Partecipare alle recite natalizie dei bambini è educativo, dovrebbero prescriverlo a tutte le persone un po’ stanche della vita, ma anche a tutte le persone un po’ amareggiate o tristi, di quella tristezza che raffredda le stanze e opacizza i colori. Sì perché è una esperienza di vera commozione.

E non è solamente una questione di orgoglio materno o di performance infantili. Si vedono delle creature che saltano, sgambettano, agitano le mani, cantano, si distraggono, si rotolano… e per quale ragione? Per farsi applaudire da mamma e papà. Una cinquantina di bambini tra i 3 e i 5 anni, assortiti tra irrequieti e scontrosi, chiacchieroni e timidi, alti e bassi, biondi e bruni…seguono ordinati e rapiti le indicazioni di quattro maestre senza esitazioni, senza proteste e con una gioia, la gioia di chi vive, è amato ed è contento. Basta. Nel senso che questo basta.

Io ho pianto per la commozione e non solo per il mio piccolo che era l’onda del mare più bella e più brava del mondo, ma per lo spettacolo di candore e abbandono di quei piccoli: una meraviglia, la vita!

Un distillato di questa energia l’ho ritrovato in un libro eccezionale di Beatrice AlemagnaChe cos’è un bambino?

Come ormai mi ha abituato Beatrice, non mi aspettavo una sequenza di aforismi sui bambini né un catalogo normale di personalità: mi aspettavo altro. E infatti questo libro lungi dal descrivere i bambini “come sono fatti” mira dritto alla loro essenza e dunque al loro bisogno: quello di essere amati.

Ancora una volta l’illustrautrice entra con una facilità disarmante nel mondo dei bambini esplicitando quelle verità bambine che non c’è bisogno di spiegare ad un piccolo, ma che i grandi devono assolutamente ricordare. L’occasione che ogni grande ha di poter accompagnare «con gli occhi gentili e una lucina vicino al letto» il cammino avventuroso di un bambino, la possibilità di partecipare al miracolo del suo sguardo e della sua mossa nel mondo. È una vita primordiale quella che piange forte, fortissimo per farsi sentire, che ama le scarpe luccicanti, che pensa e che fa fare «Ah» ai grandi: «mamma io non posso essere il tuo tesoro, perché ero nella tua pancia e non nella sabbia» Saverio dixit.

E questo vale per tutti i bambini della recita, dell’albo, del mondo.

Con le sua matite colorate e i suoi collage Beatrice ci mostra bimbi belli, brutti, vispi e riservati, capricciosi, tristi, intelligenti, sulla sedia rotella e con l’apparecchio: tutti unici e speciali. Tutti. L’imperfezione del tratto e l’irregolarità della composizione confezionano un libro tattile che richiede di essere accarezzato e guardato da vicino (che belli gli inserti di carte antiche, vorrei avere delle camicette così, anch’io!).

Ancora un libro per grandi, direi perché per Saverio sentirsi dire che ha delle grandi idee è cosa piuttosto scontata, solo i grandi se ne dimenticano! Saverio tra tutti ha amato il bambino capriccioso, ma non mi ha detto molto del testo. C’è da dire che per non so quale collegamento ha voluto spesso rileggere le Pulcette

Beatrice cara, ce la sto facendo: vedrà che lo conquisterò alla tua bellezza.

«I bambini che decidono di non crescere, non cresceranno mai. Avranno un mistero dentro di sé. Allora anche da grandi si commuoveranno per le piccole cose: un raggio di sole o un fiocco di neve».

Che cos’è un bambino?

Beatrice Alemagna
36 pagine
Anno: 2008

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788889210253

Topipittori editore
Anobii

Commenti
8 Luglio 2016
Intervista a Beatrice Alemagna, una storia sbeccata – Scaffale Basso Scaffale basso

[…] Che cos’è un bambino, Topipittori, 2008 […]

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