

Make new friends, Abrams Joshua David Stein - Mariachiara Di Giorgio 40 pagine Anno 2025 Prezzo 18,99$ ISBN 9781949480559 Editore Abrams
Oasis Guojing 112 pagine Anno 2025 Prezzo 14,99$ ISBN 9781250818379 Editore Henry Holt
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