Beatrix Potter, autrice indimenticabile di storie e personaggi come Peter Coniglio, ha dedicato ampi spazi anche alle nursery rhyme. Sotto questo termine rientrano sia le filastrocche italiane che le conte e i piccoli componimenti in rima in forma di indovinello o i brevissimi giochi di parole, che appartengono alla tradizione della poesia inglese.
La Potter scrisse e illustrò diversi di questi componimenti lungo tutta la sua vita, negli intervalli in cui non si dedicava alla scrittura di storie, all’illustrazione e allo studio. In seguito al successo di La storia di Peter coniglio (1902), fu proprio lei a proprre al suo editore Norman Warne una prima raccolta di rime, ma la morte improvvisa Warne lasciò insoluto il progetto, che vide la luce solo nel 1917.
Appley Dapply’s Nursery Rhymes, raccoglieva 7 componimenti di lunghezza variabile accompagnati da illustrazioni che testimoniano nel formato (riquadrato o scontornato), momenti di composizione diversi e lontani nel tempo.
Le rime dell'autrice erano, però, molte di più (una trentina), così quando l’editore chiese all’ormai anziana Potter un’altra raccolta da pubblicare per il Natale del 1922, ella raccolse altre otto filastrocche che aveva illustrato anche trent’anni prima e fece uscire la seconda raccolta: Cecily Parsely’s Nursery Rhymes.
Queste due raccolte di rime, presenti nel volume Mondadori che contiene tutte le opere edite della Potter, sono state però raccolte in un albo illustrato più agile dall’editore Pulce che così, per la prima volta, raccoglie insieme tutte le filastrocche dell’autrice inglese. La traduzione di Elena Spagnoli è segnalata come “libera”nel colophon, e dichiara la difficoltà a mantenere la musicalità e il ritmo, tipici delle filastrocche, e i giochi di suono e parole, proprie della tradizione inglese. I compromessi nella traduzione poetica sono, infatti, all’ordine del giorno e anche Chiara Carminati nell’affrontare le rime per Mondadori a dovuto allontanarsi, a tratti, dall’originale per preservare il senso o il suono. Le scelte attuate dalle due traduttrici sono diverse, ma entrambi efficaci.
Vi offro un esempio: questa di seguito è la prima filastrocca, quella che apre la prima raccolta di rime.
«Appley Dapply, a little brown mouse,
Goes to the cupboard in somebody's house.
In somebody's cupboard
There's everything nice,
Cake, cheese, jam, biscuits,
—All charming for mice!
Appley Dapply has little sharp eyes,
And Appley Dapply is so fond of pies!»
«Appley Dapply topina marrone
cerca in cucina le cose più buone.
In quella cucina c’è proprio di tutto
dolci, formaggio, biscotti e prosciutto!
Appley Dapply ha occhi malandrini,
Appley Dapply adora i pasticcini»
[traduzione Elena Spagnol]
«Melina Topolina per non stare a digiuno
saccheggia la dispensa a casa di qualcuno.
Ma prima di servirsi di tutto fa un assaggio:
biscotti e marmellata delizia di formaggio.
Melina topolina va matta per le torte
e men che non si dica sparisce con le scorte»
[traduzione di Chiara Carminati]
Elena Spagnol mantiene il nome originale del personaggio, ma tradisce “la casa di qualcuno” dei primi versi, in favore di una generica ricerca in cucina. Nei versi seguenti la traduzione è letterale con solo un leggero spostamento lessicale tra torte/pasticcini.
La Carminati, invece, traduce il nome proprio della protagonista e introduce liberamente una leggera tensione narrativa, assente nell’originale, che percorre tutta la filastrocca. Innanzitutto introduce, nei primi versi, una causa scatenante («per non stare a digiuno»), ma mantiene il riferimento al furto con «a casa di qualcuno». Nei versi successivi ricama sulla lista di bontà della dispensa, ritraendo la protagonista intenta ad assaggiare. I versi finali si spostano per armonizzarsi con le immagini, ignorando il riferimento allo sguardo.
Come vedete le scelte sono diverse, ma ugualmente interessanti e pertinenti.
Il volume di Pulce ha, però, il vantaggio di offrire tutta la produzione poetica in un formato più vicino alla manipolazione dei bambini. L’illustrazioni della Potter sono, infatti, di dimensioni maggiori e permettono, sebbene si perda un po’ di definizione, essere maggiormente apprezzate dai bambini.
L’immaginario è quello del bosco delle avventure della Potter: con topine dalle cuffiette di pizzo, coniglie dagli ampi grembiuli, porcelline con vesti fiorate e elegantissimi porcellini d’India con il cilindro.
Le brevissime rime raccolgono in pochi versi quelli che potrebbero tranquillamente rivelarsi gli incipit di altrettante piccole piccole storie e aprono la porta dell’immaginazione dei bambini.
«Pricklepin il signor porcospino
per i suoi spilli non trova un cuscino.
Ha il naso nero e una grigIa barbetta
e un vecchio tronco come casetta»
Se la poesia tradotta presenta spesso i limiti di una mediazione importante, credo che questo volumetto riesca a riportare un’eco della giocosità di piccoli episodi e possa ad accompagnare i piccoli in una campagna magica e incantata che non può non essere conosciuta.
Dai 3 anni.
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