
Ho già parlato ampiamente delle coppie famose composte da topi, talpe, rospi e rane che, a partire da Kenneth Grahame, si sono fatte largo nella letteratura illustrata e nella narrativa.
Con questa recensione si chiudono due serie da me molto apprezzate: Rana e Rospo di Arnold Lobel e Topo e Talpa di Joyce Dunbar.
Rana e rospo sono i protagonisti di una tetralogia, scritta e illustrata da Arnold Lobel, che la inaugurò nel 1970 e la concluse nel 1979, e che è stata rivitalizzata negli ultimi anni da Babalibri.
I volumi sono:
- Rana e Rospo amici per la pelle
- Rana e Rospo sempre insieme
- Un anno con Rana e Rospo
- Rana e Rospo all’avventura
I volumi sono indipendenti e autoconclusivi, e creano una serie per primi lettori approcciabile a partire da ciascuno di essi, senza problemi di incomprensione. Ognuno contiene 5 brevi storie ed è stato stampato in lettere maiuscole per avvicinarsi ai primissimi lettori autonomi.
Un anno con Rana e Rospo, ultimo volume ad arrivare in libreria, attraversa con le sue storie le quattro stagioni, dall’inverno al Natale, in un ideale cerchio che si chiude. Ogni episodio vede i protagonisti in movimento tra lo slittino e le foglie da raccogliere, i regali di Natale e l’attesa della primavera. Il rapporto di amicizia è caloroso e divertente e Lobel crea sempre piccole situazioni inaspettate che sorprendono il lettore e i protagonisti stessi. Rospo, ad esempio, riesce a “guidare” lo slittino perché pensa che Rana sia insieme a lui, mentre invece è caduto al primo dosso; Rana va prima a spazzare le foglie del suo amico… e Rospo fa lo stesso! Una storia davvero ben riuscita vede Rana alla ricerca della primavera, che il papà gli ha detto essere «dietro l’angolo». È così che Rana la ricerca davvero in ogni angolo, nel tentativo di trovare quello dietro cui si nasconde.
Le illustrazioni, come piccole vignette autonome, accompagnano queste avventure dinamiche e allegre. La lingua è limpida e spesso ripetuta nei dialoghi (un ottimo espediente per alleggerire la fatica dei primi lettori), con poche descrizioni efficaci e una sintassi asciutta, ma non povera. I personaggi, pur nella loro somiglianza, non sono codificati rigidamente: ognuno è raccontato nella sua singolarità (Rospo è più pasticcione e pigro, Rana è più coraggioso e volitivo).
Storie perfette per primissimi lettori.
Nel 1993 nasce un’altra serie molto amata, che si ispira esplicitamente a Lobel (la dedica del primo volume recita: «Per i cari, Rana e Rospo») e che si chiude proprio quest’anno, dopo 11 volumi, con l’ultimo episodio firmato da Joyce Dunbar e James Mayhew:
- Topo e Talpa
- Topo e Talpa. Sorprese e attese
- Topo e Talpa. Giorni spensierati
- Topo e Talpa. Unici al mondo
- Topo e Talpa. Un nuovo inizio
- Topo e Talpa. Il segreto della felicità
- Topo e Talpa. Aspettando il Natale
- Topo e Talpa. Tutto si aggiusta
- Topo e Talpa. L’attimo presente
- Topo e Talpa. Ipotesi e starnuti
- Topo e Talpa. Calzini spaiati
Questa serie, come quella di Lobel, è autoconclusiva in ogni volumetto e non prevede una rigida sequenza di lettura. Anche in questo caso, all’interno di ogni libro, si accostano tre (o, più raramente, cinque) storie, stampate però in stampatello minuscolo e accompagnate dalle illustrazioni eloquenti di James Mayhew.
Rispetto alle storie movimentate di Lobel, questi due amici regalano ai loro lettori racconti di impianto più “filosofico”, incentrati su vari incidenti e accadimenti della vita quotidiana. L’ultimo volume, che ricalca esattamente la struttura dei precedenti, ne è un esempio perfetto. Nel primo episodio Talpa indossa un meraviglioso calzino giallo con degli orologi e desidera ardentemente trovare il suo paio che, però, pare essere scomparso nei meandri della casa. I calzini spaiati e perduti sono spunto per una miniera di racconti e di storie: i due amici si mettono di buona lena a cercarlo, ma, come accade spesso, il calzino sembra completamente sparito, fino a quando Topo si domanderà quali calzini indossi quel giorno e… indovinate! La vicenda, molto semplice, si trasforma in una discussione quasi esistenziale.
«“Pensa a tutti i calzini smarriti del mondo”, disse Topo. “A tutti i calzini spaiati. Ai calzini con le dita bucate. Ai calzini che nessuno conosce. Ai calzini sformati. Ai calzini che si sono ristretti nel lavaggio. Ai calzini che non saranno mai indossati, nemmeno una volta. A tutti i calzini rimasti soli soletti.” “Un sacco di calzini tristi”, disse Talpa. […] “Sai cosa ti dico?” osservò Topo. “Secondo me il tuo calzino giallo con gli orologi si è nascosto di proposito. Non lo troveremo mai più.”»
La complessità della storia, pur muovendosi entro uno sfondo familiare, offre dunque un leggero spunto in più, poiché si stacca dall’azione per farsi discorso sull’accaduto.
Mettendo in gioco i caratteri codificati dei due amici (talpa cieca, buffa ma anche suscettibile, e topo paziente, perfezionista e ironico), i bambini sono guidati a riflettere insieme a loro su ciò che accade quotidianamente, da una prospettiva nuova.
Una bella serie per lettori autonomi dai 7 anni e, in condivisione, dai 5 anni.