Ma che musica! è un libro musicale curato da Andrea Apostoli che si occupa attivamente di divulgazione musicale (anche) attraverso l’Associazione italiana Gordon per l’apprendimento musicale. Non sapevo niente di questo approccio, ma la postfazione a questo piccolo volume mi ha immediatamente incuriosito per alcuni passaggi che introducono e spiegano la struttura del libro e che mi hanno folgorato per l’assonanza con il mio pensiero sulla letteratura.
Siamo di fronte a un volume di piccole dimensioni che include una playlist di 16 brani scelti eccentricamente tra la musica classica, il jazz, la musica tradizionale armena…
Il libro contiene al suo interno una galleria di illustrazioni accompagnate da brevi testi, di una o due frasi, che fungono da introduzione all’ascolto.
«Trombe, nacchere, sonagli… Sembra di vedere davvero il porto, con tutte le sue barche.»
«Il flauto e il clarinetto. Ssssst… Suonate piano, la bella addormentata dorme!»
Potrebbe sembrare un’operazione facile legare una suggestione testuale ed un’illustrazione ad un brano musicale, ma Apostoli mostra come l’apparente semplicità sia invece frutto di un approfondito e non casuale studio sui destinatari, sui brani, sul testo e sul piacere dell’ascolto musicale!
«Al contrario di quanto si pensa comunemente, la musica da proporre non deve essere sempre e soltanto semplice e allegra: la complessità è, infatti, fonte di ricchezza e consente al bambino di sviluppare la sua capacità di comprensione. La sintassi musicale, così come in ogni altra forma di linguaggio, viene sviluppata attraverso l'ascolto e l’assorbimento, messi in atto spontaneamente dal bambino come risposta a un innato “istinto ad apprendere”»
Complessità. Quanti oggi avrebbero il coraggio di proporre la “complessità” come elemento cruciale nella comunicazione ad un pubblico di bambini? Gli adulti e gli autori sono, piuttosto, preoccupati di semplificare, di rendere comprensibile e questo porta i bambini ad un approccio ai testi e alla vita che, a sua volta, è semplificato e non riesce a problematizzare. L’educazione alla complessità diventa cruciale. Ma il discorso di Apostoli va avanti.
«È importante lasciar ascoltare al bambino brani musicali che possano suscitare in lui diverse emozioni e non limitare l’ascolto soltanto a quelli di carattere allegro o rilassante. Se guardiamo al mondo delle fiabe, del teatro e del cinema dedicati all'infanzia, notiamo facilmente come questi contemplino da sempre tutti i temi e gli stati dell'animo umano. Se dunque non abbiamo problemi a considerare la Strega, il Bosco e il Lupo cattivo come temi importanti che aiutano il bambino a rappresentare in una dimensione simbolica, quindi protetta, emozioni e sentimenti presenti nel suo animo fin da piccolo, allo stesso modo non dovremmo proteggerlo da musiche che ci sembrano tristi o paurose, a meno che non sia egli stesso a farci capire di non gradirle»
In una dilagante proiezione ideale dell’infanzia come luogo della felicità e della spensieratezza, ci si dimentica che i bambini hanno diritto a conoscere la paura, il dolore e tutte le emozioni che già sentono visceralmente e con intensità. La musica, come la letteratura, permette l’esperienza estetica e quindi il contatto con tutta la gamma delle emozioni.
Il volume si rivolge esplicitamente ai bambini con particolare pertinenza alla fascia prescolare, regalando loro un’esperienza variegata e intensa. L’autore si premura di dare indicazioni chiare sulla modalità di proposizione dei testi e dell’ascolto, affinché venga tutelata la libertà del lettore-ascoltatore:
«... lei [Maria Montessori ndr.] non interveniva mai a correggere, né insegnava i movimenti. Sapeva bene la regola che rispetta i bambini: la musica parla da sola, dire cosa si “deve” fare non serve; uccide l'ascolto.»*
Il ruolo principale dell’adulto sarà permettere l’ascolto al bambino attraverso il device (l’accesso è tramite qrcode) e fare in modo che il volume sia basso («È molto importante evitare un volume di riproduzione dei brani troppo alto, per non spaventare i bambini più piccoli o sovreccitare i più grandi»).
Le illustrazioni di Alexandra Dufey sono essenziali e simbolicamente in armonia con ciò che il testo suggerisce. Frasi e illustrazione è come se suggerissero al lettore la dimensione narrativa della musica. Come ricorda sempre Apostoli, la musica è un linguaggio e come tale, oltre alla significazione, gli è propria una grammatica che è fatta di morfologia, sintassi, lessico… I suggerimenti testuali portano a intuire che il ritmo, l’incrociarsi delle voci degli strumenti, i movimenti hanno in loro un potere narrativo: la musica non è un sottofondo! La brevità dei testi scelti (non tagliati a caso!) non è a scapito del discorso musicale e l’alta qualità del suono - che l’editore Curci sempre assicura - è un’ulteriore assicurazione del godimento dell’ascolto.
Credo che questo libro rappresenti una grande occasione per i piccoli per incontrare la musica nella sua diversità, aldilà di ogni rigida etichetta di genere.
Una proposta interessante che credo vada di pari passo con il lavoro e la promozione della letteratura.