A.A.Milne - E.H. Shepard, Winnie Puh, Salani

A.A.Milne – E.H. Shepard, Winnie Puh, Salani

A dispetto dell’immagine stucchevole che Walt Disney ha ormai inculcato al grande pubblico del pupazzo di pezza Winnie Puh, il romanzo di cui è protagonista, scritto da Alan Milne, è qualcosa di molto diverso e significativo.

Per incominciare potete leggere questa raccolta di aneddoti e fatti poco conosciuti, ma poi non perdetevi l’occasione di leggere i romanzi!

Winnie Puh (trascritto proprio così, per distinguerlo dal Pooh americano) è un romanzo che si rivolge schiettamente ad un pubblico di bambini, a partire dai quattro anni. 

Alan Alexander Milne, profondamente segnato dall’esperienza della Prima Guerra Mondiale, costruisce in quegli anni un piccolo Eden, un cantuccio privato e protetto da ogni male e violenza, dove colloca i giochi che suo figlio Christopher Robin e i suoi pupazzi vivono ogni giorno sotto i suoi occhi. L’autore, infatti, prende direttamente spunto dall’osservazione amorevole di suo figlio e dei giochi che fa con i suoi pupazzi per scrivere due libri di filastrocche e due romanzi che entreranno nella storia della letteratura inglese. 

È necessario considerare che, già, questo (s)punto di partenza è assolutamente rivoluzionario e innovativo: in un mondo che iniziava a poco a poco ad accorgersi dell’infanzia, Milne è stato capace di mettere la sua intelligenza, il suo occhio attento e acuto, la sua lingua ironica e tagliente, in una posizione di osservazione attenta, amorevole e onesta dell’infanzia. Se pensate che pochi anni prima (1895) Kenneth Grahame aveva parlato della cecità e della lontananza degli adulti (gli Olimpi) nei confronti dei bambini, potete capire quanto questo semplice atteggiamento curioso – che oggi diamo per scontato – non lo fosse assolutamente!

I giochi immaginati da Christopher Robin insieme ai suoi pupazzi incominciano a far capolino, in sordina, nella raccolta di filastrocche Quando eravamo davvero giovani che Milne pubblica nel 1924 e poi si compie attraverso due romanzi strettamente legati tra di loro: Winnie Puh (1925) e La strada di Puh (1928).

Questa piccola “Isola che non c’è” – rappresentata anche visivamente grazie alla mappa di E. H. Shepard all’inizio del primo romanzo- è il giardino dei giochi di Christopher Robin, i pupazzi Isaia, Puh e Porcelletto e gli animali veri che lo abitano, Gufo, Coniglio e tutti i suoi parenti. Già nel primo volume, l’arrivo di Kan e Guro animerà ulteriormente gli intrecci e, nel secondo volume, il travolgente Tigro regalerà ancora più dinamismo alle avventure.

I due romanzi sono costituiti da singoli episodi, che corrispondono ad altrettanti capitoli: 10 nel primo volume e 10 nel secondo volume, della lunghezza perfetta per essere apprezzati ed ascoltati dai bambini piccoli.

Le scene sono teatrali e le avventure vivaci, ma anche strettamente legate a giochi di parole e filastrocche (dovete sapere che Puh è un fine poeta!). 

Ogni incursione nel Bosco dei Cento acri è un divertimento assicurato: Puh cercherà di appropriarsi del miele di un favo “travestendosi” da nuvola, Isaia perderà la sua coda, Guro cadrà nel fiume, un acquazzone infinito obbligherà Puh e Christopher Robin ad un’operazione di salvataggio, Porcelletto farà finta di essere Guro, tutti insieme andranno alla ricerca del Palo Nord… E poi Coniglio dirigerà un’operazione di ricerca del suo parente Piccolo, scomparso nel bosco, Tigro scoprirà di non saper scendere dagli alberi, la casa di Gufo crollerà, Porcelletto e Puh costruiranno una nuova casa per Isaia, tutti insieme faranno a gara a lanciare stecchi nel fiume…

È estremamente moderno notare come Milne non censuri nessuna sfumatura emotiva, ma con sapienza trasformi ogni moto in un’avventura, in qualcosa di diverso. Capita, ad esempio, che una profonda invidia ed un rifiuto iniziale spingano gli animali a volersi liberare dei nuovi arrivati, Kan e Guro, per poi ritrovarsi profondamente affezionati a questa mamma iperprotettiva e al suo scatenato cangurino. Coniglio concerterà un piano diabolico per liberarsi di Tigro…per poi venire salvato proprio da lui! Porcelletto è l’incarnazione del timore, ma mostrerà in più di un’occasione di essere tra i più coraggiosi, soprattutto in forza della fiducia del suo amico Puh. Isaia, poi, è tra i più ironici, insopportabili, lamentosi e mordaci personaggi che esistano nel bosco!

Tra queste pagine c’è la malinconia, l’euforia, la felicità, la gioia, la paura, l’invidia, la frustrazione, l’umiltà, la bontà… e tutto rimane verosimile e divertente.

La lingua di Milne è elegante e gustosa: le descrizioni che ci regala sono precise e vivide. Le battute, gli errori grammaticali, i neologismi, le filastrocche… sono adorabili! E la ricostruzione dei pensieri bambini davvero precisa e verosimile!

«“Io lo sapevo una volta, solo che me lo sono come dimenticato” spiegò Christopher Robin con aria di nulla»

«Puh tentava di comporre una poesia sulle pigne, perché erano lì, per terra tutt’intorno a lui e lui era d’umor cantante»

«“Chiunque abiti in questa casa ci mette un sacco di tempo a rispondere alla porta”. E batté di nuovo. “Ma Puh” fece Porcelletto. “È casa tua”. “Oh!” esclamò Puh. “Già, già” disse. “Be’, entriamo”»

«La prima persona che incontrò fu Coniglio. “Ciao, Coniglio” disse, “sei tu?” “Facciamo finta di no” rispose Coniglio, “e vediamo che cosa succede”»

«Quando arrivava al bordo della Foresta, il ruscello era cresciuto tanto che era quasi un fiume e, ormai adulto, non correva e saltava e scintillava come faceva quand’era più giovane, ma si muoveva più lentamente. Perché adesso sapeva dove stava andando e si diceva: «Non c’è fretta. Prima o poi ci arriveremo». Ma tutti i ruscelletti più in su nella Foresta andavano di qua e di là, velocemente, ansiosamente, perché avevano tanto da scoprire prima che fosse troppo tardi»

Unica difficoltà per la comprensione dei piccoli lettori potrebbe essere la presenza, in qualche punto del primo romanzo, di una cornice esterna dove Milne parla direttamente a Christopher Robin, ma basterà guidare gli ascoltatori.

Il finale del secondo romanzo è commovente e malinconico e accompagna i lettori al confine dell’infanzia.

«“Puh, promettimi che non mi dimenticherai, mai. Neanche quando avrò cent’anni”. Puh rifletté un istante. “Io quanti anni avrò?” “Novantanove”. Puh annui. “Prometto” disse. Con gli occhi ancora sul mondo Christopher Robin allungò una mano e tastò la zampa di Puh. “Puh” disse con foga, “se… se non sono…” si fermò e riprovò: “Puh, qualunque cosa succeda, tu capirai, vero?”. “Capirò che cosa?” “Oh, niente”. Christopher Robin rise e saltò in piedi. “Andiamo!” “Dove?” chiese Puh. “Dovunque” rispose Christopher Robin»

Un classico da riscoprire.

Marina Marazza, Il bambino di carta, Solferino

Marina Marazza, Il bambino di carta, Solferino

Aggiungo a latere un suggerimento di lettura complementare. Marina Marazza, ne Il bambino di carta, ricostruisce la storia del romanzo Winnie Puh nella sua relazione con Christopher Robin. Il libro attinge a fonti dirette (incartamenti, lettere, scritti autobiografici,  documenti d’archivio…), ma si presenta in forma di romanzo, raccontando la storia di Christopher Robin, del suo rapporto col papà e del suo rapporto con l’orso Winnie. È doloroso e ugualmente provocatorio confrontarsi con il sentire di un bambino che si trovò catapultato al centro dell’attenzione pubblica e la cui vita fu condivisa in un modo di cui, allora, non si comprendeva l’impatto. 

A differenza delle illustrazioni adorabili che mostrano un Christopher Robin sempre felice e spensierato, il vero Christopher Robin ci mise una vita a fare pace con il più grande capolavoro del padre. La lettura è molto interessante e mette al centro questioni che non possono non ricordare la contemporaneità dove l’esposizione involontaria dei minori nei social appare a molti operazione neutra e indolore.

Il romanzo scorre con chiarezza e gusto: l’autrice ha cura di ricostruire la storia attraverso episodi  e aneddoti che vengono ricreati come vere e proprie scene suggestive.

Un luce intensa sul valore e l’impatto di un classico senza tempo.

Winnie Puh A.A.Milne - E.H. Shepard - Luigi Spagnol (traduzione) 176 pagine Anno 2009 Prezzo 12,00€ ISBN 9788884516800 Editore Salani
La strada di Puh A.A.Milne - E.H. Shepard - Luigi Spagnol (traduzione) 192 pagine Anno 2019 Prezzo 10,00€ ISBN 9788893819756 Editore Salani
Il bambino di carta Marina Marazza 319 pagine Anno 2023 Prezzo 18,50€ ISBN 9788828213215 Editore Solferino
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