I libri vitamina
Ho provato in diverse occasioni a raccontarvi che cosa significa per me leggere (qui) e ultimamente mi è capitato di parlare di libri “aspirina”, ovvero i libri a cui ci si rivolge per risolvere magicamente un problema.
I libri aspirina vengono cercati prevalentemente quando il bambino deve fare un passo di crescita: accettare di fare la pipì nel water, incontrare un fratello appena nato, provare a dormire tutta la notte… Questi libri nutrono infatti il periodo prescolastico e alimentano un filone più o (spesso) meno riuscito.

Speravo che, con l’ingresso di mio figlio alla scuola primaria, questo genere di libri scomparisse dal nostro orizzonte ma mi sono accorta della presenza di libri molto simili: i libri “vitamina”.
Passata la fase in cui la lettura dovrebbe far sì che il bambino non abbia paure, abbandoni il ciuccio, o non senta nostalgia della mamma e così via, si passa a libri con una funzione esclusiva: far leggere.
I libri “vitamina” riguardano in modo particolare l’apprendimento dell’abilità di lettura e il suo esercizio. In questo modo a mio avviso si perde il piacere di ascoltare le parole e le storie.
La lettura che dovrebbe essere il naturale svolgimento di un momento di piacere condiviso che diventa personale con lo svilupparsi di capacità come il riconoscimento dei segni, diventa invece un obiettivo misurabile in quantità di pagine lette. Il contenuto narrativo, lessicale, sintattico, le capacità narrative dell’autore… tutto passa in secondo piano davanti all’imperativo: deve leggere.
Una preoccupazione badate che, di solito, non appartiene tanto agli insegnanti, quanto piuttosto ai genitori, che esortano i pargoli già in età prescolare all’esercizio della lettura, spesso a prescindere da una riflessione sul libro proposto.

La letteratura, perché di letteratura stiamo parlando, non deve incentivare niente: i libri accompagnano, nutrono l’animo, educano gli occhi alla bellezza. Se non accompagniamo i nostri figli ad amare la lettura, ad assaporare il senso delle parole, a leggere i silenzi fra le frasi, magari leggeranno le 30 pagine assegnate, ma chiuso il libro non lo riapriranno né ne apriranno un altro.
Non serve l’aspirina per qualche linea di febbre, non servono le vitamine per crescere: basta una buona mela.
Il bambino che legge alla scuola primaria
L’entrata nel ciclo della scuola primaria coincide, tendenzialmente, anche con il definirsi dei gusti personali.
Contemporaneamente il peso dell’esperienza di lettura precedente inizia a farsi sentire in modo più determinante: i bambini che hanno alle spalle anni di lettura condivisa di albi illustrati, incominciano ad avere esigenze di lettura di un certo tipo, altri che non hanno mai sfogliato un albo illustrato che non sia “commerciale” hanno esigenze diverse.
I bisogni si differenziano in modo più palese che alla scuola materna, diventa più importante pensare e proporre il libro al singolo, perché lo spazio entro cui pescare le proposte è molto ampio e diversificato. Per questo, a mio parere, è molto sommario stilare degli elenchi generici. Il metro di giudizio più affidabile per capire se la proposta è “tarata” sul bambino è il bambino stesso.
5 annotazioni + 5 libri x 5 percorsi di lettura
- Quando proponi un libro proponilo ad un bambino reale, pensa alle sue esigenze, alle sue domande e ai suoi interessi.
- Il bambino è competente: sa se ciò che gli proponete è adatto a lui, proprio perché non gli appartiene l’idea del “dover leggere”.
- Leggere è un piacere e si trova sempre qualcosa per cui valga la pena farlo.
- L’importante è destare nei bambini la curiosità sul mondo, non farli leggere.
- Le immagini non sono per bambini piccoli, il testo non è per bambini grandi: i due medium dialogano, parlano tra di loro e ai bambini.

1° percorso Ci sono bambini che dopo anni trascorsi sugli albi illustrati desiderano ascoltare: l’idea di poter immaginare il loro mondo li seduce, l’esercizio dell’ascolto li rende attenti e poco preoccupati dell’atto della lettura, che spesso è già automatizzato. Proporre letture lunghe, a capitoli, privi di figure, può essere ciò di cui hanno bisogno. È importante in questo caso riflettere sulla pertinenza delle tematiche contenute nei testi.
1 Astrid Lindgren, Lotta combinaguai 2 Roald Dahl, Il coccodrillo enorme 3 Beatrix Potter 4 Abby Hanlon, Dory fantasmagorica 5 Mario Lodi Bandiera

2° percorso Gli albi illustrati non vanno accantonati. I bambini allenati e avvezzi alla lettura condivisa, che hanno bisogno delle immagini, possono e devono continuare a leggere gli albi illustrati. Gli albi illustrati possiedono livelli di lettura diversi e possono essere un modo per coinvolgerli. Si possono prediligere quelli che lasciano maggior spazio al silenzio, alla cura delle parole e che incentivano la riflessione su di sé.
1 Carson Ellis, Casa 2 Beatrice Alemagna, I Cinque Malfatti 3 Philip Stead – Erin Stead, Lenny e Lucy 4 Giusi Quarenghi – Alessandro Sanna, Si può 5 Emily Hughes, Il piccolo giardiniere

3° percorso Ci sono bambini che per indole non amano molto l’esercizio della lettura: possiedono diversi talenti, spesso più fisici, ed è difficoltoso interessarli alla lettura. I fumetti possono spesso aiutare. La fisionomia dinamica del medium incentiva e invita al raccoglimento per mettersi al passo con lo sviluppo narrativo. Da non sottovalutare anche l’ampia offerta di albi illustrati non-fiction.
1 Silvia Vecchini – Sualzo, Gaetano e Zolletta 2 Luke Pearson, Hilda e il troll 3 Liniers, Il sabato è come un palloncino rosso 4 Nicola Davies – Emily Sutton, Mini. Il mondo invisibile dei microbi 5 Elise Gravel, Il verme

4° percorso I bambini che non hanno mai condiviso una lettura in famiglia o che non hanno mai sfogliato un albo illustrato rimarranno certamente a bocca aperta alla vista di un libro illustrato, pur probabilmente mostrando alcune difficoltà nell’approccio alla lettura. In questo caso (come nel percorso successivo) sarà fondamentale non cedere alla tentazione di offrire loro narrazioni troppo semplificate, nella prospettiva di “farli leggere” (Nuvola Olga, ad esempio, è una serie splendida che racconta però di esperienze basilari interessanti per una fascia d’età molto inferiore). La proposta di albi illustrati con trame ben segnate può rivolgersi a loro con efficacia.
1 Benji Davies, Sulla collina 2 Leo Lionni, Guizzino 3 Maurice Sendak, Nel paese die mostri selvaggi 4 Marianne Dubuc, Cappuccetto e il viaggio in autobus 5 Tomi Ungerer, Crictor

5° percorso Ci sono poi bambini che hanno delle difficoltà, a prescindere dalla loro storia di lettura (non parliamo di difficoltà di apprendimento a cui dedicheremo uno spazio prossimamente). In quest’ottica le collane di narrazioni brevi potrebbero permettere loro di introdursi alla lettura con soddisfazione. L’attenzione alla tipologia di collana proposta può aiutare. Le trame semplificate o le fiabe che ruotano intorno ad un singolo episodio e non impegnano a livello di comprensione, possono offrire a questi bambini l’appagamento della riuscita. Da non sottovalutare i silent book: rendersi conto di essere capaci di narrare infonde la fiducia necessaria per affrontare il testo scritto.
1 Albumini Emme edizioni (in particolare le fiabe di Piumini e le storie di Rodari) 2 Tandem Il castoro 3 C’era una fiaba El edizioni 4 Aaron Becker, Viaggio 5 Blexbolex, Ballata